Sostegno dopo il trauma, «in aumento i suicidi tra i giovani»

Un «punto di riferimento per le istituzioni» e soprattutto «un servizio prezioso e insostituibile per la popolazione». Con queste parole, un anno fa, il direttore del Dipartimento della sanità e socialità (DSS), Raffaele De Rosa, descriveva il Care Team Ticino (CTTi), in occasione del suo decimo anniversario. E anche quest'anno i numeri illustrano l'importanza del servizio cantonale che interviene a titolo gratuito e grazie a volontari in eventi critici e potenzialmente traumatizzanti per supportare le persone coinvolte.
663 persone assistite, 709 ore di intervento
Da gennaio a novembre (stato al 24 novembre) il CTTi è stato chiamato ogni mese in media 8 volte per prestare assistenza a complessivamente 663 persone durante 709 ore di intervento. Quali sono gli eventi traumatici? Trenta decessi improvvisi in casa, 22 suicidi, 8 incidenti stradali con esito letale, 5 incidenti stradali, 5 decessi in montagna, 5 decessi nel tempo libero, 4 tentati suicidi, 4 decessi sul lavoro, 2 decessi in luoghi pubblici, 2 omicidi, 1 infortunio grave sul lavoro, 1 ricerca di persone scomparse, 1 annegamento e 3 «altri» casi.
Il numero di interventi, spesso complessi e con il coinvolgimento di molte persone a più livelli, è analogo a quello dello scorso anno. Dalla sua costituzione nel 2015, il CTTi è intervenuto in 767 eventi garantendo l’assistenza a 4.722 persone (adulti e minori), per un totale di 5.849 ore d’intervento (con una media di 7,5 ore a intervento).
«Quest'anno, rileviamo un incremento di suicidi tra i giovani», spiega il caposervizio e coordinatore del Care Team Ticino, Massimo Binsacca. «Situazioni che hanno un'evoluzione a macchia d'olio, poiché coinvolgono la famiglia ma anche la scuola, la società sportiva, il nucleo di amicizie». Interventi di conseguenza più complessi e impegnativi per i care givers, perché risulta fondamentale «trovare il modo giusto per comunicare con ragazzi che magari si chiudono in sé stessi, o preferiscono confrontarsi tra di loro piuttosto che con degli adulti». In questi casi il background e le varie abilità professionali dei volontari rappresentano un valore aggiunto nell'intervento (ad esempio un care giver che lavora quale docente di sostegno saprà dare un contributo più orientato).
«Ora ci conoscono»
Massimo Binsacca fa infine notare che la popolazione ticinese conosce sempre di più il servizio offerto dal Care Team. «Fino al 2020-2021 i nostri interventi si aggiravano sui 50-60 l'anno. Ora le persone sono meno reticenti a farsi aiutare e a chiedere aiuto. Un esempio è l'alluvione in Alta Vallemaggia dello scorso anno: inizialmente gli abitanti dicevano di "non avere bisogno di psicologi". Quando hanno capito che cosa fanno i care givers, si sono ricreduti. E in dieci giorni abbiamo assistito 150 persone. Le attestazioni di ringraziamento giunte testimoniano l’apprezzamento da parte della cittadinanza di questo servizio, ormai consolidato nella realtà territoriale».
Dal bilancio del 24 novembre (in quattro giorni, quindi) si sono aggiunti altri due interventi. Per un totale da inizio anno di 95 interventi.
