Un altro appello per i pozzi: «Non sono da chiudere»

L’emergenza idrica, quella contingente, sta rientrando in queste ore. Non si può però dire lo stesso per quella che possiamo definire strutturale. Quella è un tema che è sempre più all’ordine del giorno, a maggior ragione nel Distretto. Accade a causa, o grazie, all’imminente messa in esercizio dell’Acquedotto regionale del Mendrisiotto (ARM), una struttura di cui si parla da decenni. L’arrivo di quell’opera da una parte consentirà la messa in rete degli acquedotti e la captazione dal lago, dall’altra porterà alla dismissione di alcuni pozzi. Un’eventualità che non fa l’unanimità e che ha portato alla mobilitazione di politici, ma anche di privati cittadini.
Ulteriore acqua a questo metaforico mulino è stata portata ieri a Morbio Inferiore. Grazie a un’iniziativa che unisce due fronti spesso opposti come Morbio 2030 (Sinistra e Verdi) e Lega/UDC. Entrambi i gruppi politici hanno infatti sollecitato il Municipio sul tema dei pozzi Polenta e Prà Tiro. Il primo con un’interpellanza, il secondo con un’interrogazione. Il tema di fondo è lo stesso: «Il valore strategico delle riserve idriche locali di fronte alle crescenti situazioni di emergenza e di siccità», si legge in una nota congiunta.
Il pozzo Polenta e il pozzo Prà Tiro sono due fonti idriche dal futuro incerto. Il primo a causa del noto inquinamento del 2008, il secondo per una contaminazione da PFOS emersa nel ‘20 che ha necessitato l’installazione di speciali filtri. In entrambi i casi, si spiega nel testo, si prospetta la dismissione. «Occorre distinguere tra la dismissione dall’uso potabile e la rinuncia definitiva al pozzo quale infrastruttura, fonte di conoscenza della falda e possibile risorsa per esigenze future», si legge nell’interrogazione di Lega e UDC. «L’utilizzo di questi pozzi, almeno per scopi non potabili, si sta dimostrando sempre più necessario per l’agricoltura, e lo stesso dovrebbe valere per l’industria e per altri usi pubblici e privati (irrigazione di aree verdi, lavaggi di superfici e veicoli, eccetera)», scrive invece Morbio 2030.
L’invito conseguente al Municipio è a valutare attentamente l’impatto delle eventuali dismissioni, ma anche ad attivarsi per preservare le fonti a livello locale. È stata fatta «un’analisi di tutte le conseguenze a livello tecnico, strategico, economico, climatico-ambientale, territoriale e sociale?». «Si intende promuovere una gestione dei due pozzi che ne preservi l’integrità e un possibile riutilizzo?».

