Ticino

Una nuova alleanza per regolare i lupi

Ecco i dettagli del Gruppo istituito dal Consiglio di Stato che permetterà a cacciatori selezionati di aiutare i guardiacaccia negli abbattimenti – Saranno remunerati 30 franchi all’ora a cui si aggiungeranno 500 franchi per ogni uccisione – Sem Genini: «Non sarà la panacea di tutti i mali, ma è un passo importante»
©MICHAEL BUHOLZER
Matteo Generali
08.06.2026 06:00

I guardiacaccia potranno ora contare sull’aiuto di cacciatori. È questo l’obiettivo del progetto pilota Gruppo Controllo Lupi (GCL), istituito il 28 maggio dal Consiglio di Stato.

Ma andiamo con ordine: una simile collaborazione non è nuova in Ticino. Già nel 2025, infatti, i cacciatori erano stati abilitati a dare manforte nelle operazioni di regolazione del lupo. Alcune criticità, forse anche legate a problemi di comunicazione, avevano però portato a un risultato deludente. Negli scorsi dodici mesi, infatti, i lupi autorizzati all’abbattimento erano 20, ma solamente cinque sono stati effettivamente abbattuti, e tutti per mano dei guardiacaccia. I cacciatori non avevano sparato un solo colpo: troppi i rischi percepiti, anche sul piano legale, in caso di errore.

Dopo alcuni incontri tra gli Uffici preposti e il Gruppo Territorio e Alpeggi (GTA), a rivitalizzare il tema ci ha pensato anche una mozione di Giovanni Berardi (il Centro) approvata dal Gran Consiglio il 23 marzo. E, tutte queste azioni, hanno infine portato il Governo alla creazione del progetto GCL. Ma, in concreto, cosa prevede? Si tratta del coinvolgimento diretto di cacciatori appositamente selezionati e istruiti in supporto ai guardiacaccia per le operazioni di regolazione dei lupi autorizzate dall’Ufficio federale dell’ambiente, anche al di fuori del periodo di caccia.

«Un grande passo avanti»

Tra coloro che hanno accolto con favore la novità vi è proprio il GTA. «È un grande passo avanti ottenuto anche con alcune riunioni e un dialogo costruttivo con il Cantone», afferma al Corriere del Ticino il segretario agricolo cantonale Sem Genini, convinto che il nuovo modello possa finalmente colmare una delle principali lacune emerse negli ultimi anni: la difficoltà di concretizzare gli ordini di abbattimento concessi dalle autorità federali. Il progetto nasce infatti da una constatazione precisa. Come ricorda anche il Dipartimento del territorio nella scheda che accompagna la risoluzione governativa: «Il numero limitato di guardiacaccia, chiamati a svolgere contemporaneamente anche la funzione di guardapesca, rende complesso garantire interventi tempestivi e capillari sul territorio. Da qui l’idea di costituire un gruppo di supporto formato da cacciatori autorizzati e specificamente preparati, pronti a intervenire in qualsiasi momento e senza i vincoli imposti dal calendario venatorio».

La scheda cantonale, leggiamo dal documento del Governo, prevede una fase pilota di almeno due anni, dunque fino alla fine dell’estate 2028, così da coprire almeno due periodi di regolazione proattiva del lupo. Al termine saranno analizzati diversi parametri, tra cui «la rapidità d’intervento, l’efficacia del supporto fornito ai guardiacaccia, la qualità del coordinamento e il raggiungimento degli obiettivi nelle azioni di regolazione». I candidati dovranno essere in possesso del certificato di abilitazione alla caccia, disporre dell’attrezzatura necessaria (comprese ottiche di puntamento notturno) e seguire corsi specifici sulla sicurezza e l’utilizzo dei mezzi ausiliari. È inoltre prevista una parte pratica sul terreno. Complessivamente potranno essere selezionati fino a 88 cacciatori, quattro per ciascun guardiacaccia. Un altro elemento innovativo è rappresentato dall’indennità prevista per i partecipanti: oltre a un contributo iniziale di 300 franchi per le spese sostenute, i membri del gruppo riceveranno 30 franchi all’ora (fino a un massimo di 80 ore) per il tempo effettivamente impiegato e un premio di 500 franchi per ogni abbattimento nel rispetto delle disposizioni d’ingaggio, per una spesa totale massima che si attesta a 250 mila franchi. Una misura che, secondo Genini, potrebbe costituire un incentivo importante: «C’è una rimunerazione, in linea con quanto avevamo chiesto, e delle regole chiare e questo incentiva sicuramente i cacciatori».

Coordinati e in prontezza

Il vantaggio del GCL, insiste Genini, sta anche nella disponibilità immediata dei cacciatori. Non si tratterà più di attendere il periodo venatorio: «L’idea è che, quando vengono chiamati, siano pronti subito», spiega. Persone formate, coordinate dai guardiacaccia e attivabili anche fuori dagli orari e dai giorni della caccia.

Resta però aperta la questione di fondo: il nuovo gruppo sarà sufficiente a risolvere il problema della presenza del lupo? Su questo punto Genini invita alla prudenza. «Non sarà la panacea di tutti i mali causati dal predatore, ma comunque è un passo importante per rispettare gli abbattimenti emanati. Contemporaneamente bisognerà continuare la pressione a livello politico e legislativo per trovare soluzioni che permettano alla pastorizia di continuare il suo lavoro e al lupo di avere un numero ragionevole e degli spazi vitali dove non causa danni».

Correlati
Lupo, «serve un cambio di paradigma»
I granconsiglieri Roberta Soldati (UDC) e Sem Genini (Lega) chiedono a Berna di modificare la Legge federale in materia di regolamentazione del predatore – Per i firmatari si dovrebbe fissare un numero massimo di esemplari e di branchi
Regolazione del lupo in Ticino, obiettivo mancato
Su un totale di 20 esemplari abbattibili nell'ambito della regolazione proattiva, le autorità sono riuscite ad abbatterne 5, come emerge dalla panoramica sugli ordini di abbattimento per il 2025 pubblicata dall’Ufficio della caccia e della pesca