Una catena alberghiera mette gli occhi sul PSE

Il vociferare sempre più insistente tra gli addetti ai lavori di importanti cambiamenti all’orizzonte per vari storici hotel cittadini, che si starebbero indirizzando verso la vendita – il Lido Seegarten, l’Hotel De La Paix e, notizia recente, anche l’Hotel Nassa –, hanno riportato a galla una domanda che da anni ruota attorno alle strutture ricettive di un certo livello e sul posizionamento di Lugano come destinazione turistica. Se è vero che ognuno lavora con le proprie forze e modella l’offerta per stare al passo con i tempi, cosa manca al parco alberghiero luganese? Federico Haas, presidente di HotellerieSuisse Sottoceneri, non ci gira tanto attorno. «Se vuoi fare l’albergatore e avere una struttura che rende, al giorno d’oggi devi avere almeno dalle 80 camere in su. E il grande problema di Lugano sono i numeri troppo bassi». Motivo per cui la città sul Ceresio non entra nel raggio di azione delle grandi catene alberghiere, come ad esempio il Mariott, l’Hilton, il Four Season oppure lo Sheraton, che hanno una «soglia di entrata di almeno 100 camere». Le cose potrebbero però prendere una piega diversa e, forse, dare quello scossone che serve a Lugano per posizionarsi in modo chiaro a livello turistico. E potrebbero cambiare a Cornaredo, all’interno della Torre Ovest del Polo sportivo e degli eventi (PSE), su cui ha messo gli occhi un futuro inquilino di un certo peso. Non stiamo parlando di nomi illustri citati qualche riga prima, ma «di una catena alberghiera europea che porterà un prodotto da 110 camere, moderno e digitalizzato (self check-in)», ci spiega Haas. Che aggiunge: «Lugano è davanti ad una esfoliazione: il trend è quello che con l’arrivo di progetti interessanti, ci sarà un effetto a catena e le cose cambieranno. Quindi, cosa c’è di meglio di una catena alberghiera che porta più turismo internazionale per dare questa spinta?». Insomma, a emergere è sempre più la consapevolezza di riuscire a colmare, prima o poi, la carenza di strutture ricettive, anche di medio-alto livello, in grado di contribuire al posizionamento di Lugano come destinazione di eccellenza. Anche perché – ci aveva riferito Claudio Tavazzani, direttore generale della società che gestisce l’Hotel De La Paix –, «gli hotel di alta gamma a Lugano catturano interesse e per questo hanno sicuramente un futuro». Un interesse emerso anche da un’analisi condotta sul territorio da HotellerieSuisse Sottoceneri e dallo studio Elia Frapolli Consulenza e Turismo nell’ambito di un progetto concreto su Lugano, da cui si evince un «gap scoperto proprio nel segmento di un lusso moderno, accessibile e anche lifestyle», spiega Haas.
«Ghigliottina pianificatoria»
Posizionamento turistico e ramo alberghiero di alta gamma a parte, c’è un altro grattacapo che sta facendo storcere il naso agli addetti ai lavori: il fenomeno degli affitti brevi. Che non devono però essere visti come «una minaccia sistemica» secondo il presidente di HotellerieSuisse Sottoceneri, piuttosto come «una concorrenza e un prodotto che non deve sottostare a tutte le regole del settore alberghiero. Sarebbe meglio proporre questo concetto laddove c’è meno offerta ricettiva, come nelle valli. E un esempio virtuoso è sicuramente l’albergo diffuso in Valle di Muggio. Perché non realizzare un albergo diffuso nella Valle del Cassarate? Bisognerebbe guardare con interesse a questi nuovi modelli senza essere sempre ‘luganocentrici’». Vero è, in ogni caso, che le strutture ricettive in generale hanno un vincolo stringente di natura edilizia. Motivo per cui vari hotel abbandonati (ad esempio l’ex Hotel Fisher e l’ex Moosmann) faticano a trovare chi si potrebbe prendere cura di loro, perché «a livello edilizio siamo fermi agli anni Cinquanta e le norme in materia edilizia non ti permettono di sfruttare al meglio le volumetrie esistenti. Insomma, a volte gli strumenti pianificatori sono una ghigliottina che castra progetti che potrebbero avere una valenza importante, recuperando edifici storici o in situazioni complicate a livello di piano regolatore. Chi acquisterebbe un immobile quando sa già di avere le mani legate?».

