Giustizia

Un’altra accusa per Alberti nel caso «Hospita-Lega»

La procuratrice generale sostituta Chiara Borelli ha firmato un atto d’accusa aggiuntivo nei confronti del sindaco sospeso di Bioggio – La nuova ipotesi di reato è falsità in documenti
©Gabriele Putzu
Paolo Gianinazzi
02.11.2026 21:00

Dopo il deferimento alla Corte delle assise criminali per le ipotesi di reato di appropriazione indebita e amministrazione infedele nel contesto del caso «Hospita-Lega», per il sindaco sospeso di Bioggio, Eolo Alberti, si è aggiunta una nuova accusa: falsità in documenti. Oggi, il Ministero pubblico ha infatti comunicato di aver concluso le verifiche penali in «riferimento a una denuncia e a una segnalazione relativi a documentazione fornita nel contesto del cosiddetto caso Hospita». Verifiche che hanno portato la procuratrice generale sostituta Chiara Borelli a firmare un atto d’accusa aggiuntivo nei confronti di Alberti. «L’ipotesi di reato di falsità in documenti – viene brevemente spiegato nella nota della Procura – si riferisce in particolare a un documento riguardante un incontro fissato in un’agenda elettronica e a documentazione legata all’azionariato di Hospita». Il riferimento a una denuncia e a una segnalazione riguarderebbe infatti, rispettivamente, una denuncia sporta dall’ex granconsigliera leghista Sabrina Aldi e una seguente segnalazione giunta dalla Commissione parlamentare d’inchiesta (CPI) che si sta occupando della vicenda. Al centro della denuncia vi sarebbe l’ormai «famoso» pranzo avvenuto in un ristorante di Lugano tra Alberti, l’ex granconsigliera e il dottor Camponovo. Pranzo che per molti rappresenterebbe l’emblema della presunta «combine» tra politica, giustizia, affari privati e nomine partitiche nel settore parapubblico.

Come ricostruito da Ticinonews a metà settembre, infatti, all’origine della denuncia vi sarebbe l’audizione di Aldi davanti alla CPI, durante la quale l’ex granconsigliera avrebbe riscontrato una discrepanza con un documento prodotto da Alberti. Nel dettaglio, il sindaco sospeso, come prova che il pranzo fosse effettivamente avvenuto, avrebbe prodotto davanti alla Commissione copia di un invito elettronico inviato ai partecipanti, nel quale figurava anche il nome del figlio di Camponovo, poi eletto procuratore pubblico. Un documento che, però, secondo Aldi sarebbe stato manipolato post-pranzo poiché nell’invito in suo possesso il nome del figlio di Camponovo non compariva. Aldi ne ha trasmesso copia alla Commissione e ha poi denunciato Alberti per falsità in documenti.

L’atto d’accusa, ha precisato infine il Ministero pubblico nella nota inviata oggi, «è da considerarsi aggiuntivo a quello risalente all’ottobre 2025 con cui il 68.enne (arrestato il 9 agosto 2024 e la cui carcerazione preventiva è terminata il 20 settembre 2024) era stato deferito di fronte a una Corte delle assise criminali per le ipotesi di reato di appropriazione indebita e amministrazione infedele». Ciò significa, concretamente, che questo nuovo «filone» andrà ad aggiungersi a quello principale per i presunti reati finanziari legati all’azienda Hospita Suisse SA.

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