Una clausola di salvaguardia per vendere l'edificio dell'USI

È solo una manciata di righe, peraltro piuttosto tecnica. Ma dietro cui c’è un mondo: «In caso di scioglimento, gli oggetti del diritto di superficie destinati alla Fondazione per le Facoltà di Lugano dell'Università della Svizzera italiana (FFL) e gli edifici di proprietà della FFL saranno trasferiti al Comune di Lugano al lordo di eventuali oneri, in particolare immobiliari, che potrebbero gravare sugli immobili trasferiti». Si tratta di una modifica dello statuto della FFL, appoggiata dal Municipio di Lugano, e ora sottoposta al Consiglio comunale. Essa assicura, in altre parole, che qualora la Fondazione dovesse per qualche motivo smettere di esistere – un’eventualità oggi solo ipotetica, non essendoci alcuna intenzione di dismetterla – il suo patrimonio immobiliare tornerà in mano al Comune di Lugano. Una forma di tutela, in altre parole. Ma perché proprio ora? Perché la Città vorrebbe vendere alla FFL l’edificio principale del Campus Ovest dell’USI (quello storico), e con lo statuto modificato avrà la certezza che, se un domani qualcosa andrà storto, il destino dell’immobile sarà certo.
«Preventivo e cautelativo»
Si tratta dunque di una modifica, come si legge nel messaggio destinato all’Esecutivo, di «carattere preventivo e cautelativo: essa permette alla Città di valutare con maggiore sicurezza anche eventuali operazioni di trasferimento patrimoniale a favore della Fondazione, nella consapevolezza che, nell'ipotesi estrema di un suo futuro scioglimento, il patrimonio immobiliare interessato sarebbe comunque ricondotto alla Città».
«Va preliminarmente precisato – sottolinea ancora il Municipio - che la proposta di modifica di cui si chiede la ratifica non è in alcun modo riconducibile all’intenzione (né attuale né prospettata) di procedere allo scioglimento della FFL, che continua, invece, a svolgere le funzioni attribuitele dallo Statuto».
Un po’ di contesto
Come accennato, la necessità di tutela degli interessi cittadini nasce nel contesto dei più ampi ragionamenti sul patrimonio immobiliare cittadino e sulla sua ottimizzazione. La posizione municipale è che la Città possa rinunciare ad alcuni dei propri edifici perché non particolarmente utili strategicamente. La loro vendita permetterebbe fra le altre cose di dare ossigeno al debito pubblico e indirettamente ammortizzare la recente campagna acquisti (stadio, palazzetto dello sport, e città della musica a Besso). Fra i candidati papabili a una vendita vi sono l’ex casa per anziani al Castagneto, il palazzo che ospita l’amministrazione comunale (destinata a trasferirsi in una delle due nuove torri di Cornaredo) in via della Posta in centro e, appunto, la sede principale del Campus Ovest dell’USI, valutata attorno ai 74 milioni di franchi. L’intenzione del Municipio è quella di definire il passaggio di proprietà nel 2029.
«Chiarire sin d’ora»
La prospettata vendita sarà però semmai decisa più in là, tramite un apposito messaggio municipale. Per ora si tratta di accertarsi che non si trasformi in un boomerang. L’ipotesi, allo stato attuale, è «oggetto di valutazione e non un'operazione già definitivamente decisa». In ogni caso, per il Municipio, era «opportuno chiarire sin d’ora il regime patrimoniale applicabile nell’eventualità, del tutto futura e ipotetica, di uno scioglimento della Fondazione. La modifica statutaria proposta risponde precisamente a questa esigenza. Qualora la Città dovesse infatti trasferire alla Fondazione beni immobiliari di rilevante valore, appare opportuno assicurare che tali beni, unitamente agli immobili già appartenenti alla Fondazione e insistenti sul diritto di superficie, non possano, in caso di un eventuale futuro scioglimento della Fondazione, essere devoluti a soggetti diversi dalla Città, ma ritornino nel patrimonio comunale».
«In tal senso – conclude l’Esecutivo - la modifica non anticipa né presuppone lo scioglimento della Fondazione, ma introduce una garanzia patrimoniale di carattere prudenziale, destinata ad assumere rilevanza unicamente qualora tale eventualità dovesse un giorno verificarsi». In ogni caso, la decisione sulla modifica di statuto in Consiglio comunale sarà quasi sicuramente una buona occasione per capire che aria tira rispetto ai consensi sulla possibile vendita.

