Varese, una decina di minorenni in centro con il passamontagna

Non è chiaro quali fossero le loro reali intenzioni. Forse, scrive al riguardo la Prealpina, volevano soltanto fare gli spacconi con gli amici, o forse erano davvero pronti a entrare in azione al minimo accenno di tensione. Fatto sta che una decina di minorenni è stata intercettata oggi pomeriggio nel centro di Varese e trovata in possesso di passamontagna.
A intercettarli sono stati gli agenti della Questura, in varie zone del centro cittadino. Per il momento nei loro confronti non sono scattati provvedimenti, ma tutti i ragazzi sono stati identificati. Le strade attorno al Bernascone, il campanile della basilica di San Vittore, sono presidiate da pattuglie della Polizia di Stato e dei Carabinieri.
Massima allerta dopo Milano
La città lombarda, a pochi chilometri dal confine ticinese, vive una giornata di massima allerta. Dopo le devastazioni dello scorso fine settimana a Milano, per oggi erano state annunciate nuove contestazioni da parte di gruppi di giovani in diverse città del Nord Italia.
Le proteste sono legate al cosiddetto «Movimento 17 ottobre», che sui social aveva indicato le piazze della mobilitazione. Ieri sera, però, il movimento ha annullato gli appuntamenti previsti, annunciando che alle 14.30 in punto sarebbero stati comunicati in ogni città tre punti di ritrovo e, un'ora più tardi, la «destinazione finale». Una strategia che complica il lavoro delle forze dell'ordine, impegnate a presidiare le strade ma anche a monitorare la rete. Secondo il Tg1, la persona ritenuta dietro la pagina Instagram del movimento, un trentenne residente nel Bresciano, è stata individuata e fermata dalla Polizia.
L'assemblea degli studenti
Nel pomeriggio, ai Giardini Estensi, era in programma alle 15.30 anche l'assemblea pubblica promossa da Rete Studenti Varese, aperta agli studenti delle scuole superiori e delle università del territorio. Un appuntamento distinto dalle contestazioni annunciate sui social: al centro ci sono il diritto allo studio, il carovita e gli spazi di aggregazione, ma anche la critica al nuovo decreto sicurezza del Governo Meloni, che introduce il reato di partecipazione a manifestazione violenta. «Vogliamo risposte, non pattuglie», scrivono gli organizzatori, che guardano già alla giornata di protesta nazionale del 20 novembre.
L'attenzione è alta anche in Ticino: in relazione ai disordini di Milano dello scorso fine settimana, sono stati fermati almeno due giovani ticinesi di 17 e 18 anni, accusati di devastazione e saccheggio.
