Cantone

Un'altra notte di violenza a Lugano, dopo l'accoltellamento ecco la lite

Questa mattina alle 6:30 un 20.enne è finito all'ospedale dopo essere stato colpito con una bottiglia alla mano in piazza Cioccaro- Ieri in via Pelli un 19.enne è stato ferito con un'arma da taglio, la sua vita è in pericolo
© Lettore CdT
Andrea Scolari
23.08.2026 14:15

«C'era la Polizia in via Cattedrale, stava parlando con un gruppo di ragazzi. In piazza Cioccaro, invece, per terra c'erano chiazze di sangue e cocci di bottiglia». È quanto visto da un testimone questa mattina all'alba a Lugano. Lo stesso ci racconta di una notte movimentata nel centro cittadino, «con diversi gruppi di ragazzi che urlavano e 'facevano casino' nel tragitto che dal centro cittadino porta verso la stazione». Cosa è successo? Una lite che ha coinvolto una 34.enne cittadina kosovara residente nel Bellinzonese e un 20.enne cittadino svizzero residente nel Mendrisiotto. Nel corso dell'alterco, hanno reso noto questa mattina il Ministero pubblico e la Polizia cantonale, «l'uomo è stato colpito con una bottiglia a una mano, riportando una ferita che ha necessitato il suo trasporto in ospedale». L'ipotesi di reato nei confronti della donna è di lesioni semplici qualificate.

Quanto successo all'alba arriva poche ore dopo le dichiarazioni di Karin Valenzano Rossi, municipale e capo Dicastero sicurezza di Lugano, che ha spiegato a Ticinonews come «la Città resti sicura, ma purtroppo non è immune a questi episodi di violenza tra giovani e giovani adulti, con alcuni individui che utilizzano le armi senza grossi scrupoli, forse pensando di essere in un videogioco».

Valenzano Rossi, ricordiamo, era stata interpellata dopo il secondo accoltellamento avvenuto a Lugano nel giro di una settimana. «Questi episodi», ci ha detto, «devono davvero portarci a interrogarci sull'adeguatezza del nostro sistema rispetto all'evoluzione della situazione». Ieri, infatti, poco prima delle 2 in via Pelli una persona ha ferito con un'arma da taglio un 19.enne cittadino afgano residente nella regione, che ha riportato lesioni tali da metterne in pericolo la vita. Le successive indagini hanno portato all'identificazione e al fermo di un 20.enne cittadino italiano residente in Italia. Le principali ipotesi di reato nei suoi confronti sono di tentato omicidio, subordinatamente lesioni gravi e infrazione alla legge sulle armi, gli accessori di armi e le munizioni.

Nella notte del 15 agosto un'altra aggressione con arma bianca si è registrata a Lugano, dove in via Pelloni, poco prima delle 4, una persona ha ferito con un'arma da taglio un 24.enne cittadino iracheno residente nella regione. Anche in questo caso le ferite erano tali da mettere in pericolo la vita della vittima. Le successive indagini hanno portato all'identificazione e al fermo di un 20.enne cittadino italiano residente nella regione, la cui posizione è al vaglio. Le principali ipotesi di reato nei suoi confronti sono di tentato assassinio, subordinatamente tentato omicidio intenzionale e infrazione alla Legge federale sugli stupefacenti.

Cosa fare per evitare il ripetersi di episodi simili? «Bisogna lavorare su tutti i fronti: educazione e sensibilizzazione, perché evidentemente ci sono persone che non hanno sufficienti freni inibitori nell'utilizzare un'arma. Ma servono anche il presidio del territorio da parte della polizia e una magistratura che intervenga in modo tempestivo, affinché, quando ne ricorrono i presupposti, questi episodi sfocino in condanne», ci ha spiegato Valenzano Rossi. Insomma, ha concluso, «deve funzionare tutto il sistema».

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