Su quello scuolabus più ricorsi che allievi

Ci avevamo visto lungo, lo scorso giugno, quando dicevamo che i litigi a Vico Morcote attorno allo scuolabus elettrico si sarebbero placati solo temporaneamente. Allo stato attuale, su quel pulmino ci sono più ricorsi che allievi delle scuole elementari. Dopo che nel 2021 l’ex sindaco di Vico, Luido Bernasconi, aveva inoltrato ricorso al Consiglio di Stato (che gli ha dato ragione) contro le modalità scelte dal Municipio per comprare il mezzo senza il beneplacito dell’assemblea comunale, qualche settimana fa ne è partito un altro, di ricorso. Questa volta perché, a mente di Bernasconi, l’Esecutivo è riuscito a entrare in possesso dello scuolabus «con un sotterfugio», ovvero «pagando le rate di un noleggio senza però dire al Legislativo che quella cifra aveva un valore di riscatto».
«Non c’era la base legale»
Nel giugno del 2021 l’Esecutivo di Vico decide di acquistare lo scuolabus elettrico per portare gli allievi alle Elementari di Morcote. La risoluzione municipale, pubblicata sull’albo comunale, indica però un prezzo diverso rispetto al costo effettivo del veicolo. L’autorità comunale ratifica così la precedente risoluzione municipale con l’importo corretto dell’acquisto, ma oltre a essere differente, è anche superiore a quello precedente. L’Esecutivo chiede così un credito a posteriori di quasi 100.000 franchi per entrare in possesso del veicolo, ma la richiesta viene respinta dall’assemblea comunale. Da qui, partono i ricorsi al Consiglio di Stato contro le due risoluzioni municipali (la prima per l’acquisto del mezzo a un dato prezzo, la seconda per la ratifica). Il Governo, infine, dà ragione all’ex sindaco perché «il Municipio di Vico Morcote non aveva la necessaria base legale, anche a posteriori, per procedere all’acquisto del nuovo bus elettrico».
Il nodo della questione
Ora, facciamo un salto avanti di due anni. Siamo al 15 dicembre del 2023, giorno in cui viene inoltrato un altro ricorso al Consiglio di Stato e sempre contro una risoluzione municipale (del 7 novembre 2023). Nello specifico, quella in cui «il Municipio ha deciso di pagare l’ultima fattura della ditta concernente l’acquisto definitivo dello scuolabus elettrico. Lo stesso diventerà di nostra proprietà e immatricolato in Ticino».
Il problema, secondo Bernasconi, nasce da una risposta datagli dal Municipio un anno prima su una richiesta di chiarimento e che stride con quanto scritto nella risoluzione municipale oggetto del nuovo ricorso. «Il contratto (di leasing dello scuolabus, ndr) è stato sottoscritto nel 2021 dal Municipio, il prezzo del noleggio è stato dedotto dal prezzo del veicolo, a giugno 2022 abbiamo definitivamente saldato il prezzo totale dello scuolabus». A fronte di questo, «come mai nella risoluzione di novembre 2023 si parla dell’ultima fattura per l’acquisto definitivo se nel giugno del 2022 l’Esecutivo ha saldato il costo totale del veicolo?», si è chiesto l’ex sindaco. Inoltre, a mente di Bernasconi, né nei conti preventivi né in quelli consuntivi degli anni passati è stato indicato il riscatto del veicolo, ma solo il noleggio.
Da noi contattato per una replica, il sindaco di Vico Morcote, Giona Pifferi, spiega di aver preso atto del ricorso e che probabilmente il Municipio entrerà in materia la prossima settimana, «poi agiremo per difendere la posizione dell’Esecutivo».

