Lugano

Tramonta la Giustizia a Viganello: ora si guarda a USI e ricerca

Fine delle trattative tra la Città e il Cantone per il terreno ex PTT: sfumata l’ipotesi di ospitare (momentaneamente) i giudici civili e penali, il futuro del comparto, come indicato da Piano direttore comunale, potrebbe essere legato all’università e all’ospedale
©Chiara Zocchetti
Nico Nonella
03.06.2026 06:00

Tramontata l’ipotesi Giustizia, per il terreno ex PTT di Viganello Lugano guarda alla ricerca, all’Università e all’ospedale. L’annuncio dello stop alle trattative tra la Città e il Cantone è stato dato lunedì dal consigliere di Stato Claudio Zali durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario tenutasi al Palazzo dei congressi. Ora, spiega il sindaco Michele Foletti, il futuro di quell’area potrebbe essere legato all’USI e/o all’Ospedale. «È un sedime di riserva, non rientra nel piano di dismissioni della Città. Nell’ambito del Piano direttore comunale potrebbe avere una vocazione legata alla ricerca, all’USI e all’EOC».

Il dialogo tra la Città e il Cantone, iniziato nell’estate 2025, si era interrotto nelle scorse settimane dopo che le parti non erano riuscite a trovare un accordo sul prezzo di vendita. Palazzo Civico aveva proposto un incontro al Cantone per provare a capire se vi potesse essere un margine per trattare, ma una risposta non è arrivata. E dalle parole di Zali è chiaro che il margine non c’è (più). «È stata la Città di Lugano a indicare il sedime di Viganello quale unico adatto, per cui sarebbe stata immaginabile la cessione – ha affermato lunedì –. Ne è seguita una fase di contrattazione del prezzo ed è sicuramente stato un mio sbaglio di valutazione quello di ritenere dato un consenso di massima su un prezzo di sedici, diciassette milioni, circa cinque in più di quanto aveva pagato la Città. Errore di valutazione perché mi è valso l’accusa a mezzo stampa di voler rapinare la città dei suoi preziosi terreni, dato che la richiesta sarebbe stata in realtà di circa cinquanta milioni. Cosa che ha messo fine alla trattativa. Sia chiaro, la tenuta dei terreni in un ambito urbano estremamente edificato non è colpa del Cantone o della Città, né obbliga a una collaborazione istituzionale che in questo caso era finalizzata a dare una sede nuova alla Giustizia e a mantenere a Lugano i contenuti oggi esistenti». Come noto, Zali avrebbe voluto acquistare il terreno ex PTT per collocarvi temporaneamente i giudici civili e penali durante i lavori di ristrutturazione di Palazzo di giustizia – che verrà demolito in favore di due nuove edificazioni – e, in un secondo momento, una parte dell’amministrazione cantonale. Nonostante anche una proposta di “scambio” con la vicina ex Scuola di sartoria (SAMS), che Lugano vorrebbe adibire a spazi per la cultura indipendente, l’attesa fumata bianca non c’è mai stata.

Fumata bianca che dovrebbe invece arrivare da Bioggio, Comune a cui Zali aveva recapitato un’offerta per l’acquisto di un terreno a Cavezzolo per insediarvi il Ministero pubblico e la Polizia cantonale. Se l’operazione sarà ritenuta fattibile, il relativo messaggio governativo verrà presentato entro la fine dell’anno. Poi la palla passerà al Gran Consiglio.

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