Trump-Clinton, duello sugli scandali

WASHINGTON - Poteva essere il suo capolinea, dopo lo scandalo del video osceno contro le donne che gli ha messo contro il partito. Invece Donald Trump, come un gatto dalle sette vite, è sopravvissuto, nonostante le enormi pressioni, anche al secondo duello tv con Hillary Clinton e quindi resta in corsa per la Casa Bianca, anche se la raffica dei recenti scandali sembra aver compromesso le sue possibilità di rimonta.
La candidata democratica ha superato agevolmente la prova, dribblando le trappole del rivale contro le infedeltà del marito, ma non assesta il possibile colpo del ko, forse per evitare un terreno minato anche per lei. Secondo il primo sondaggio a caldo della Cnn, Hillary ha vinto nettamente: 57% a 34%. Ma Trump ha superato le aspettative. Il dibattito di 90 minuti resta privo di colpi di scena memorabili e offre meno scintille di quello che ci si poteva attendere. Ma i due si affrontano a muso duro sin dall'inizio, senza neppure stringersi la mano, e non rinunciando a qualche colpo basso. Il primo lo sferra il tycoon giocando d'anticipo, con una breve apparizione a sorpresa poco prima del duello insieme a quattro donne: tre ex accusatrici di Bill (Paula Jones, Wathleen Willey e Juanita Broaddrick) e una (Kathy Shelton) che rimprovera a Hillary di aver difeso quando era avvocato il suo stupratore.
Poi le porta anche al dibattito e le fa sedere a poca distanza da Bill. Sono gli spettri del passato dei Clinton che il magnate vuole contrapporre ai suoi, quelli del video 'sessista' del 2005, in modo da partire ad armi pari in un dibattito che si annuncia esplosivo.
Prima di attaccare però un Trump dal tono umile si difende per spazzar via il fango di quel video: "Non ne sono orgoglioso, me ne scuso con la mia famiglia e con il popolo americano, ma erano chiacchiere da spogliatoio", ribadisce, giurando inoltre di non aver mai agito così aggressivamente con le donne. A differenza di Bill: "non c'è mai stato nessuno nella storia della politica che abbia abusato così delle donne come Bill Clinton", incalza. Hillary non abbocca e cita Michelle Obama: "quando gli altri volano basso, noi voliamo alto".
Ma non rinuncia a commentare il video dello scandalo, pur senza affondare il colpo, forse sperando nell'autocombustione di Trump: "il video dimostra esattamente chi è", "cosa pensa delle donne, cosa fa alle donne".
Ma dopo i primi 20 minuti si gira la pagina degli scandali sessuali e si passa all'Emailgate. Hillary ribadisce la linea ("Ho sbagliato, mi sono scusata, non lo rifarei"), Trump affonda: "stai mentendo di nuovo", "dovresti vergognarti". Quindi la minaccia, la più pesante del dibattito, quella di mettere in prigione la sua oppositrice: "se fossi presidente nominerei un procuratore speciale per indagare l'uso del server privato" (quando era segretario di stato, ndr) e "tu saresti in galera". Hillary replica attaccandolo sulle tasse federali non pagate ma lui è abile nel ribaltare le accuse: "certo che l'ho fatto. E cosi' fanno gran parte dei tuoi donatori".
Il tycoon cerca di demonizzare la sua rivale: "sei un diavolo", "hai il cuore pieno di odio". Ma Hillary sembra più empatica col pubblico, mentre lui si aggira nervoso sul palco come se stesse aspettando un bus. Poi, quando arrivano ai temi più politici, viene fuori la maggiore competenza della Clinton, soprattutto in politica estera. I due restano agli antipodi anche sui musulmani, sebbene il tycoon edulcori il bando promesso in "controlli estremi", mentre l'ex segretario di Stato ammonisce che la retorica di Trump è miope e pericolosa, "un regalo per l'Isis".
Idem sulla Russia: Trump è per una collaborazione con Putin, Clinton denuncia una interferenza nel voto senza precedenti. Alla fine la stretta di mano c'è e con un riconoscimento reciproco: di Donald lei rispetta "i suoi figli, devoti e capaci", di Hillary lui ammette che "non molla mai, è una combattente". Terzo ed ultimo round il 19 ottobre.
