Traffico parassitario in Leventina tra rabbia e opportunità da sfruttare

C’è chi non ne può più, chi si è rassegnato, chi relativizza e chi invece vede il bicchiere mezzo pieno. Vanno da un estremo all’altro, con una maggioranza comunque di insofferenza, i pareri riguardo al traffico parassitario lungo la cantonale in Alta Leventina nei giorni di code al portale sud della galleria del San Gottardo. L’ultimo fine settimana non è stato così tremendo, ma quelli in precedenti il problema, sottolineato anche dalla Lega con un’interrogazione al Consiglio di Stato, è tornato puntualmente a presentarsi tra Faido e Airolo. «Altroché se è un problema. Certi giorni qui la situazione è tutt’altro che simpatica. Che introducano il pedaggio per chi percorre il tunnel così il traffico diminuirà sia in autostrada, sia lungo la cantonale», racconta Anna Leoni che abbiamo incontrato mentre attraversava la strada di fronte alla stazione di Airolo. Poco più in là incontriamo Carlo Bandi: «Ormai ci abbiamo fatto il callo. D’altronde quando ancora non c’era la galleria qui in paese era molto peggio», ricorda Bandi. «Quando mi capita di dover fare una consegna ad Ambrì o a Quinto è un disastro: ci metto almeno il doppio rispetto ad altri periodi dell’anno», le fa eco Simona Sanchez, proprietaria de La Botega dal Fior, sempre ad Airolo. «È normale che si cerchi di evitare la colonna in autostrada, ma il problema poi si sposta sulla cantonale. Ritengo inoltre che la corsia preferenziale CUPRA dovrebbe essere meglio segnalata», aggiunge la fiorista. «Ne risente la qualità di vita», rileva Ramona Paganessi che gestisce un salone di parrucchiera a Rodi. «Non è raro che – aggiunge - per recarmi al lavoro debba sorbirmi la colonna. Se almeno chi attraversa i nostri paesi si fermasse per lasciare qualche soldo ai commerci e agli esercizi pubblici.». A dire la verità, bar, ristoranti e commerci dell’Alta Leventina qualche beneficio dai turisti in transito lo traggono. «Per noi rappresentano una boccata d’ossigeno», ammette Franco Lo Voi del negozio annesso alla stazione di rifornimento a Rodi-Fiesso. «Capisco che ai residenti così tanto traffico possa dar fastidio, ma almeno in questo periodo riusciamo a lavorare bene».
«Il problema è il resto dell’anno»
«Il vero problema non è il mese o giù di lì con un po’ più di traffico, ma il resto dell’anno in cui il paese è praticamente deserto», rileva dal canto suo Cesare «Kuki» Zamberlani, titolare dell’omonima enoteca a Piotta. «I negozi e i ristoranti sono chiusi. Qualcuno dei vacanzieri in transito si ferma a fare acquisti nei pochi punti vendita che restano, come il mio. A dire il vero, però, non sono molti», prosegue l’ex giocatore dell’HCAP, secondo il quale bisogna anche smetterla di postare video sui social che mostrano le colonne sulla cantonale. «Il problema è contenuto, solo pochi giorni. Se lo enfatizziamo scoraggiamo solo i ticinesi che vorrebbero trascorrere qualche ora nella nostra regione», prosegue Zamberlani aggiungendo, pure lui, che la corsia CUPRA dovrebbe esser meglio segnalata. «Non sarebbe male cambiarle il nome con uno di più impatto, più comprensibile: magari “Gottardo Express”». D’accordo in parte con l’ex compagno di squadra, Gabriele «Vecio» Fransioli ne fa innanzitutto una questione di sicurezza. «A volte è davvero pericoloso per i ciclisti e per i pedoni che devono attraversare la strada». La vecchia gloria Biancoblù si chiede quale possa essere la soluzione più efficace per risolvere il problema del traffico estivo lungo l’asse del San Gottardo. «Contingenti? Vignetta più cara? Pedaggio? Proprio non lo so». Dall’Alta ci spostiamo alla Media Leventina. «Quest’anno è meglio. Sabato sera stavamo guardando la TV con le finestre aperte e non c’era nessun problema», ci dice Gabriella Pedimina la cui casa dà proprio sulla cantonale nel centro di Faido. Problema relativizzato anche da Ivan Dell’Agnola, secondo il quale, comunque, nei momenti più caldi sarebbe opportuna la presenza di qualcuno che regoli il traffico nella piazza del paese. Piazza sulla quale si affaccia il ristorante Pedrini. «Dopo aver macinato tanti chilometri la gente è stanca, stufa e si ferma volentieri da noi per una pausa. Comprendo che per chi vive qui il traffico di transito possa dar fastidio, ma a me porta qualche beneficio», ammette la titolare Flora Galantucci. «Non sono pochi i vacanzieri che, consocendo il problema, decidono di fermarsi da noi nel pomeriggio, trascorrere la notte e poi ripartire al mattino presto quando la colonna non si è ancora formata», le fa eco Renato Schröder, titolare del campeggio Gottardo a Chiggiogna.
Da criticità a punto di forza
Ma cosa ne pensano le autorità locali? «Il forte afflusso di veicoli c’è, questo è innegabile: molti automobilisti diretti oltre Gottardo, spesso seguendo le indicazioni del navigatore, si spostano sulle nostre strade invece che utilizzare la corsia d’uscita preferenziale CUPRA. Peraltro, negli ultimi giorni la situazione è migliorata e sono ottimista che continuerà a farlo. Ora è sotto controllo», dice Davide Gendotti, sindaco di Quinto. Fiducia condivisa dal suo omologo di Airolo, Oscar Wolfisberg: «Esiste la volontà politica di individuare soluzioni concrete». Per Corrado Nastasi, sindaco di Faido, il passaggio delle automobili può però essere letto anche con un’altra prospettiva: «Dobbiamo riuscire a trasformare quella che può sembrare una criticità in un punto di forza, ossia creare economia attorno a questa situazione, promuovendo meglio la valle e convincendo le persone a fermarsi». Il fenomeno non è nuovo. «Il traffico sulla cantonale è, da sempre, un dato di fatto», osserva Wolfisberg, ricordando come la criticità si concentri soprattutto tra metà luglio e metà settembre.
Mappe online da aggiornare
«Molti escono già a Faido o Giornico perché le colonne in autostrada raggiungono i sette o otto chilometri». Secondo il sindaco di Airolo, il problema è in buona parte da ricondurre ai sistemi come Google Maps, che ricalcolano automaticamente i percorsi sulla base dei tempi di percorrenza. «La risposta degli automobilisti è quasi sempre la stessa: seguono il navigatore. La CUPRA è una misura relativamente recente e necessita di tempo per essere pienamente integrata», aggiunge Wolfisberg, auspicando un maggiore coordinamento con le piattaforme digitali. Nel frattempo, Nastasi guarda al raddoppio della galleria del San Gottardo come alla soluzione destinata a modificare strutturalmente la situazione: «Era chiaro che la CUPRA, da sola, non avrebbe risolto immediatamente tutti i problemi, visto che il traforo resta comunque unico». C’è, dunque, da lavorare sulla capacità della valle di accogliere chi la attraversa. Ne è consapevole anche Gendotti, il quale, pur riconoscendo il disagio per i residenti, invita a un atteggiamento pragmatico: «Lo scorso anno erano stati posizionati presidi per invitare a non uscire dall’autostrada. Il risultato è stato traffico in A2 e attività vuote. Forse un po’ di movimento è preferibile, se porta anche clienti».

