«Zvi-bac», «chi-ffer», «ser-ve-là», il gobbo di Mariah Carey in salsa ticinese

C’è un dettaglio che ha catturato l’attenzione del pubblico e dei social durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Milano-Cortina allo stadio San Siro: l’esibizione di Mariah Carey. Non tanto per la sua interpretazione di Nel blu dipinto di blu – accolta con entusiasmo dagli spettatori –, quanto per un curioso retroscena emerso subito dopo la performance. Sul monitor non compariva il testo originale del brano di Domenico Modugno, ma una versione riscritta in chiave fonetica – le parole diventano suoni –, pensata per facilitare la pronuncia italiana a un’interprete anglofona. “Volare” si trasformava in “Voh-lah-reh”, “nel cielo infinito” in “nell chay-lo een-fee-nee-toe”.
A far emergere il retroscena è stato un video condiviso da Tommaso Zorzi direttamente dallo stadio, che ha acceso commenti, ironie e meme. Un accorgimento pratico che, una volta svelato sui social, ha catalizzato l’attenzione online. «La storia si ripete», ha scritto Marcello Pelizzari. «Anche se cambia il supporto tecnologico. Dalla carta, ruvida, dei cartelloni di Sanremo 1968 al maxischermo ad altissima risoluzione di San Siro». Non Mariah Carey, ma Louis Armstrong, Satchmol. Il brano? Mi va di cantare, con enormi fogli di cartone scritti a mano, posizionati sotto le telecamere. Su quei fogli, era stata riportata una trascrizione fonetica della canzone. Armstrong, proprio come Mariah Carey, non cantò in italiano ma riprodusse suoni che somigliavano alla lingua italiana.
Il gobbo di Mariah Carey, dalla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, è diventato virale, dicevamo. Poteva non approfittarne il team social di Migros Ticino?


