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Il presidente USA sta perdendo la pazienza, intanto la guida suprema Mojtaba Khamenei elogia la «coraggiosa resistenza» dell'Iran – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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20:51
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«Prolungata di 45 giorni la tregua tra Israele e Libano»
Il cessate il fuoco tra Libano e Israele, che sarebbe dovuto scadere domenica, è stato prolungato di altri 45 giorni, ha annunciato il Dipartimento di Stato americano al termine del secondo giorno di colloqui tra i due Paesi a Washington.
«Il Dipartimento di Stato riprenderà i negoziati sul piano politico» tra Israele e Hezbollah «il 2 e il 3 giugno», ha annunciato in una nota il portavoce della diplomazia Usa Tommy Pigott, che ha definito gli ultimi due giorni di colloqui «altamente produttivi», aggiungendo che la proroga della tregua «consentirà ulteriori progressi».
Secondo la nota, il 29 maggio verrà avviato al Pentagono un dialogo sulla sicurezza con delegazioni militari di entrambi i Paesi. «Ci auguriamo che queste discussioni promuovano una pace duratura tra i due Paesi, il pieno riconoscimento reciproco della sovranità e dell'integrità territoriale e la creazione di una sicurezza reale lungo il confine condiviso», ha dichiarato Pigott.
20:22
20:22
Trump torna a minacciare l'Iran
Donald Trump sta perdendo la pazienza per la situazione di stallo in Iran, un impasse che gli Stati Uniti hanno contribuito a creare, è tornato a minacciare nuovi attacchi.
Durante la sua storica missione a Pechino, nella quale stando a quanto riferito da lui stesso non avrebbe chiesto a Xi Jinping un aiuto per convincere Teheran a riaprire Hormuz, il presidente americano ha avvertito che gli Stati uniti potrebbero tornare «a fare un po' di pulizie».
Il tycoon ha quindi sostenuto di aver accettato la tregua «per fare un favore al Pakistan» anche se lui personalmente non era favorevole all'idea. Trump ha poi sottolineato che lui e il leader cinese hanno una visione «molto simile» sulla necessità di porre fine alla guerra e di riaprire lo stretto.
«Vogliamo che finisca. Non vogliamo che abbiano un'arma nucleare. Vogliamo che Hormuz sia aperto», ha detto parlando della comunione di intenti con Xi. Riferendosi ai dissidi interni iraniani, invece, Trump ha esortato i leader dei vari gruppi di potere «a trovare un accordo».
Mentre sulla questione cruciale delle scorte nascoste di uranio arricchito, il presidente americano ha minimizzato. «In realtà mi sentirei meglio se le ottenessi. Ma penso che sia più una questione di pubbliche relazioni che altro», ha affermato. Il commander-in-chief ha poi sottolineato che uno stop di vent'anni dell'arricchimento potrebbe bastare ma «le garanzie di Teheran devono essere reali».
Intanto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, da New Delhi, ha detto che da parte di Teheran c'è la volontà di mantenere viva la soluzione diplomatica ed interesse a proseguire i negoziati con gli Stati Uniti. Tuttavia, «manca la fiducia» negli Stati Uniti. Araghchi ha poi dichiarato che Teheran accoglierebbe con favore qualsiasi sforzo cinese volto ad allentare tensione.
Trump ha smentito di aver chiesto un impegno specifico a Pechino ma che probabilmente la Cina intende comunque svolgere un ruolo. «Non ho chiesto alcun favore a Xi, non gli ho chiesto di esercitare pressioni, perché non ho bisogno di favori - ha sottolineato -. Credo che lo farà comunque perché vuole sbloccare la situazione. Riceve circa il 40% del suo fabbisogno energetico proprio da quello stretto».
Quanto a Hormuz il ministro iraniano ha assicurato che Teheran continuerà a svolgere il suo ruolo storico di garante della sicurezza nella regione di Hormuz. «L'Iran è un partner affidabile per tutte le nazioni amiche, che possono contare sulla sicurezza dei propri scambi commerciali», ha scritto dall'India su X.
Nel frattempo è tornata a parlare anche la guida suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, elogiando la «coraggiosa resistenza» dell'Iran che ha reso il Paese più preparato ad affrontare gli Stati Uniti. In una dichiarazione rilasciata in occasione della giornata nazionale per la preservazione della lingua persiana e in memoria del poeta Ferdowsi, Khamenei ha affermato che l'Iran «ha dimostrato, durante la recente sacra difesa contro l'invasione sionista-americana, che i racconti leggendari di Ferdowsi sono una realtà della loro vita e un riflesso del loro carattere eroico».
