Ticino

Un'inchiesta scuote il mondo delle «supercar» ticinesi

Due persone si trovano in carcerazione preventiva – L'entità degli illeciti è ancora in fase di costruzione: si parla di almeno 4 milioni di franchi
©Gabriele Putzu
Stefano Lippmann
13.11.2025 09:42

Ci risiamo. Di più: c’è anche chi ci è ricascato. Il mondo della compravendita e noleggio delle automobili in Ticino è nuovamente finito nell’occhio del ciclone e nelle attenzioni della magistratura.

Questa volta le attività degli inquirenti sono concentrate nell’ambito dei contratti leasing, con particolare riferimento alle «supercar», ovvero le automobili di alta gamma. Una maxi-truffa, in sostanza, che avrebbe coinvolto anche un autonoleggio – nel frattempo chiuso – situato nel Basso Mendrisiotto: realtà che sarebbe stata oggetto, alcune settimane fa, di un blitz della Polizia cantonale. Su nostra espressa richiesta, il Ministero pubblico ci conferma che – pur non potendo riferire dettagli puntuali, vista l’inchiesta in corso – l’incarto riguarda possibili reati nell’ambito dei contratti di leasing. Particolare il modus operandi utilizzato per truffare. Alla base ci sarebbe l’ottenimento di finanziamenti per l’acquisto di vetture – principalmente «supercar» – attraverso società, di fatto, inattive. Automobili di alta gamma che, in seguito, venivano noleggiate o vendute a terze persone. In alcuni casi anche all’estero.

Tanti indagati, due in carcere...

L’elenco degli indagati è piuttosto lungo. La procura, in tal senso, ci conferma che «al vaglio vi è la posizione di numerose persone che si sospetta abbiano avuto un ruolo all’interno del sodalizio». Secondo quanto riportato dalla RSI figurerebbero due avvocati, uno dei quali attivo a Lugano.

C’è anche chi si trova in carcere: nel mese di settembre, infatti, dopo gli accertamenti effettuati dalla Polizia cantonale, sono scattate le manette ai polsi di coloro che sono ritenuti i principali responsabili della maxi-truffa. Si tratta di un 50.enne cittadino italiano residente in Lombardia e di un 43.enne, pure cittadino italiano, domiciliato nel Mendrisiotto. I due si trovano tuttora in carcerazione preventiva.

...e un volto noto

Secondo quanto abbiamo potuto appurare, una delle due persone che si trova attualmente in carcere è un volto già noto alla giustizia ticinese. È infatti comparso in aula tra la fine di maggio e l’inizio di giugno del 2022 per reati analoghi. Condannato a sei mesi di carcere, l’uomo era stato ritenuto colpevole di truffa. Anche in quell’occasione – si legge nell’atto d’accusa allora firmato dalla procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti – l’uomo aveva stipulato contratti di leasing a nome di società, sottacendo però il fatto che la vettura sarebbe stata noleggiata a terzi e che le rate sarebbero state pagate soltanto in parte.

Quanti bolidi

L’inchiesta è coordinata dal procuratore pubblico Daniele Galliano. Dai primi accertamenti emerge la «portata» della maxi-truffa. Basti pensare all’entità degli illeciti: sebbene sia ancora in fase di ricostruzione si parla al momento – per quanto riguarda il filone principale delle indagini – di cifre quantificabili in quattro, forse cinque milioni di franchi.

Per far sì che il raggiro riuscisse potrebbero essere state «utilizzate» 70 società. E le auto? Per la Procura sono più di 150. E tra queste, come detto, figurano veri e propri bolidi. Esperti del settore ci hanno ad esempio riferito di una Ferrari Purosangue, il cui prezzo di vendita – dopo una breve e sommaria ricerca in rete – è fissato a partire dai 390.000 franchi. Non mancherebbero anche lussuose e ricercate Lamborghini nonché Audi.

Per quel che riguarda il raggiro, le principali ipotesi di reato ravvisate dal magistrato inquirente sono quelle di truffa, appropriazione indebita, amministrazione infedele, cattiva gestione, omissione della contabilità e riciclaggio di denaro.

Si indaga, infine, anche per accertare la presenza di reati societari e reati fallimentari.

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