«Villa Oxford ci ha ispirati: terremo la Valle di Blenio nel cuore»

In inglese «wrap up» significa, letteralmente, «impacchettare», ma in senso figurato indica anche il terminare un lavoro. Tanto che, con il tempo, l’espressione ha finito per essere usata in ambito cinematografico per segnalare la chiusura delle riprese. Quando tutte le scene sono state girate, e la troupe può iniziare a smontare le attrezzature, il regista tradizionalmente grida: «It’s a wrap», abbiamo finito. Sono parole, queste, verosimilmente risuonate a fine ottobre anche a Villa Oxford, ad Acquarossa. Per una settimana, la storica villa bleniese si è infatti trasformata in un set cinematografico, ospitando le riprese di «Essenz», cortometraggio scritto e diretto da Kathrin Wüscher per la casa di produzione Moonbird Pictures. Una trentina di persone, tra troupe, attori e comparse («pescate», quest’ultime, fra la popolazione), hanno lavorato nella villa e, per una scena, anche alla scuola elementare di Acquarossa.
Da residenza a negozio
«Villa Oxford, e tutto ciò che le ruota attorno, è stata per i Moonbird un colpo di fortuna», ci racconta Wüscher, da noi raggiunta, spiegando come il team di filmmaker della Svizzera interna si sia lasciato ispirare dal luogo: «Non solo in questa splendida villa abbiamo finalmente trovato, dopo due anni di ricerca, la location per il nostro cortometraggio: si è messo in moto qualcosa che non avremmo saputo immaginare. La villa stessa ci ha ispirato ulteriori scene, la nostra scenografia – un ascensore costruito da noi – si è inserita perfettamente negli ambienti, e in una sera di riprese abbiamo persino avuto l’impressione che nell’edificio ci fossero davvero dei fantasmi, il che si addice perfettamente a un film in cui accadono cose strane».
Costruita nel 1894 su iniziativa di Augusto Gianella, bleniese emigrato a Londra, Villa Oxford prende il nome dalla via in cui l’uomo visse tanti anni: Oxford Street. Nel corso del tempo, l’edificio è stato residenza privata, pensione durante gli anni d’oro delle Terme di Acquarossa e sede locale dell’ex negozio Innovazione. Rimasta vuota per alcuni anni, nel 2024 è stata acquistata da Ivana Borgna Nott e Benjamin Nott, che con il loro studio di architettura «blanco AD», con sede ad Acquarossa, stanno progettando la riattazione conservativa della villa, rispettandone le caratteristiche storiche e recuperando anche gli edifici annessi: dépendance, stalla, giardino d’inverno e il forno a legna comunitario. Il tutto dando nuova linfa alla proprietà, aprendola a visite e iniziative legate alla ricerca sul patrimonio costruito, nello spirito dello studio che già collabora a progetti di ricerca nazionali (Innosuisse) ed europei (Horizon). Una villa di questo valore storico, ci spiegano i due, «non è soltanto una proprietà: è nell’immaginario della gente da generazioni, è storia e cultura della valle. Un edificio disabitato, mentre aspetta il restauro, può essere molte altre cose. Per noi era importante che tutta la valle potesse essere partecipe e sentire un po’ suo questo cortometraggio».
Le foto dal set
Davanti alla telecamera
La produzione è arrivata a Villa Oxford grazie alla guida alle location della Ticino Film Commission, che ha poi accompagnato e sostenuto la produzione. Tanto – ci spiega Wüscher – si deve agli stessi proprietari, che dopo il sopralluogo della regista hanno facilitato il rapporto con persone e istituzioni di tutta la Valle, «rendendo le riprese molto più scorrevoli di quanto sarebbero state se avessimo dovuto occuparci di tutto da soli». A suon di annunci e passaparola, poi, si è proceduto con il reclutamento delle comparse fra la popolazione bleniese: una scommessa, ci spiega la regista, decisamente vincente. «Nel giorno delle riprese, tutti si sono presentati puntuali alle otto del mattino a Villa Oxford – con un tempo piuttosto freddo e nebbioso – portando abiti diversi, aspettando con pazienza che sbrigassimo le formalità con ciascuno e traducendosi a vicenda le indicazioni che davo in inglese o in tedesco, così che alla fine tutti sapessero che cosa fare. E l’hanno capito davvero: tutti hanno seguito perfettamente le indicazioni di regia, le riprese di quelle scene sono filate lisce», ci spiega. «Siamo rimasti davvero molto colpiti: tutti hanno partecipato con entusiasmo e grande professionalità. Il giorno di riprese che mi aveva preoccupata di più è diventato alla fine il più facile».
«Sostegno esemplare»
Il sostegno fornito dalla regione, sottolinea Wüscher, è stato esemplare. I Comuni di Acquarossa, Blenio e Serravalle hanno contribuito finanziariamente e sul piano della comunicazione, mentre le scuole hanno collaborato informando allievi e genitori della scena prevista nell’edificio scolastico, liberando gli studenti che, previa autorizzazione, sono stati a loro volta impiegati come comparse: «Tutte le persone della Valle che abbiamo incontrato durante le riprese sono state entusiaste, disponibili e di talento. Non abbiamo solo girato un film: abbiamo conosciuto una regione che non conoscevamo davvero e che ci è entrata nel cuore». Nemmeno i bleniesi dimenticheranno facilmente l’esperienza. La condizione posta dai proprietari per mettere a disposizione la villa era infatti organizzare una giornata di porte aperte sul set. Un appuntamento poi tenutosi lo scorso 20 ottobre quando, nel pomeriggio, sono stati accolti gli allievi della quarta elementare di Acquarossa, insieme ad alcuni ospiti della residenza per la terza età «La Quercia» e a utenti della Fondazione Diamante. In serata, una trentina di persone – tutto esaurito raggiunto in pochi giorni – ha potuto assistere da vicino alle riprese, in un cosiddetto «video village», come accade normalmente su un set cinematografico. Il bilancio, anche per i proprietari, è più che positivo: «Lo rifaremmo. Stiamo già lavorando a un’idea per avvicinare la gente a un tema tornato alla ribalta negli ultimi anni, la cultura del costruito, e nel 2027 Villa Oxford si aprirà di nuovo alla popolazione». Con Moonbird «ci siamo lasciati con un abbraccio, un ‘ci vediamo’ che lascia intendere la voglia di tornare in valle e un sogno: proiettare il corto, almeno una volta, a Villa Oxford. Lo dobbiamo al nostro fantasma». Un riferimento alla trama di «Essenz» che, al momento – e fino alla pubblicazione –, rimane un segreto gelosamente custodito.
