Ticino

Sulle iniziative di cassa malati, ecco l'ipotesi «spacchettamento»

Il presidente del Centro Fiorenzo Dadò ha avanzato l'idea di scindere la trattazione delle due iniziative popolari per evitare uno stallo - Per gli iniziativisti l'importante è che entrino in vigore il prima possibile
©Gabriele Putzu
Paolo Gianinazzi
28.04.2026 17:05

Lavorare a un pacchetto unico su entrambe le iniziative di cassa malati, come proposto dal Consiglio di Stato a metà aprile, «rischia di creare uno stallo, un’impasse, arrivando all’anno prossimo senza aver realizzato nulla. E quindi senza dare nulla alla popolazione, che invece si attende molto». Motivo per cui, il presidente del Centro, Fiorenzo Dadò, sul finire della riunione della Commissione gestione e finanze, questa mattina ha avanzato un’ipotesi di lavoro che è destinata a far discutere nelle prossime settimane: spacchettare le due iniziative, portandole dunque in Gran Consiglio con due rapporti commissionali distinti. E ciò, appunto, con l’intento di smuovere le acque. Anche perché il pacchetto presentato dal Governo, che prevede un’implementazione delle proposte a tappe, non ha convinto quasi nessuno.

«È una proposta che ho fatto – ha spiegato lo stesso Dadò ai giornalisti al termine della riunione – perché ritengo che le due iniziative popolari, anche se entrambe riguardano il tema delle casse malati, siano nella sostanza completamente diverse fra loro». E, come detto, il rischio di trattarle nello stesso pacchetto, afferma Dadò, «è quello di trovarsi davanti a un’impasse».

Sul finanziamento delle due proposte, poi, il presidente del Centro spiega che «è una discussione che andrà fatta in Commissione e in Parlamento. Ma si potrebbe anche decidere di non proporre alcun finanziamento e lasciare che sia il Consiglio di Stato a trovarlo, ad esempio tramite il prossimo preventivo». Come dire: sul fronte del finanziamento tutte le piste restano aperte.

C’è poi anche il rischio che una proposta sia approvata e l’altra no. «Io sono dell’idea – ha spiegato Dadò su questa ipotesi – che il Parlamento debba essere in grado di proporre il finanziamento per entrambe. Poi, se qualcuno dovesse non essere d’accordo, potrebbe sempre fare un referendum e chiamare il popolo in votazione. Quando si tratta di soldi pubblici non è mai sbagliato chiamare il popolo a votare».

Insomma, restano ancora molti aspetti da chiarire. E sul tavolo resta anche un’altra ipotesi, ossia quella di far passare in Parlamento il pacchetto originale del Governo, e poi far sì che sia il popolo ad esprimersi su di esso. In ogni caso, sono tutte proposte ancora da discutere e approfondire. Ma secondo Dadò una cosa è chiara: «Se vogliamo riuscire a realizzare qualcosa dobbiamo assolutamente scindere i due temi».

Le prime reazioni

L’ipotesi avanzata dal presidente del Centro coinvolge per forza di cose anche gli inziativisti. I quali, per il momento, non hanno chiuso alla possibilità di «spacchettare» il pacchetto del Governo, ma dovranno ancora in ogni caso approfondire la proposta.

«Analizzeremo durante la prossima riunione della Gestione la proposta. Ma la cosa importante per la Lega è che la nostra iniziativa sia messa in vigore completamente e quanto prima, cioè il primo gennaio 2027», spiega da noi contattato il coordinatore della Lega, Daniele Piccaluga. Ossia, se lo «spacchettamento» prevederà la possibilità di far entrare in vigore più in fretta l’iniziativa nella sua totalità, la Lega sarà della partita. «Se l’idea sarà effettivamente quella di applicare l’iniziativa leghista in maniera completa non saremo sicuramente noi a ostacolarla – chiosa Piccaluga –. Anzi, saremmo ben felici se la volontà popolare fosse adottata».

Un concetto simile a quello espresso dal capogruppo del PS, Ivo Durisch, presente al termine della riunione della Gestione. «Per noi l’obiettivo primario è che entrambe le iniziative, contemporaneamente, entrino in vigore il più presto possibile, impacchettate o non impacchettate». Detto altrimenti: poco importa come, l’importante è attuarle. Ad essere potenzialmente «problematico», secondo Durisch, è il fatto che le due iniziative vengano trattate diversamente, anche se sono state entrambe votate dal popolo. «Il cappello che sta sopra tutto è quello del popolo: entrambe sono state votate dal popolo ed entrambe devono quindi entrare in vigore il prima possibile».

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