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Il presidente USA ha definito i colloqui «positivi», ora si attende la risposta di Teheran – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:35
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Colpito anche il checkpoint navale di Bandar Kargan
L'esercito americano ha colpito anche il checkpoint navale iraniano di Bandar Kargan nel Minab. Lo riporta Fox citando un funzionario americano..
23:10
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«L'Iran ha colpito unità nemiche nello stretto»
«L'Iran ha aperto il fuoco in risposta all'attacco militare statunitense a una petroliera iraniana». Lo ha riferito questa sera la televisione di stato. In seguito all'attacco alla petroliera, «unità nemiche nello stretto sono state colpite da missili iraniani e sono state costrette a fuggire dopo aver subito danni», ha riferito il canale Irib, citando un funzionario militare non identificato.
23:10
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Attacchi USA contro il porto di Qeshm e Bandar Abbas
Gli Stati Uniti hanno condotto attacchi in Iran contro il porto di Qeshm e Bandar Abbas. Lo riporta Fox citando un funzionario americano, secondo il quale i raid non sono una ripresa della guerra.
22:37
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Von der Leyen a Trump: «L'Iran non deve avere l'arma nucleare»
«Buona conversazione con il presidente Trump. Siamo concordi sul fatto che l'Iran non debba mai entrare in possesso di armi nucleari. I recenti avvenimenti hanno chiaramente dimostrato che i rischi per la stabilità regionale e la sicurezza globale sono troppo elevati». Lo scrive su X Ursula von der Leyen. «Abbiamo inoltre discusso dell'accordo commerciale Ue-Usa. Entrambe le parti mantengono il pieno impegno a garantirne l'attuazione. Si stanno compiendo buoni progressi verso la riduzione delle tariffe entro l'inizio di luglio», aggiunge
21:18
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Trump fiducioso: «Un accordo con l'Iran è molto possibile»
I colloqui sono «positivi»: un accordo con l'Iran è «molto possibile». Un Donald Trump fiducioso attende la risposta di Teheran alla proposta americana. L'intesa sulla quale le due parti stanno convergendo riguarderebbe solo la fine del conflitto, lasciando irrisolte le questioni più controverse, incluso il nucleare che il presidente vuole rimuovere a ogni costo dalle mani iraniane.
Un primo passo dovrebbe essere la riapertura graduale dello Stretto di Hormuz. Benché siano in corso contatti diplomatici per il transito, l'amministrazione Trump sta valutando di riavviare 'Project Freedom' per scortare le navi intrappolate a Hormuz. Anche alla luce dell'apertura di Riad che all'inizio aveva contestato l'operazione americana, negando l'uso delle base di Prince Sultan e del suo spazio aereo per l'iniziativa. L'Arabia Saudita e il Kuwait hanno infatti deciso di rimuovere le restrizioni, spianando la strada alla ripresa dell'operazione forse già nei prossimi giorni.
Pur dipingendola come una mossa «umanitaria», il commander-in-chief sta cercando di usare Project Freedom per aumentare il pressing su Teheran, facendo leva anche sul blocco dei porti iraniani che però, secondo le stime della Cia, non avrà un impatto sull'Iran a breve. Un rapporto consegnato alla Casa Bianca, infatti, svela che la Repubblica Islamica è in grado di resistere tre o quattro mesi prima di trovarsi a fare i conti con le dure ripercussioni economiche del blocco americano. Un lasso di tempo che va ben al di là delle previsioni ufficiali della Casa Bianca e di Trump, che più volte aveva previsto «l'esplosione» dell'infrastruttura petrolifera iraniana nell'arco di pochi giorni.
Per favorire la ripresa della libertà di circolazione nell'importante crocevia marittimo gli Stati Uniti sono in azione anche all'Onu. L'ambasciatore americano Mike Waltz ha esortato i membri del Consiglio di sicurezza ad appoggiare la bozza di risoluzione che condanna l'Iran per i blocchi nello Stretto e preme per la riapertura di Hormuz.
«Stiamo dando all'Onu un'altra chance», ha detto Waltz riferendosi alle precedenti bozze simili, tutte bloccate in Consiglio di Sicurezza dalla Russia e dalla Cina. E intanto, in vista della possibile fine del conflitto, si prepara a contribuire alla libera navigazione di Hormuz anche la portaerei francese Charles-de-Gaulle, che ha attraversato il canale di Suez e si trova nel Mar Rosso, come annunciato dalla ministra delle Forze armate, Alice Rufo, ribadendo che Parigi è pronta a entrare in azione una volta raggiunta la pace.
