Stabio

Stabilit, l’obiettivo è chiaro: «Tagli ridotti al minimo»

Sindacato OCST, commissione del personale e vertici aziendali sono al lavoro per trovare una convergenza sul licenziamento collettivo: a rischio vi sono 35 posti di lavoro su 82 totali – Per venti collaboratori è possibile il trasferimento in Italia o Spagna
©Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
06.03.2026 06:00

Si continua a lavorare all’interno della ditta Stabilit a Stabio, società svizzera leader nella produzione di lastre e sistemi in policarbonato. Il riferimento non è soltanto alla produzione, ma riguarda anche le trattative che vedono coinvolti la direzione, la commissione del personale e il sindacato OCST.

Questo perché – come anticipato dal Corriere del Ticino – l’azienda con sede in via Lische ha avviato una consultazione per una procedura di licenziamento collettivo. A rischio, infatti, vi sono 35 posti di lavoro su un totale di 82 collaboratori: pari, dunque, a oltre il 40% della forza lavoro totale. I primi 15 licenziamenti – secondo quanto comunicato da Stabilit alla Sezione del lavoro a Bellinzona – sono previsti in primavera, gli altri verosimilmente entro la fine dell’anno.

L’ok del personale

Il tempo stringe e le parti sono in trattativa. L’ultimo incontro, stando a quanto abbiamo potuto appurare, si è tenuto la scorsa settimana. Il principale obiettivo del sindacato OCST – spiega il responsabile cantonale Industria Nenad Jovanovic – è quello di «fare tutto il possibile affinché si riesca a ridurre al minimo il numero delle persone licenziate».

A tal proposito, alcune misure sono già state identificate, concordate e approvate dall’assemblea del personale.

«Ci potrà essere una riduzione oraria per alcuni collaboratori che passeranno part-time – racconta Jovanovic – e inoltre sarà attivato un aiuto al ricollocamento che sarà sostenuto sia dalla parte sindacale sia da quella aziendale».

In aggiunta sarà proposta la possibilità di essere trasferiti in altre sedi. Stabilit – che nel 2017 è stata acquistata dal gruppo Verzatec, basato in Messico – è presente in Europa anche nei Paesi Bassi, in Francia, in Spagna e in Italia. Ed è proprio in questi ultimi due Paesi che si è aperta una possibilità. «Ci sono cinque posti disponibili in una sede italiana del gruppo e altri 15 in quella situata a Cordoba, in Spagna. Chi si dovesse trasferire – conferma il responsabile cantonale Industria di OCST – potrà avere diritto a un’integrazione salariale per una durata di sei mesi». Senza dimenticare «il mantenimento dell’anzianità di servizio». Misure che, come detto, sono state avallate dall’assemblea del personale.

Allo stesso tempo le parti sono al lavoro per allestire il piano sociale che sarà attivato nei confronti di chi perderà il posto di lavoro. «Per chi sarà licenziato sono previste delle indennità d’uscita che varieranno in base all’anzianità di servizio e alla fascia d’età».

La riduzione dei margini

Stabilit, attualmente, occupa due immobili che si guardano in via Lische. La riorganizzazione avviata dai vertici aziendali, stando a nostre informazioni, concentrerà in futuro le proprie attività soltanto in uno dei due stabili.

Una riorganizzazione ritenuta necessaria perché – come comunicato al personale dall’Amministratore delegato Guillermo Francisco Perez Aboy – «negli ultimi anni la Società ha registrato risultati economici persistentemente insoddisfacenti, dovuti in particolare alla riduzione dei margini e a un incremento strutturale dei costi operativi». Stabilit, va detto, aveva già provato a implementare alcune misure – ad esempio la razionalizzazione dei processi e il contenimento delle spese non essenziali –, ma «la situazione finanziaria non consente più di mantenere l’attuale struttura dei costi e far fronte al continuo calo del cambio euro-franco». Per garantire «la sostenibilità e la continuità dell’azienda nel medio-lungo periodo» si è quindi optato per «un ridimensionamento dell’attività e dell’organizzazione aziendale».

Ciò, come visto, potrebbe portare all’annunciata soppressione di posti di lavoro.

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