World Press Photo, le immagini del mondo tornano a Monte Carasso

La realtà contemporanea raccontata attraverso gli scatti dei fotoreporter di tutto il mondo. Dall’11 settembre al 4 ottobre 2026, SpazioReale riporta all’Antico Convento delle Agostiniane di Monte Carasso la World Press Photo Exhibition, una delle più importanti rassegne internazionali dedicate al fotogiornalismo e alla fotografia documentaria.
La mostra, presentata ogni anno in oltre 60 sedi nel mondo, sarà allestita nei suggestivi sotterranei dell’antico convento. In esposizione ci saranno le immagini premiate dalla 69esima edizione del World Press Photo Contest, selezionate tra 57’376 fotografie candidate da 3’747 fotografi provenienti da 141 Paesi.
Il percorso espositivo attraversa alcuni dei temi più urgenti del presente: conflitti, migrazioni, crisi umanitarie, cambiamenti climatici, tensioni sociali e politiche. Accanto alle immagini che documentano le fratture del mondo contemporaneo, trovano spazio anche storie di resistenza, ricostruzione e dignità.
La foto dell’anno
Il premio World Press Photo of the Year 2026 è stato assegnato alla fotografa statunitense Carol Guzy per l’immagine Separated by ICE. Lo scatto, realizzato il 26 agosto 2025 all’interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York, documenta il momento in cui Luis, migrante ecuadoriano e padre di tre figli, viene arrestato dagli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement dopo un’udienza presso il tribunale per l’immigrazione.

Nella fotografia, la moglie Cocha e i tre figli – di sette, tredici e quindici anni – restano soli in un corridoio del palazzo. L’immagine racconta il trauma della separazione, ma anche le conseguenze economiche e umane di una politica applicata a persone che si erano presentate all’udienza seguendo le regole ricevute. Lo sguardo della fotografa diventa così documento e memoria di una vicenda individuale che assume un valore più ampio.
Accanto alla Foto dell’anno, la giuria ha indicato due immagini finaliste. La prima è Aid Emergency in Gaza di Saber Nuraldin, che mostra alcuni palestinesi mentre corrono verso un camion di aiuti entrato nella Striscia attraverso il valico di Zikim, in un contesto segnato dalla fame, dalla distruzione e dalla guerra.
La seconda è The Trials of the Achi Women di Victor J. Blue. La fotografia ritrae Doña Paulina Ixpatá Alvarado insieme ad altre donne Maya Achi fuori da un tribunale di Città del Guatemala. Paulina era stata tenuta prigioniera e aggredita per 25 giorni nel 1983. Nel 2011, insieme ad altre 35 donne, ha avviato un lungo percorso giudiziario contro gli uomini che le avevano violentate durante la guerra civile guatemalteca. Lo scatto documenta il giorno in cui tre ex pattugliatori della difesa civile sono stati condannati a 40 anni di carcere per stupro e crimini contro l’umanità.

Fotografia e cinema
L’apertura della mostra sarà accompagnata venerdì 11 settembre, alle 20.45, dall’evento Porte aperte sul cinema dal mondo, organizzato in collaborazione con la sezione Open Doors del Locarno Film Festival. Nella corte dell’Antico Convento delle Agostiniane sarà proiettato The Orphanage, film del 2019 della regista afghana Shahrbanoo Sadat.
La pellicola, il cui titolo originale è Parwareshgah, è ambientata nella Kabul della fine degli anni Ottanta e segue la storia di Qodrat, un quindicenne che vive per strada e vende biglietti del cinema al mercato nero. Appassionato di Bollywood, il ragazzo sogna di essere protagonista dei film che ama. Quando viene portato in un orfanotrofio sovietico, la sua vita si intreccia con quella degli altri ragazzi, mentre fuori la situazione politica dell’Afghanistan precipita.
Il film sarà proiettato in lingua originale con sottotitoli in italiano. L’ingresso è gratuito e la visione è consigliata a partire dai 10 anni. In caso di maltempo, la proiezione si terrà nel Salone del convento. La mostra, invece, sarà visitabile con ingresso a pagamento fino all’inizio del film.
La World Press Photo Exhibition resterà aperta fino al 4 ottobre. L’esposizione è indicata anche per le classi scolastiche, che potranno accedervi gratuitamente. Per SpazioReale, la rassegna rappresenta un’occasione per riportare nella Svizzera italiana il grande fotogiornalismo internazionale e offrire al pubblico uno spazio di riflessione sul rapporto tra immagini, realtà e responsabilità dello sguardo.