Trump attende la risposta iraniana alla Casa Bianca, da dove continua a tessere la sua tela diplomatica. Ha sentito l'alleato Benjamin Netanyahu per fare il punto e ha ricevuto il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Appuntamenti che si succedono a riunioni fiume insieme ai suoi consiglieri sulle strategie da seguire e le alternative a disposizione.
Al momento Washington e Teheran insieme ai mediatori stanno lavorando a un accordo limitato e temporaneo per fermare la guerra, lasciando irrisolte le questioni più controverse, in particolare sul programma nucleare iraniano, compreso il destino delle sue scorte di uranio altamente arricchito e la durata della sospensione delle attività nucleari da parte di Teheran.
Ridimensionate le ambizioni per un accordo globale a causa delle ampie e persistenti divergenze, Usa e Iran si stanno concentrando su un memorandum d'intesa volto a prevenire un ritorno al conflitto e a stabilizzare il traffico marittimo attraverso lo stretto, secondo quanto riportato da Reuters. Il quadro proposto si svilupperebbe in tre fasi: la fine formale della guerra, la risoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz e l'avvio di un periodo di 30 giorni per i negoziati su un accordo più ampio.
20:51
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Morte 12 persone per i raid israeliani in Libano
Il ministero della Salute libanese ha reso noto che i raid israeliani hanno causato la morte di 12 persone in Libano nelle ultime 24 ore.
Secondo il ministero, dall'inizio della guerra con Hezbollah, il 2 marzo, i bombardamenti israeliani hanno ucciso 2727 persone in Libano, di cui 187 di età pari o inferiore a 18 anni. Gli attacchi hanno inoltre ferito altre 8438 persone.
Il ministero ha inoltre affermato che tra le vittime figurano 103 operatori sanitari, la maggior parte dei quali paramedici. Gli attacchi israeliani hanno danneggiato 16 ospedali, costringendone tre alla chiusura, 26 strutture di pronto soccorso e 123 ambulanze.
15:31
15:31
«USA e Iran sono vicini a un accordo temporaneo per fermare la guerra»
Gli Stati Uniti e l'Iran si stanno avvicinando a un accordo limitato e temporaneo per fermare la guerra: lo affermano fonti e funzionari al sito di Reuters, con una bozza che fermerebbe i combattimenti ma lascerebbe irrisolte le questioni più controverse.
Il piano che sta prendendo forma si concentra su un memorandum d'intesa a breve termine piuttosto che su un accordo di pace globale, sottolineando le profonde divisioni tra le due parti e segnalando che si tratterebbe di una misura provvisoria.
Teheran e Washington hanno ridimensionato le ambizioni di un accordo globale a causa del persistere di divergenze, in particolare sul programma nucleare iraniano, compreso il destino delle sue scorte di uranio altamente arricchito e la durata della sospensione delle attività nucleari da parte di Teheran.
Al contrario, stanno lavorando a un accordo temporaneo volto a prevenire un ritorno al conflitto e a stabilizzare il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, hanno affermato le fonti. «La nostra priorità è che annuncino la fine definitiva della guerra, dopodiché le restanti questioni potranno essere affrontate una volta ripresi i colloqui diretti», ha dichiarato a Reuters un alto funzionario pakistano coinvolto nella mediazione tra le due parti.
Secondo le fonti, il quadro proposto si svilupperebbe in tre fasi: la fine formale della guerra, la risoluzione della crisi nello Stretto di Hormuz e l'avvio di un periodo di 30 giorni per i negoziati su un accordo più ampio.
06:35
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Il punto alle 6:30
Ieri sera alla Casa Bianca il vicepresidente JD Vance e il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth hanno avuto una lunga riunione sull'Iran con il presidente statunitense Donald Trump. Oggi, invece, Teheran dovrebbe rispondere alla bozza d'intesa americana. Lo riferiscono fonti informate alla Cnn. Nelle ultime ore si è parlato di una risposta iraniana nei prossimi due giorni o comunque prima del viaggio di Donald Trump in Cina, il 14-15 maggio.
Il tycoon, sempre ieri, ha affermato che l'accordo con l'Iran per chiudere in via definitiva la guerra è «molto possibile. Abbiamo avuto colloqui molto positivi nelle ultime 24 ore ed è molto possibile che possa essere raggiunta un'intesa».