Il presidente della Repubblican Conference del Senato americano, l'organizzazione ufficiale che rappresenta i senatori in Congresso, ha chiesto ufficialmente che Trump lasci il posto al candidato alla vicepresidenza Mike Pence che ieri lo ha scaricato con un laconico: "È indifendibile". Il senatore John Thune, del South Dakota - il cui ruolo e' distinto da quello del leader della maggioranza repubblicana in Senato Mitch McConnell - diventa così il repubblicano più alto in grado nel partito a chiedere un passo indietro del candidato ufficiale.
Ieri in serata anche il presidente americano, Barack Obama, commenta per la prima volta il video scandalo di Trump intervenendo ad un evento elettorale a Chicago: "Cose inquietanti".
"Ipocriti moralisti": così su Twitter Trump stronca i big del partito repubblicano che in queste ore a gran voce chiedono una sua uscita di scena, tra cui almeno 16 senatori e personalità di spicco come i Bush e Condoleezza Rice.
La vicenda
In un video scoperto dal Washington Post si ascolta la sua voce fuori campo con frasi volgari contro le donne: 'quando sei un vip alle donne fai ciò che vuoi'. Lui prima si scusa poi si schernisce e twitta: 'Di sicuro sono state 24 ore interessanti' e assicura: 'le chance che io molli sono pari a zero'. Poi in serata un nuovo tweet: "I media e l'establishment mi vogliono fuori dalla corsa. Ma io non lascerò mai la corsa e non lascerò mai i miei supporter", scrive a caratteri cubitali il tycoon.
Hillary Clinton si appella alle donne: 'avete il potere di fermare Donald Trump'. 'Disgustato' lo speaker della Camera Paul Ryan. L'ex governatore repubblicano John Huntsman 'è ora che Donald Trump lasci e che Mike Pence prenda il suo posto'. Procedura complicata ma lui dice: 'parole indifendibili e intollerabili'. Infine interviene anche Melania che non è tenera con il marito, ma spera che la gente lo perdoni: 'Resta un leader'.
Trump si e' scusato per le frasi che risalgono a più di 10 anni fa, dicendo che ''non riflettono'' l'uomo che e' adesso. Lo staff della campagna di Trump ha diffuso un video di un minuto e mezzo sugli account dei social network del candidato repubblicano. Il video di scuse e' arrivato alcune ore dopo che il Washington Post e la rete televisiva NBC hanno postato un video del 2005 in cui il candidato repubblicano si vanta di avere baciato, palpeggiato e tentato di avere rapporti sessuali con donne al di fuori del matrimonio. Trump dice nel video: ''Ho detto e fatto cose di cui mi rammarico e le parole che si trovano in questo video di oltre 10 anni fa sono alcune di esse''.
Ma ora è sempre piu' caos nelle fila dei repubblicani Usa. Mike Pence infatti ha deciso che non partecipera' al posto di Trump all'evento elettorale in Wisconsin e rompendo il silenzio attacca con una dichiarazione scritta: "Non posso tollerare o giustificare le parole di Donald Trump sulle donne e non posso difenderlo". Pesantissime le parole di Pence: "Come marito e come padre mi sento offeso dalle parole e dalle azioni descritte da Trump". Il candidato alla vicepresidenza sottolinea comunque come sia stato posItivo che il tycoon abbia chiesto scusa al popolo americano: "Prego per la sua famiglia e per l'opportunità che domani sera avrà davanti al Paese di mostrare cosa c'è realmente nel suo cuore".
Melania Trump, parole Donald inaccettabili e offensive - "Le parole di mio marito sono inaccettabili e offensive": lo afferma Melania Trump, moglie del candidato repubblicano alla Casa Bianca. "Quello che ha detto non rappresenta l'uomo che conosco. Spero la gente accetti le sue scuse. Il suo cuore e la sua mente sono quelli di un leader", aggiunge.
"Le donne hanno il potere di fermare Donald Trump": così Hillary Clinton su Twitter, dove pubblica alcuni stralci del video-scandalo in cui il candidato repubblicano usa espressioni offensive nei confronti delle donne.