Politica

Zali si ricandida, Piccaluga è soddisfatto, dall'UDC per ora è un «no comment»

Il coordinatore della Lega: «Sono felice che si sia messo a disposizione come Norman Gobbi, e per noi l'alleanza con i democentristi non è morta»
©Chiara Zocchetti
Giona Carcano
24.03.2026 15:34

Claudio Zali ha sciolto le riserve: alle prossime elezioni cantonali sarà ancora della partita. Una decisione che non sorprende, visto che era nell'aria da tempo. Ma ora, con il timbro dell'ufficialità, potrebbero cambiare gli equilibri a destra in vista di una (ormai fragilissima, per usare un eufemismo) alleanza fra Lega e UDC. «Ho preso atto con felicità della volontà di Zali di ricandidarsi», premette il coordinatore della Lega Daniele Piccaluga. «In più occasioni ho avuto modo di ribadire che speravo in una sua disponibilità, un po’ come a suo tempo ha fatto Norman Gobbi». A questo punto, però, l’alleanza con l’UDC sembra oramai spezzata. O no? «Questa decisione non fa morire l’alleanza», ribatte Piccaluga. «Aspettiamo di capire che cosa dirà l’UDC a questo proposito. Noi non abbiamo mai messo veti o fatto dei diktat. Siamo pronti a discutere con loro, ma con un elemento di certezza in più: la volontà di Zali di mettersi a disposizione per una nuova elezione. Detto ciò, siamo pronti a sederci al tavolo e discutere ancora con i democentristi». Ma Piccaluga è pronto a scommettere in una lista unica leghista per le Cantonali 2027? «Sono un cattivo perdente», la risposta. «Dunque non scommetto mai». Per la Lega, la palla ora è nel campo dei «cugini».

«No comment» dell'UDC

L’UDC, alla notizia della ricandidatura del direttore del DT, per il momento ha preferito non reagire limitandosi a un «no comment». Sia come sia, dal fronte leghista anche Alessandro Mazzoleni (che fa parte del coordinamento del Movimento) si è detto soddisfatto della decisione di Zali. «La non ricandidabilità di Zali posta come condizione è sempre stato un tema delicato durante le discussioni con l’UDC», spiega Mazzoleni. «Come ogni altro partito, non ci lasciamo certo dire dagli altri che cosa fare in casa nostra. Detto ciò, noi i passi che dovevamo compiere al nostro interno li abbiamo fatti. Gobbi e Zali hanno chiarito le loro intenzioni. Ora tocca comunque all’Assemblea decidere: è l’ultimo passo che ci compete».

Resta da capire, come sottolinea ancora Mazzoleni, che cosa faranno i democentristi. «Se manterranno il loro diktat, allora probabilmente dell’alleanza per le Cantonali e le federali non se ne farà nulla. Ma noi siamo sempre stati aperti al dialogo e lo siamo ancora». Della serie: se i «cugini» torneranno sui loro passi, la porta sarà aperta. «A monte, c’è anche un discorso di area», aggiunge il deputato. «Ma sarà la nostra Assemblea a scegliere in quale direzione andare, posto che prima vorremmo sapere la posizione dell’UDC riguardo a un’eventuale corsa insieme per le Cantonali e le Federali».

«Un elemento da tenere in considerazione»

Anche la sinistra non è rimasta indifferente alla notizia della ricandidatura di Zali. «Sicuramente è una notizia politicamente rilevante», commenta infatti la co-presidente del PS, Laura Riget. Novità che, aggiunge la socialista, «aspettandosi coerenza dai due schieramenti dovrebbe significare che i due partiti correranno separati». E ciò, va da sé, «aprirebbe a tutta una serie di dinamiche». Che, aggiungiamo noi, indirettamente potrebbero riguardare anche la sinistra, che in questi mesi e settimane sta portando avanti i suoi ragionamenti, nel tentativo di formare un’alleanza la più ampia possibile. «Sicuramente – spiega da questo punto di vista Riget – nel dialogo e le riflessioni che stiamo facendo come PS e come sinistra questo (ndr. la ricandidatura di Zali, e dunque la separazione tra Lega e UDC) sarà un elemento da tenere in considerazione». Anche se, precisa la co-presidente, «come abbiamo sempre detto per noi il primo passo è la collaborazione sui temi concreti. E le alleanze ne sono la conseguenza, non il punto di partenza». Detto ciò, molto concretamente nelle prossime settimane, conferma infine Riget, «abbiamo previsto degli incontri. C’è un dialogo, ma è ancora tutto aperto». E in ogni caso, chiosa la socialista, «sarà il nostro comitato cantonale a esprimersi su eventuali alleanze il 3 giugno».

«Prendiamo atto»

Molto asciutta, invece, la reazione di Alessandro Speziali, presidente del PLR, alla notizia della ricandidatura di Zali. «Prendiamo atto che il direttore del Territorio intende ricandidarsi. Come prendiamo atto che ha già fatto sapere come intende apparecchiare i Dipartimenti e i servizi».

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