Un altro passo importante per dare un futuro al vecchio nucleo di Gaggio

A Pazzallo, a un tiro di schioppo dal cuore industriale di Lugano e dall’autostrada, si estende un terreno di cinque ettari, in parte boscato e in parte agricolo, al cui centro sorgono alcune case costruite secoli fa. È l’antico nucleo di Gaggio, che si potrebbe definire bucolico se non fosse in parte in rovina. Ma questo scenario potrebbe cambiare presto. Un gruppo di persone ha infatti deciso di prendersi a cuore quest’area e da tempo lavora per restituirle nuova vita, non senza qualche difficoltà. Ne avevamo parlato quasi un anno fa, in occasione della presentazione del primo progetto di valorizzazione: da allora il piano è stato discusso, analizzato e parzialmente rivisto, fino a confluire in una domanda di costruzione recentemente pubblicata all’albo comunale di Lugano. Se l’iter procederà senza intoppi, l’autorizzazione all’avvio dei lavori potrebbe arrivare entro pochi mesi.
Attorniato da bosco e campi

Il progetto prevede il restauro conservativo della quasi totalità degli edifici esistenti, con alcuni ampliamenti che saranno evidenziati anche sul piano architettonico. Saranno invece demolite la rimessa e l’officina poste ai piedi del nucleo, sostituite da un nuovo edificio abitativo «subordinato» e «discosto», ma pensato per «creare uno spazio libero che confluisce con la corte esistente». Le facciate, in mattoni paramano (mandolato), saranno «in armonia con il contesto storico e con le nuove aggiunte», così che la costruzione «si integri con rispetto nell’ambiente circostante, senza comprometterne l’integrità storica e visiva». L’intervento consentirà di realizzare, nei sei edifici, cinque abitazioni e uno spazio commerciale. Il bosco verrà conservato, mentre il terreno agricolo continuerà a essere coltivato in collaborazione con un’azienda agricola locale. In origine era prevista una rimessa per i mezzi dell’azienda agricola, ma tale soluzione si è rivelata praticabile solo qualora l’agricoltore avesse avuto sede direttamente nel nucleo - motivo che ha portato alla revisione del progetto. Sono inoltre previsti parcheggi sotterranei.
Un’ulteriore difficoltà è derivata dalla questione degli accessi: il nucleo dispone di due ingressi attraverso la storica via al Gaggio (documentata almeno dalla metà dell’Ottocento), ma la strada non risulta registrata a Piano viario. La relativa modifica avrebbe richiesto anni e un esito incerto, motivo per cui si è scelto di procedere secondo la pianificazione vigente.
«Tempi lunghi, ma più qualità»

Si parla di nucleo benché si tratti di poche case, poiché così è riconosciuto dalla pianificazione comunale. Ciò comporta maggiori vincoli in materia di edificazione e restauro. I progettisti, gli architetti Reto Burri e Debora Burri-Marci dello studio Freefox Architecture, si sono ispirati in particolare agli interventi di restauro e ampliamento della Masseria Cuntitt di Castel San Pietro. Questo approccio è rimasto invariato anche nell’affinamento del progetto, maturato grazie a un dialogo costruttivo con la Commissione urbanistica di Lugano, fino al raggiungimento di una soluzione condivisa. «Siamo molto soddisfatti degli scambi positivi avuti con la Commissione - afferma Reto Burri. - Anche se i tempi si sono inevitabilmente allungati, il progetto ne ha guadagnato in qualità».
I promotori attendono ora fiduciosi la licenza edilizia. «È un progetto voluto da un gruppo di conoscenti che desiderano vivere a Gaggio», aggiunge Burri. E non poteva essere altrimenti: per intravedere, in quel piccolo agglomerato di case fatiscenti, ciò che l’architetto definisce «un diamante grezzo», serve condivisione di intenti e il coraggio di investire, anche economicamente, per offrirgli una seconda vita.

