Malattie

Virus trasmessi dalle zanzare: la sorveglianza passa (pure) dalle trasfusioni

Il Servizio trasfusionale CRS della Svizzera Italiana ha annunciato l'avvio di un progetto di sorveglianza in collaborazione con le autorità cantonali e gli istituti di ricerca ticinesi - «Un modo per promuovere, allo stesso tempo, la salute della popolazione e la sicurezza della trasfusione»
Red. Online
27.08.2025 06:00

Febbre del Nilo occidentale, dengue, chikungunya. Prosegue, in Europa, l'avanzata delle malattie virali trasmesse dalle zanzare. E, caso vuole, a una settimana (cfr. edizione del 21 agosto) dall'identificazione di una prima infezione di chikungunya nella vicina Como, la sanità ticinese si arricchisce di un nuovo strumento di monitoraggio. Il Servizio trasfusionale CRS della Svizzera Italiana ha infatti annunciato l'avvio di un progetto di sorveglianza dei virus trasmessi dalle zanzare, in collaborazione con le autorità cantonali e gli istituti di ricerca ticinesi.

Nelle trasfusioni

Impegnato da due decenni nella lotta alla zanzara tigre, il Ticino sa come muoversi per combattere la diffusione di ditteri portatori di malattie. Ma la collaborazione fra il Servizio trasfusionale, l'Ufficio del medico cantonale e gli istituti di ricerca già attivi in questo campo rappresenta un passo inedito volto a promuovere, «allo stesso tempo, la salute della popolazione e la sicurezza della trasfusione», ha spiegato la fondazione che, su incarico della Confederazione, si occupa dell’approvvigionamento di prodotti ematici agli ospedali.

Tutta questione di interessi convergenti. Progressivamente diffusosi nell'Italia settentrionale, il virus della febbre del Nilo occidentale (West Nile virus) è stato rilevato nelle zanzare del nostro cantone nell'agosto 2022, senza che sia mai stato segnalato un caso umano. Il virus, tuttavia, può essere trasmesso non solo dalla puntura di una zanzara infetta, ma anche dalle trasfusioni di sangue. Di qui l'idea l'idea di approntare un monitoraggio incrociato - sui campioni di sangue e sulle zanzare - per tenere sotto sorveglianza questo e altri virus.

I primi passi

La collaborazione, avviata da qualche settimana, durerà due anni e permetterà di effettuare ricerche capillari per «scoprire se vi sono già state infezioni umane sfuggite alla sorveglianza e di mapparne l'eventuale distribuzione in Ticino». Intanto, i primi risultati cominciano già ad arrivare. A metà luglio, il Servizio trasfusionale CRS ha iniziato l'analisi di tutte le donazioni di sangue per la presenza di virus West Nile, dengue, chikungunya e zika. Esami che, finora, non hanno portato all'identificazione di alcun caso positivo sul nostro territorio.

La sorveglianza, poi, verrà arricchita con l'implementazione, in autunno, di una ricerca di anticorpi contro West Nile e dengue in campioni di donatori provenienti da regioni in cui il virus della febbre del Nilo occidentale è stato identificato nelle zanzare. Questo processo permetterà di capire se qualcuno, da asintomatico, ha già avuto contatto negli anni scorsi con questi virus.

L'Ufficio del medico cantonale, nel frattempo, continuerà il lavoro di sorveglianza già in atto, basato sulla notifica obbligatoria di casi sintomatici da parte di medici e laboratori, in collaborazione con l’Istituto di Microbiologia della SUPSI - responsabile del monitoraggio e delle misure di prevenzione sulle zanzare, che nei prossimi mesi intensificherà la sorveglianza sulla presenza di West Nile virus -, e l’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB, affiliato all'USI), attivo nella ricerca sui virus trasmessi da zanzare e zecche.

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