Sui ristorni tutte le piste restano aperte

Tutte le piste restano aperte, per il Consiglio di Stato ticinese, in merito al potenziale blocco dei ristorni dei frontalieri quale contromisura per la cosiddetta «tassa sulla salute» che la Regione Lombardia vorrebbe imporre ai «vecchi» permessi G.
Il Governo cantonale, ricordiamo, è chiamato a prendere una decisione sui ristorni dei frontalieri entro la fine del mese di giugno di ogni anno. E, dunque, la seduta dell’Esecutivo avvenuta oggi a Palazzo delle Orsoline era teoricamente l’ultima possibile per affrontare la questione e prendere una decisione.
Nella giornata di oggi, però, su questo fronte non è giunta alcuna comunicazione ufficiale da parte del Consiglio di Stato. Tutto, parrebbe, tace. Ma in realtà, da quanto ha potuto verificare il Corriere del Ticino, le bocce non sono ancora ferme. Anzi.
Il Consiglio di Stato, ancora per qualche giorno, terrà infatti aperte tutte le piste percorribili. E questo in vista di una riunione (online) con la consigliera federale Karin Keller-Sutter, agendata proprio lunedì prossimo, il 29 giugno.
In questi giorni, infatti, anche Berna si è finalmente attivata sulla questione. Dapprima facendo sapere, lo scorso 18 giugno, che un incontro con la controparte italiana sarebbe avvenuto entro la fine del mese per discutere di «alcune questioni fiscali». L’ipotesi messa sul tavolo, da questo punto di vista, sarebbe quella di perlomeno ritardare l’entrata in vigore della «tassa sulla salute», teoricamente prevista a settembre. E ora, da quanto abbiamo potuto appurare, Berna non si è attivata solo con Roma, ma ha ovviamente nel frattempo preso contatto anche con l’Esecutivo ticinese.
Non a caso, l’incontro di lunedì tra il Consiglio di Stato e Karin Keller-Sutter precederà di un giorno quello in agenda martedì a Roma tra quest’ultima e il ministro italiano Giancarlo Giorgetti, responsabile del dossier.
Insomma, il Governo cantonale intende attendere questi due appuntamenti prima di prendere una decisione definitiva. Ed è ovvio che – ma queste sono nostre speculazioni – se dovessero arrivare rassicurazioni sulla «tassa sulla salute», allora il Consiglio di Stato potrebbe rivedere la sua posizione. Altrimenti, va da sé, l’ipotesi ventilata più volte di bloccare i ristorni potrebbe diventare realtà.

