Confine

Timbrava e veniva a lavorare in Ticino, «l'indagine è partita dal Comune di Cunardo»

La sindaca Giuseppina Mandelli D'Agostini conferma di avere allertato la Guardia di Finanza quando sono sorti «dubbi sul comportamento» del dipendente comunale: «Vogliamo tutelare la comunità»
© Guardia di Finanza
Red. Online
15.05.2026 19:01

«Sono il sindaco di Cunardo. Ci tengo a specificare che sono stata io, con la mia amministrazione, a far partire l'indagine della Guardia di Finanza». A parlare è Giuseppina Mandelli D'Agostini, in un video dell'Ansa. Il riferimento è alla scoperta, da parte dei finanzieri della Compagnia di Luino, di un dipendente comunale che, pur risultando formalmente in servizio, svolgeva attività lavorativa al di qua del confine. L’uomo, addetto alla manutenzione del verde pubblico, dopo aver regolarmente timbrato il cartellino, si allontanava sistematicamente dal luogo di lavoro per dedicarsi ad attività personali e, in più occasioni, per prestare servizio alle dipendenze di un’impresa con sede in Ticino.

Le indagini sono partite quindi dalla segnalazione del Comune, datore di lavoro dell'uomo. «Abbiamo avuto dei dubbi sul comportamento dell'ex dipendente che, risultando in servizio presso il Comune, si spostava con mezzi propri e andava a lavorare in Svizzera, come la Finanza ha documentato», ha aggiunto la sindaca. Sottolineando che l'obiettivo era «tutelare la comunità di Cunardo».

Le indagini, lo ricordiamo, si sono sviluppate attraverso servizi di osservazione, appostamento e pedinamento. Determinante si è rivelato l’incrocio tra le immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nei comuni limitrofi e i dati telefonici, che hanno permesso di ricostruire, con precisione, gli spostamenti dell'uomo durante l’orario di lavoro. Il confronto con le timbrature ha così consentito di accertare, complessivamente, 18 episodi di assenza ingiustificata.

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