Il reportage

Sogni e magia entrano anche nel Pronto Soccorso

L'Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli è tra i 12 nosocomi in cui è offerto il programma «Sogni al pronto soccorso» della Fondazione Theodora
© Stefano Spinelli/Fondazione Theodora
Red. Online
14.05.2026 06:00

Dalla dottoressa Balera alla dottoressa Coccola. Il CdT aveva trascorso il pomeriggio di Natale del 2024 nel reparto pediatrico dell'Ospedale San Giovanni di Bellinzona in compagnia della Fondazione Theodora. La quale, nel 2022, ha lanciato un progetto pilota anche al Pronto Soccorso: un programma che prevede visite serali da parte dei dottor Sogni al PS, per distrarre i giovani pazienti e regalare qualche sorriso in situazioni tese. Il programma è stato lanciato, alcuni mesi fa, anche all’Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli. E, per rendere l'idea di come sta andando, la Fondazione Theodora ci offre un reportage in compagnia della dottoressa Coccola.

Non solo bimbi, anche adolescenti

Sono le quattro del pomeriggio di un giovedì. Presto chiuderanno gli studi medici e, se c’è un problema medico, verranno consultati i Pronto Soccorso. Naïma Bärlocher, nelle vesti della dottoressa Coccola, si è appena preparata e non vede l’ora di portare un po’ di distrazione e leggerezza ai bambini e adolescenti presenti.

La prima paziente, un’adolescente, seduta sul letto in una delle box di esame, svela il suo nome: Salome. La dottoressa Coccola, un po’ invidiosa delle stelle-cerotto che la ragazza ha sul viso, le chiede con un tono complice: «Ma ti hanno già fatto l’esame della magia?». Salome, con sguardo divertito, risponde «no». «Ah, hanno aspettato che venissi io!». Insieme provano i più svariati trucchi di magia. Il verdetto della dottoressa Coccola: «Sei proprio professionale!». Salome sorride felice.

Sollievo anche per i più piccoli

Nel frattempo è arrivata una bimba piccolina, che per via della febbre alta è molto stanca. Piange molto e fa fatica a calmarsi. La dottoressa Coccola si avvicina con cautela al suo lettino e fa volare magiche bolle di sapone. Il viso della bambina si illumina e il pianto si ferma: la sua attenzione si è spostata dal malessere alle bolle di sapone e a quella strana signora colorata che confonda regolarmente le coccinelle con gli elefanti. Prima di congedarsi, la dottoressa Coccola forma un topo con un palloncino rosso e lo lascia alla bambina.

Un simpatico ricordo per una piccola paziente. © Stefano Spinelli/Fondazione Theodora
Un simpatico ricordo per una piccola paziente. © Stefano Spinelli/Fondazione Theodora

Una mano ai medici

«Non sempre i bambini sorridono, poiché spesso il dolore ha preso il sopravvento. Però la distrazione fa sì che il dolore e la sofferenza passino in secondo piano», precisa la Fondazione. «In questo modo, il soggiorno in ospedale è già molto più piacevole e viene ricordato con meno angoscia». Non solo: la leggerezza e la distrazione che i dottor Sogni portano, sdrammatizza la situazione. Lo conferma anche la medico assistente pediatrica Vanessa Maibach: «Già diverse volte non avrei potuto eseguire un esame o un trattamento senza l’aiuto degli artisti della Fondazione Theodora, che hanno tranquillizzato i bambini e i genitori».

Corso di pazienza

Nella sala d’attesa del Pronto Soccorso sono seduti due adolescenti con le loro mamme. La dottoressa Coccola chiede se può entrare. Sotto gli sguardi incuriositi, si piazza in mezzo alla stanza e chiede se per caso uno di loro sarebbe disposto a tenere per lei un corso di pazienza. Uno dei ragazzi, Zeno, le confida che avrebbe assolutamente bisogno di qualcosa che gli stimoli le dita. Magari un soffio magico? O un antistress per le dita? La dottoressa Coccola ha trovato la soluzione e inizia a gonfiare maldestramente un palloncino. Anche se tutto quello che può andar male va male – il palloncino le va in faccia, poi scoppia, poi le scappa via –, l’artista dichiara che non c’è niente di più rilassante. Segue qualche esercizio di yoga sulle sedie, con la dottoressa Coccola tra i due adolescenti. I ragazzi e le rispettive mamme non riescono a trattenere le risate. Molto probabilmente non dimenticheranno così in fretta questa «dottoressa speciale».

Con Sophia in Pediatria

Avendo visitato tutti i bambini e adolescenti al Pronto Soccorso, la dottoressa Coccola si informa se in Pediatria ci siano bambini che gradirebbero una sua visita. Si dirige verso la stanza che le è stata indicata dal personale infermieristico, dove viene accolta da una mamma. Sua figlia Sophia, una bambina molto sorridente, ammette di non aver mai eseguito alcuna magia. L'incontro, allora, parte subito con un trucco magico affiancato da una cordicella. «È incredibile! Siamo riuscite senza staccare le dita… è da anni che sono alla ricerca di una persona capace di eseguire questo trucco!», si rallegra la dottoressa Coccola. «Questo era il livello 1. Visto che sei così brava, passiamo direttamente al livello 5»: il trucco magico con il coniglietto Cocco della dottoressa Coccola. Il quale prima sparisce e poi, grazie al soffio di Sophia, riappare in bagno. Un’altra eroina in ospedale.

Il programma «Sogni al Pronto Soccorso» è attualmente offerto nei seguenti ospedali: Ospedale Regionale di Bellinzona e Valli (TI), Centro ospedaliero di Bienne (BE), Ospedale cantonale di Baden (AG), Ospedale cantonale di Aarau (AG), Ospedale pediatrico di Losanna (VD), Ospedale pediatrico della Svizzera orientale a San Gallo (SG), Ospedale cantonale di Winterthur (ZH), Ospedale La Tour a Meyrin (GE), Clinica pediatrica dell’Inselspital di Berna (BE), Ospedale Pourtalès a Neuchâtel (NE), Ospedale pediatrico della Svizzera centrale a Lucerna (LU) e all’Ospedale di Sion (VS). Nei sondaggi condotti in diversi ospedali, il 95% degli accompagnatori ha dichiarato che la propria percezione del tempo di attesa è cambiata in positivo grazie alla presenza degli artisti. Il 95% del personale ospedaliero ritiene che i dottor Sogni contribuiscano a creare un’atmosfera più rilassata nel reparto. Inoltre, l’80% del personale medico ha confermato che, grazie ai dottor Sogni, la durata degli interventi si riduce, poiché i bambini sono più tranquilli e riescono ad affrontare meglio i tempi di attesa. La Fondazione Theodora è riconosciuta come organizzazione di utilità pubblica. Offre gratuitamente le visite degli artisti agli ospedali e agli istituti specializzati e non riceve alcuna sovvenzione statale. Per questo, si affida alla generosità e alla fedeltà di partner e donatori (IBAN CH51 0900 0000 1006 1645 5).
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