Monteceneri

Una donazione milionaria per la Casa dei Landfogti

L’ha promessa un membro dell’omonima Fondazione chiamata a organizzare il rilancio dell’edificio dalla storia pluricentenaria: al via un concorso d’architettura e «un ampio percorso partecipativo»
©Gabriele Putzu
Federico Storni
31.05.2023 17:29

Ci eravamo lasciati, oltre un anno fa, con la notizia che per dare un futuro alla Casa dei Landfogti a Rivera (Monteceneri), bene protetto a livello cantonale, era stata creata una Fondazione, a cui il Comune aveva dato in dotazione centomila franchi. Oggi, la Fondazione Centro culturale Casa dei Landfogti tramite una nota stampa ha fatto sapere a cosa ha lavorato in questo periodo, nonché di essersi ritrovata più ricca del previsto: un suo membro, l’avvocato Luciano Cattaneo, ha infatti messo a disposizione un milione di franchi per il recupero della parte storica dell’edificio quale «segno di attaccamento e di riconoscenza al suo Comune d’origine». L’avvocato ha infatti «un forte vincolo affettivo» alla Casa dei Landfogti «che risale agli anni della sua gioventù quando quegli edifici erano abitati da suoi vicini parenti». Inoltre in passato l’avvocato Cattaneo in quei locali aveva potuto esporre la sua collezione di quadri di autori ticinesi di fine Ottocento e inizio Novecento. L’auspicio è che queste opere potranno poi trovare posto nel futuro Centro culturale.

Momenti d’incontro in arrivo

Di questo milione di franchi, una parte (si stima 265.000 franchi) andrà a coprire i costi di un concorso di architettura che sarà alla base della rinascita della struttura. Esso dovrà prevedere anche la demolizione e la ricostruzione della parte non tutelata dell’area, e la destinazione da dare ai vecchi e ai nuovi spazi. È un lavoro che la Fondazione intende portare avanti nei prossimi mesi, anche nell’attesa «dell’autorizzazione da parte dell’Ufficio beni culturali alla pubblicazione del concorso: Servirà stilare - scrive la Fondazione un programma degli spazi, ovvero chiare indicazioni su quali dovranno essere i contenuti e le attività che si intendono svolgere negli edifici. Per questo sarà anche importante rispondere a domande quali «cos’è oggi la cultura?», «quali possono essere i contenuti di un centro culturale?», «quali le attese dei nativi digitali, abituati a godere e produrre cultura nel mondo di Internet?». Per cercare le risposte a queste e altre domande, intendiamo avviare un ampio percorso partecipativo che, nelle intenzioni, dovrebbe coinvolgere il Municipio, la Commissione cultura, se del caso una o più commissioni del Consiglio comunale ma anche e forse soprattutto la popolazione e le generazioni più giovani».

Luogo di conoscenza

Riguardo ai contenuti, vi sono comunque delle indicazioni di massima: «La Fondazione dovrà gestire il futuro Centro culturale ma anche farne luogo di conoscenza dell’epoca dei trasporti lungo la «Via delle Genti» e di raccolta di testimonianze e documenti sulla storia della Valle Carvina (che oltre a Monteceneri comprende i comuni di Mezzovico-Vira e Isone)». Non è al momento escluso un indirizzo commerciale o abitativo per l’edificio che potrebbe sorgere al posto delle parti da demolire.