Un'estate al top per i rustici: «Ma tanti letti restano freddi»

La pietra fresca e un po’ umida delle pareti. Quel leggero odore di fuliggine che nemmeno un focolare costruito ad arte, pure nell’inattività estiva, riesce davvero a mascherare. E poi il colore intenso del legno, cupo e allo stesso tempo rassicurante. Nelle valli del Sopraceneri, di rustici ce ne sono tanti, e di tanti tipi, tutti fortemente ancorati all’immaginario collettivo ticinese, e non solo. Non è un caso, allora, che la casa secondaria per eccellenza sia particolarmente amata anche dai turisti, quest’anno dimostratisi particolarmente interessati all’offerta locale.
Numeri forti
Da noi contattata, Ticino Holiday - l’associazione che riunisce gli operatori del settore delle case e degli appartamenti di vacanza nel nostro cantone - parla di un’estate 2026 da urlo, in particolare nella Valle di Blenio, dove l’affitto di rustici, appunto, ha fatto registrare un +20% rispetto all’anno scorso. Un successo, commenta Juri Clericetti, direttore generale dell’Organizzazione turistica regionale Bellinzonese e Alto Ticino (OTR), sicuramente aiutato dalle alte temperature registrate in estate, che hanno spinto il turismo verso zone di maggiore frescura, immerse nel verde e lontane dal caldo cittadino: «La Valle di Blenio risponde perfettamente a questo bisogno, con i suoi sentieri escursionistici e la possibilità di svolgere tante attività all’aria aperta». Ma l’ascesa del rustico non è dovuta solo a condizioni meteorologiche favorevoli: «I turisti cercano proprio questa tipicità ticinese, così presente in queste strutture. Fanno parte della nostra identità, per questo vanno valorizzati», spiega Clericetti. I dati raccolti da Ticino Holiday mostrano che a scegliere la regione sono stati soprattutto svizzeri tedeschi e tedeschi, ma quest’anno si è fatta notare anche la presenza degli olandesi. «Si tratta di un dato interessante», commenta il leader dell’OTR. «Negli ultimi anni abbiamo investito nel marketing verso il Benelux, e quindi anche i Paesi Bassi: questa crescita conferma come il mercato da quella regione europea sia in crescita». Il soggiorno medio, cinque-sette notti, mostra anche come il rustico possa diventare una base per «scoprire il territorio, approfittare delle offerte, mangiare nei nostri ristoranti e grotti».
Lotta ai letti freddi
Per l’OTR si tratta, indubbiamente, di dati confortanti, anche se il potenziale del Bellinzonese e Valli rimane, per la maggior parte, ancora inespresso. «Nel comprensorio, appartamenti, rustici, chalet e altre case secondarie sono circa 7.500. Ma ad essere effettivamente messe in affitto sono solo 500-600». Circa il 92% dei letti, insomma, rimane «freddo» per molti mesi, esclusi i soggiorni - spesso brevi - degli stessi proprietari. «La campagna da noi condotta nel 2021 non ha evidentemente dato i frutti sperati. All’interno della nostra strategia e di quella dell’ ERS Bellinzona e Valli, capofila dei due Masterplan Leventina e Valle di Blenio, prevediamo di organizzare delle serate di sensibilizzazione che rappresenteranno un’opportunità per favorire e stimolare nuovi investimenti nel settore turistico sul territorio». Gli incontri saranno rivolti a tutti i proprietari di case secondarie, «per mostrare, grazie a testimonianze di chi già affitta, quanto questa pratica comporti tanti vantaggi e pochi inconvenienti». Molti, sottolinea Clericetti, credono che il gioco non valga la candela. «Ma affittare non richiede gli sforzi burocratici che tanti temono e l’OTR, così come ERS BV, è sempre pronta a dare una mano mettendo in rete i proprietari, facilitando l’organizzazione di servizi come ad esempio le pulizie delle strutture e altre prestazioni utili per accogliere al meglio gli ospiti».
Occhio al ticket
Per incentivare ulteriormente l’affitto di appartamenti e rustici, Ticino Holiday e altri attori del settore hanno ripetutamente chiesto l’estensione del Ticino Ticket - pass gratuito per mezzi pubblici e attrazioni turistiche, attualmente riservato a hotel e campeggi - alle case secondarie. «Da operatore turistico sarei a favore», commenta Clericetti. «Si tratta di un ottimo strumento di marketing e di raccolta dati. Il problema sta nel finanziamento, che dipende dai pernottamenti cantonali e non dal vero utilizzo dell’offerta: così l’onere rischia di superare l’autofinanziamento della tassa di soggiorno. Estendere il ticket anche agli appartamenti, ai rustici e alle case secondarie messe in affitto non è quindi, al momento, ipotizzabile».
Il futuro prossimo, in ogni caso, promette bene: ottobre - periodo delle cosiddette «Karoffelferien» - conta ancora tante prenotazioni, mentre al periodo più tranquillo di novembre e inizio dicembre seguirà un periodo natalizio per il quale l’interesse turistico è già alto.
