Zali: «Inaccettabile il comportamento dei tre presidenti, procederò penalmente»

Il consigliere di Stato Claudio Zali ha preso atto «con rammarico di una nuova e strumentale violazione della mia sfera privata, stavolta a mano di presunte registrazioni risalenti a parecchi anni fa, che – qualora a me attribuibili – sarebbero state effettuate a mia insaputa e sarebbero dunque a tutti gli effetti frutto di reato».
Zali, nella nota stampa, sottolinea inoltre come, contemporaneamente, ritenga «inaccettabile il comportamento dei tre presidenti di partito, che – per evidenti scopi elettorali –si avvalgono di registrazioni palesemente illegali per esercitare pubblicamente pressioni indebite nei confronti di un consigliere di Stato».
Procedere penalmente
Di conseguenza, «mi vedo costretto, a mia tutela, a procedere penalmente nei confronti di tutte le persone coinvolte, ivi compresi evidentemente Fiorenzo Dadò, Alessandro Speziali e Fabrizio Sirica». Infine, il direttore del DT afferma che sarà dunque il Ministero pubblico a svolgere tutti gli accertamenti del caso nell'ambito di un procedimento penale «del quale chiederò l'avvio nei prossimi giorni e, in cui il mio ruolo, tengo a precisare che sarà quello di denunciante e parte lesa, e non di accusato».
Che cosa è successo
Zali fa riferimento all'articolo odierno del Corriere del Ticino, che ha rivelato l'esistenza di una lettera inviata al consigliere di Stato e presidente del Governo dai vertici di PLR, Centro e PS, Alessandro Speziali, Fiorenzo Dadò e Fabrizio Sirica. I tre presidenti chiedono al «ministro» leghista una presa di posizione pubblica dopo la diffusione, su un profilo Instagram, di alcuni file audio a lui attribuiti, contenenti affermazioni definite «di profonda preoccupazione per la loro gravità». Pur precisando di non voler «giungere a conclusioni affrettate» e di lasciare eventuali accertamenti «alle autorità competenti», e con l'autenticità delle registrazioni tutt'altro che certa, in un'epoca in cui l'intelligenza artificiale impone la massima prudenza, Speziali, Dadò e Sirica sollevano «una questione di fiducia e credibilità istituzionale», chiedendo a Zali di «chiarire pubblicamente questa situazione». Contattato, il presidente del Governo aveva fatto sapere, tramite i propri servizi, di non voler far passare l'accaduto sotto silenzio: un incontro con i tre presidenti è in agenda per la prossima settimana.
