«Troppi parcheggi selvaggi per le spiagge lungo i fiumi»

Sale la temperatura. Sale l’afa. E parte l’«assalto» alle più popolari spiagge lungo i fiumi, spesso sovraffollate da residenti e turisti alla costante ricerca di refrigerio. L’alta concentrazione di «invasori» nei paradisi naturali fa temere la scia di rifiuti si lasciano dietro al rientro. Ma - secondo un rapido giro del Corriere del Ticino, dal Meriggio di Losone alla cascata della Piumogna, passando per il banco di sabbia di Arbedo-Castione e il Pozzo di Tegna, nelle Terre di Pedemonte - questo problema sembra essere abbastanza ben gestito. A preoccupare, infatti, sono i numerosi parcheggi selvaggi nelle vicinanze di queste preziose destinazioni.
Una delle aree più gettonate e attrezzate è il citato «Merisg», di proprietà del Patriziato. Il presidente, Carlo Ambrosini, spiega che proprio quest’anno la vecchia buvette è stata ristrutturata e ora sul posto ci sono tre servizi, uno dei quali per disabili.
Un fenomeno sotto controllo
«Gli operai comunali passano regolarmente, anche nel fine settimana, e questo fa la differenza per mantenere il fenomeno del ‘littering’ sotto controllo. Ma abbiamo anche voluto introdurre dei pattugliatori che sensibilizzano le persone sulle regole della convivenza civile, tra chi ascolta musica, chi porta con sé dei cani o, appunto, abbandona cartacce o altri scarti in zona». Il 53.enne evidenzia come il vero rompicapo sia, «da sempre», legato a chi pretende di raggiungere il luogo con un mezzo motorizzato: «Abbiamo visto di tutto: veicoli messi di traverso davanti a decine di altri, senza alcuna considerazione per chi deve uscire o per eventuali mezzi di soccorso. Non è questione di caldo, ma di mancanza di educazione. Capita persino di trovare motociclette parcheggiate in mezzo al percorso pensato per l’accesso ai disabili». Il nostro interlocutore ammette che una soluzione è ormai alle porte: una barriera elettronica che regoli l’accesso. «Non risolverà tutto, ma almeno permetterà di gestire l’accesso in modo ordinato».
Dieci anni di volontariato
Risalendo la corrente, ecco un altro punto frequentatissimo nel Locarnese: il Pozzo di Ponte Brolla, nel Comune Terre di Pedemonte. Qui, a mantenere l’ordine, c’è un gruppo di giovani volontari del posto coordinati dall’associazione Golene: «Come sempre, la maggior parte dei frequentatori rispetta le regole, poi c’è qualche eccezione», afferma il segretario comunale Guido Luminati. «Nel tempo, in generale, per questo comparto abbiamo trovato un equilibrio. Ogni tanto capita qualche episodio isolato, soprattutto la notte, ma nulla di particolarmente grave». Anche in questo caso, un esercizio privato affacciato sul posteggio mette a disposizione i servizi igienici.
Questione di equilibrio
Situazione simile in Leventina, dove la cascata della Piumogna è ormai meta gettonata. «Stiamo avendo alcuni problemi legati alla viabilità e alle zone di parcheggio», ci spiega il sindaco di Faido Corrado Nastasi. Nei fine settimana, a fare il bagno o a camminare nel vicino boschetto, si possono trovare più di cinquecento persone al giorno. «I posteggi abusivi non sono rari: per questo abbiamo lavorato per assicurare più controlli di polizia, creando al contempo nuove aree di parcheggio vicino alle scuole». Confrontati con grandi numeri, «è importante trovare il giusto equilibrio» nei rapporti fra turismo e popolazione, «perché bastano pochi maleducati per rovinare a tutti l’esperienza». Ma la situazione, a Faido, è sotto controllo. «E anche il problema del littering si è ridotto di molto negli anni recenti».
Il trasloco
Ad Arbedo, intanto, si è aperta una stagione diversa dalle altre. Una senza l’iconica «Spiaggetta». A febbraio, infatti, il Comune si è visto costretto a revocare il mandato di gestione dopo che il Cantone ha ritirato l’autorizzazione per l’utilizzo dell’area boschiva. Niente area di ristoro, insomma, ma «la zona rimane molto frequentata», garantisce il sindaco di Arbedo Luigi Decarli. Il Comune, sin qui, non ha ricevuto lamentele particolari sullo stato del ‘lido’, ora incustodito. Tradotto: niente littering. In questi giorni di canicola, tuttavia, gli utenti stanno sperimentando nuove soluzioni. «Abbiamo notato che molti ora sostano nei pressi del ponte dell’ex Ferrovia retica, dove c’è più ombra».

