Media

Un no convinto all’iniziativa «200 franchi bastano»

Forte presa di posizione in vista dell'8 marzo da parte dell'Associazione per la difesa del servizio pubblico
Red. Online
12.01.2026 08:44

«La RSI siamo noi. È della comunità. È di tutte e tutti. Quando l’informazione è sotto attacco, la disinformazione prolifera, i media sono più fragili; il servizio pubblico è una linea di difesa della democrazia». Con queste parole, l'Associazione per la difesa del servizio pubblico ha preso posizione in vista della votazione del prossimo 8 marzo per ridurre il canone radiotelevisivo da 335 a 200 franchi all’anno. 

«La SSR non è un media come gli altri» si legge nel comunicato. «È il solo media nazionale del Paese. È pluralismo. Parla tutte le lingue. È informazione verificata. È coesione. È identità. La RSI è un patrimonio collettivo. Da cento anni racconta chi siamo, dà voce al territorio, unisce la Svizzera italiana al resto del Paese. Tagliare la RSI significa cancellare una voce. La nostra voce».

L’iniziativa «200 franchi bastano», leggiamo, «è un attacco violento. Sbagliato. Irresponsabile. Rende tutti  più poveri. Dimezzare il budget della SSR significa: distruggere migliaia di posti di lavoro qualificati; impoverire informazione, cultura e sport; indebolire le regioni linguistiche e le minoranze. La Svizzera italiana sarebbe meno svizzera. Il servizio pubblico non è un lusso. È un diritto. Una garanzia democratica. Un bene comune».

Difendere la RSI, chiosa l'Associazione, «significa difendere la democrazia. Difendere la RSI significa difendere la Svizzera italiana. L’Associazione per la difesa del servizio pubblico (ASP) chiama la popolazione della Svizzera italiana a mobilitarsi per un no forte e convinto perché 200 franchi non bastano. La RSI siamo noi».