Giustizia, ancora fumata grigia per Viganello

Proseguono le trattative tra la Città di Lugano e il Cantone per la giustizia a Viganello. Ma la fumata bianca appare ancora molto lontana. Come noto, il responsabile politico del Terzo potere, il consigliere di Stato Claudio Zali, vorrebbe acquistare il terreno ex PTT per collocarvi temporaneamente i giudici civili e penali durante i lavori di ristrutturazione di Palazzo di giustizia e, in un secondo momento, una parte dell’amministrazione Cantonale.
Come appurato dal Corriere del Ticino, in una lettera inviata negli scorsi giorni all’Esecutivo cittadino, Zali ha in sostanza ribadito l’offerta di 15,7 milioni di franchi e che il prezzo proposto da Lugano, ossia una cinquantina di milioni, non verrà preso in considerazione. Il Municipio ha discusso mercoledì dello scritto e ha proposto un incontro per capire se ci sono margini per trovare un accordo. Sembra tramontare, di contro, l’ipotesi di una «superperizia». Se la cessione non dovesse andare in porto, per il comparto la Città ha già un indirizzo deciso dal Consiglio comunale: un quartiere residenziale intergenerazionale.
I vari tasselli
La riorganizzazione della Giustizia si basa su un gioco a incastri che vede coinvolti Cavezzolo, Viganello e via Pretorio. Sul terreno dell’ex PTT la struttura accoglierà come detto i giudici penali e civili durante i lavori di ristrutturazione del Palazzo di Giustizia; lavori che prevedono anche la demolizione del lato a «L» tra via Bossi e via Pretorio, e una nuova edificazione. Dopodiché, i giudici torneranno in via Pretorio e Viganello ospiterà una parte dell’amministrazione cantonale. Il Ministero pubblico e la Polizia cantonale si trasferiranno invece a Cavezzolo. A questo proposito, la scorsa settimana è arrivato un segnale di apertura da parte del Municipio di Bioggo, che ha scritto a Zali proponendo un incontro per chiarire alcuni aspetti. In Malcantone la fumata bianca appare decisamente più vicina.