20:09
20:09
«Ucciso Haddad, il leader di Hamas nella Striscia di Gaza»
L'aviazione israeliana ha preso di mira Izz al-Din Haddad, leader di Hamas nella Striscia di Gaza e comandante delle brigate Al-Qassam, con un raid aereo a Gaza City. Lo hanno dichiarato il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz in una nota congiunta.
Secondo i media palestinesi, l'attacco ha colpito un edificio residenziale nel quartiere di Rimal a Gaza City. Un alto funzionario della sicurezza israeliana, citato dal Times of Israel, ha dichiarato che ci sono «prime indicazioni» che il leader di Hamas sia stato ucciso nel raid.
Netanyahu e Katz affermano di aver ordinato l'uccisione di Haddad, comandante dell'ala militare del gruppo terroristico e «uno degli artefici del massacro del 7 ottobre».
«Haddad è stato responsabile dell'omicidio, del rapimento e del ferimento di migliaia di civili israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (Idf). Ha tenuto in ostaggio i nostri civili in brutali prigionia, ha diretto operazioni terroristiche contro le nostre forze e si è rifiutato di attuare l'accordo guidato dal presidente statunitense Trump per lo smantellamento delle armi di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia di Gaza», affermano.
«Le Idf e lo Shin Bet stanno attuando pienamente la politica del governo di non contenere le minacce e di neutralizzare preventivamente i nostri nemici», prosegue la dichiarazione. «Questo è un messaggio chiaro a tutti gli assassini che cercano di toglierci la vita: prima o poi, Israele vi raggiungerà», aggiungono.
19:15
19:15
«Uccisi oltre 220 terroristi di Hezbollah in ultima settimana»
L'esercito israeliano ha annunciato oggi che le sue forze hanno ucciso più di 220 esponenti di Hezbollah nel sud del Libano nell'ultima settimana, mentre i colloqui di pace tra i due Paesi entrano nel secondo giorno.
«Più di 220 terroristi di Hezbollah che operavano per sferrare attacchi contro i soldati delle Forze di Difesa Israeliane sono stati eliminati» nell'ultima settimana, ha affermato l'esercito. Nello stesso periodo, le forze israeliane hanno anche colpito più di 440 obiettivi di Hezbollah in diverse aree del sud del Libano, ha aggiunto l'esercito.
19:08
19:08
Netanyahu: «Israele controlla il 60% della Striscia di Gaza»
Le forze israeliane ora controllano il 60% della Striscia di Gaza, secondo il primo ministro Benyamin Netanyahu. Si tratta della prima conferma ufficiale dell'espansione dell'area controllata da Israele nel territorio palestinese devastato da due anni di guerra.
«Negli ultimi due anni, abbiamo mostrato al mondo la forza che risiede nel nostro popolo, nel nostro Stato, nel nostro esercito, nel nostro patrimonio», ha dichiarato il premier ieri in occasione del Giorno di Gerusalemme, festa nazionale israeliana che commemora la «riunificazione» di Gerusalemme Est con Gerusalemme Ovest dopo la Guerra dei Sei Giorni del 1967. Le sue dichiarazioni sono state rilasciate oggi dal suo ufficio ai media.
«Abbiamo riportato a casa tutti i nostri ostaggi, fino all'ultimo. (...) Non abbiamo ceduto alcun territorio. Alcuni ci hanno detto di andarcene, non ce ne siamo andati, e oggi controlliamo il 60% del territorio. Domani vedremo», ha aggiunto.
18:53
18:53
Petroliera greca attraversa lo Stretto di Hormuz
Una petroliera gestita da una compagnia greca è salpata dal Golfo Persico verso l'India, dopo aver attraversato lo Stretto di Hormuz, in uno dei pochi transiti di greggio attraverso questo canale questa settimana, secondo i dati di tracciamento navale. Lo scrive Reuters online.
La petroliera Suezmax Karolos, battente bandiera liberiana e con una capacità massima di 1 milione di barili di petrolio, è in navigazione verso il porto di Sikka, nell'India occidentale dopo aver attraversato lo Stretto ieri secondo un'analisi di Kpler.
La nave era a pieno carico dopo aver fatto scalo al terminal petrolifero di Bassora il 10 maggio. Le analisi satellitari condotte dagli specialisti di analisi dati SynMax hanno inoltre rilevato un aumento del pescaggio della nave sempre ieri, indicando che aveva del carico.
