Spostarsi meglio in periferia: c’è anche il bus «su richiesta»

Cos’hanno in comune la Grotta dell’orso, il ponte pedonale tra Scudellate ed Erbonne e Villa Carlotta, la storica dimora sul lago di Como? A prima vista probabilmente nulla, ma guardando oltre l’apparenza le affinità sono più di una. La principale è che condividono un territorio, non per niente sono tutte state inserite in un progetto che vuole «avvicinare» l’area del lago di Como con quella del lago di Lugano. Più nel dettaglio il Mendrisiotto e Basso Ceresio e la Valle d’Intelvi. Il disegno si chiama MoSVIM (Mobilità Sostenibile della Valle Intelvi e del Mendrisiotto), è un progetto Interreg e mira a sviluppare e rafforzare una mobilità locale sostenibile, intermodale e intelligente tra due aree geografiche che condividono da sempre una prossimità geografica, culturale, economica e sociale. L’obiettivo è una mobilità in grado di soddisfare sia le esigenze dei residenti che una forma di turismo silver-age (per gli over 55).
Si "chiamerà" il bus
Ma cosa vuol dire nel concreto? Il progetto è stato lanciato nel 2025 e sta progressivamente entrando nel vivo. Tanto che nei prossimi mesi nella nostra regione se ne vedranno i primi frutti. All’opera ci sono partner di qua e di là dal confine, tra cui l’Associazione dei Comuni del Generoso (ACG) che sta lavorando a tre grandi temi, spiega Fiorenzo Scettrini, coordinatore regionale. Tre temi che «sbocceranno» nel 2027.
Il primo, non per importanza, vedrà l’introduzione di un «sistema di mobilità on demand», esordisce Scettrini. Sulla scia di quello che è stato fatto in Valle Verzasca. «L’idea è di proporre questo concetto sia in Val Mara, sia in Valle di Muggio. Uno studio ci ha permesso di analizzare i bisogni della popolazione e dei turisti e incrociarli con l’offerta del trasporto pubblico, perché l’obiettivo è che i servizi siano complementari, e ha dimostrato che c’è potenziale». Le tratte individuate e che saranno servite dal servizio «per un anno di prova, verosimilmente da gennaio 2027», saranno due, la prima da Arogno verso Maroggia e Melano, la seconda sulla sponda destra della Valle di Muggio, tra Castel San Pietro e Scudellate. «La tratta in Val Mara oggi non è più servita dal trasporto pubblico e stiamo immaginando un servizio soprattutto per la popolazione locale, per ottimizzare le coincidenze con TiLo e per gli anziani. Ci stiamo orientando verso un servizio che segue i giorni feriali e in particolare la fascia mattutina». Per la Valle di Muggio invece la necessità è «anche e forse soprattutto nel weekend, e il trasporto è pensato pure per i turisti e i clienti dell’Albergo Diffuso. L’idea è di un servizio più nella fascia pomeridiana-serale e non solo nei giorni feriali». I dettagli, come i finanziamenti, sono in fase di definizione. La novità è però certa, nel nuovo anno ci saranno dei bus di 9 posti, chi ne avrà bisogno li "chiamerà" utilizzando un’App.
A piedi tra nazioni
Gli altri due temi su cui si sta concentrando l’ACG riguardano collegamenti transfrontalieri «lenti»: tre sentieri e un ponte. Si tratta, prosegue Scettrini, «di recuperare due sentieri in Valle di Muggio – Scudellate-Erbonne e Alpe Sella-Alpe Squadrina – e uno in Val Mara (Costa del Bové-Alpe di Gotta), confidiamo entro la fine dell’anno. Due domande di costruzione sono già state pubblicate, la terza è in arrivo a giorni».
Poi c’è il progetto per rinnovare il ponte pedonale tra Scudellate ed Erbonne, «che è un importantissimo collegamento transfrontaliero e va rinnovato, perché ha più di 20 anni. «Noi ci stiamo occupando della parte teorica, vale a dire dell’analisi della struttura, poi degli interventi si occuperà la controparte italiana. I lavori dovrebbero partire durante l’inverno e concludersi la prossima primavera-estate», conclude Scettrini prima di aggiungere che «la collaborazione tra Svizzera e Italia funziona davvero bene, abbiamo trovato ottimi partner con visioni e priorità comuni, siamo davvero soddisfatti».
Il tour di prova
Per spiegare la visione e il senso del progetto MoSVIM ci affidiamo anche a un esempio pratico. Mentre gli addetti ai lavori sono all’opera per connettere sempre più e sempre meglio le due aree, c’è infatti chi nei giorni scorsi ha provato a visitarle e scoprire come e se siano davvero un tutt’uno. Il risultato è un tour di due giorni tra natura e cultura, senza mezzi di trasporto privati e in compagnia. È stato organizzato a fine luglio ed è partito proprio da Villa Carlotta, a Tremezzina. Il titolo? «Lungo vie d’acqua, pietra, montagna e cultura». E l’iniziativa è stata la dimostrazione che si sta andando nella giusta direzione.
Se vi chiedete come si possano visitare attrazioni così diverse di un territorio piuttosto vasto e montano senza ricorrere ai veicoli privati questa è la soluzione proposta durante la due giorni di fine luglio. Dopo il ritrovo a Villa Carlotta e la visita agli ambienti interni e ai giardini i partecipanti si sono spostati in bus a Porlezza, da lì hanno scelto la via lacustre salendo su un battello che li ha portati a Capolago. Poi lo spostamento sul trenino a cremagliera verso la vetta del Generoso dove hanno visitato il Fiore di pietra e, dopo uno trasferimento a piedi, la Grotta dell’orso. A quel momento era giunta la sera e dopo l’ultimo spostamento a piedi verso l’alpe di Gotta i partecipanti hanno cenato e dormito sul posto, dove c’è un agriturismo. La mattina successiva, prima a piedi poi in e-bike, è stata raggiunta la Valle dei mulini. Dopo aver visitato il luogo, sempre in e-bike è stato raggiunto Argegno, dove si è concluso il tour.

