Castagnola

Villa Heleneum: la Città cerca garanzie

Verso fine febbraio il Municipio incontrerà i proponenti che hanno manifestato interesse per sviluppare un progetto di ricerca e di design – La Città ha bisogno di certezze, soprattutto a livello di sostenibilità finanziaria
© CdT/Chiara Zocchetti
Valentina Coda
23.01.2026 06:00

Si aspettava più candidature, la Città di Lugano, alla chiusura dell’invito a manifestare interesse per Villa Heleneum. D’altronde, come ci aveva spiegato il vicesindaco e capodicastero Cultura Roberto Badaracco, è un periodo difficile e per portare avanti un progetto pluriennale come quello di Villa Heleneum, dopo la fine dell’esperienza della Fondazione Bally, servono anche solidità finanziarie e culturali. Entro i termini della call of interest è ufficialmente pervenuto sul tavolo di Palazzo Civico non due, ma un solo progetto, ovvero quello di sviluppare un centro contemporaneo dedicato all’arte e al design promosso da due enti svizzeri.

La Divisione cultura ha così incaricato i suoi servizi amministrativi di analizzarlo in profondità e di consegnare un rapporto all’Esecutivo. Rapporto che è stato presentato ieri, e alla fine delle vacanze di carnevale – quindi verso fine febbraio – la Città incontrerà i proponenti del progetto soprattutto per avere delle garanzie per quanto riguarda la sostenibilità finanziaria. L’esperienza della Fondazione Bally insegna. Chi non ha partecipato all’invito a manifestare interesse, ma ha sempre osservato con occhio attento lo svolgimento della situazione, è il Museo delle culture della Città di Lugano (Musec), che ha scritto nero su bianco al Municipio di rimanere comunque a disposizione per approfondire il suo progetto, ovvero quello di creare a Villa Heleneum un centro internazionale di ricerca di arte orientale. Lo stesso proposto durante la prima call of interest che aveva poi portato a primeggiare la Fondazione Bally.

In cerca di conferme

Per quanto riguarda il rapporto presentato ieri, la Divisione cultura «ha analizzato i punti forti e i punti deboli del progetto e sono emerse alcune criticità – ci spiega Badaracco –. Proprio per questo motivo vorremmo incontrare i promotori e capire come intendono affrontarle. Abbiamo bisogno di garanzie e di conferme soprattutto a livello di sostenibilità finanziaria su più anni. Siamo rimasti scottati dall’esperienza della Fondazione Bally». E se la Città non fosse convinta del tutto del progetto di ricerca e di design promosso dai due enti svizzeri? In quel caso rientrerebbe dalla finestra il Musec, «e potremmo discutere del suo progetto». L’ultima ratio rimane comunque lo status quo, ovvero continuare a mettere a disposizione Villa Heleneum per eventi, come è stato fatto fino adesso.

In questo articolo:
Correlati