Anche una petroliera battente bandiera panamense e gestita dal gruppo di raffinazione giapponese Eneos ha attraversato lo stretto, come mostrano i dati di tracciamento navale di Lseg di ieri.
17:46
17:46
Trump: «Potremmo intervenire in Iran per fare un po' di pulizie»
Gli Stati Uniti potrebbero intervenire di nuovo in Iran per fare «un po' di pulizie». Il presidente americano Donald Trump, parlando sull'Air Force One di rientro dalla visita di Stato in Cina, ha affermato che gli Usa hanno «spazzato via le loro forze armate di fatto».
Ora, ha aggiunto il tycoon, «potremmo dover fare un po' di pulizie perchè abbiamo avuto un piccolo cessate il fuoco di un mese». Il presidente americano ha quindi affermato di aver accettato una tregua «per fare un favore al Pakistan» anche se lui personalmente non era favorevole all'idea.
16:43
16:43
Teheran: «Sull'uranio arricchito negoziati in stallo»
«L'argomento del nostro materiale arricchito è molto complesso. Siamo giunti alla conclusione, insieme agli americani, che poiché è molto difficile e ci troviamo quasi in una situazione di stallo su questo punto specifico, è opportuno rimandarlo alle fasi successive dei nostri negoziati».
Così, parlando dell'uranio arricchito iraniano, il ministro degli Esteri di Teheran Abbas Araghchi, nel corso di una conferenza stampa a New Delhi, riportata dall'agenzia russa Tass.
15:59
15:59
«Il boicottaggio di Eurovision? La Spagna è dalla parte giusta della storia»
Il boicottaggio spagnolo dell'Eurovision Song Contest (ESC) a causa della guerra di Israele a Gaza pone il Paese «dalla parte giusta della storia». Lo ha detto il primo ministro Pedro Sánchez, alla vigilia della finale in Austria.
«Di fronte a una guerra illegale e anche a un genocidio, il silenzio non è un'opzione. E non possiamo rimanere indifferenti a ciò che continua ad accadere a Gaza e in Libano», ha affermato Sánchez in un videomessaggio pubblicato su X.
«Quest'anno, quindi, sarà diverso. Non saremo a Vienna, ma lo faremo con la convinzione di essere dalla parte giusta della storia».
13:36
13:36
Trump: «L'Iran non avrà mai un'arma nucleare»
Donald Trump, parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One al rientro dalla missione in Cina, afferma che lui e Xi «hanno parlato a lungo di Taiwan» a Pechino.
Riguardo all'altro grande tema internazionale, ha dichiarato: «Quello che posso dire con convinzione è che l'Iran non avrà mai un'arma nucleare».
10:16
10:16
BCE: «Rischi sulla crescita, dipenderà dalla durata della guerra»
La guerra in Medio Oriente «grava sull'attività economica» e i dati «segnalano un indebolimento della crescita e dallo scoppio della guerra», con la fiducia di consumatori e imprese riguardo al futuro che «si è incrinata».
Lo sottolinea la Bce nel bollettino economico, dopo una crescita dell'area euro che, nel primo trimestre 2026, è rallentata allo 0,1%. Malgrado una «buona capacità di tenuta» dell'economia con la disoccupazione ai minimi storici, le prospettive vedono «rischi al ribasso» e «dipenderanno dalla durata del conflitto in Medio Oriente», si legge.
«Le aspettative di inflazione a più lungo termine rimangono saldamente ancorate, benché quelle sugli orizzonti temporali più brevi siano aumentate in misura significativa».
Le aspettative d'inflazione sono uno dei parametri che la Bce usa nel decidere i tassi d'interesse. Nel documento la Bce rileva anche che, pur fra rischi al rialzo per l'inflazione, «le misure dell'inflazione di fondo sono rimaste pressoché invariate». L'inflazione al netto di alimentari ed energia è scesa al 2,2% ad aprile, con i prodotti energetici che hanno segnato un +10,9%. Per decidere un aumento dei tassi, la Bce deve vedere una diffusione ampia dell'inflazione e un 'disancoramento' delle aspettative.
06:39
06:39
«Ripresi i colloqui tra Israele e Libano per estendere il cessate il fuoco»
Gli Stati Uniti hanno cercato favorire un'estensione del fragile cessate il fuoco tra Israele e Libano, considerato ancora in vigore malgrado le centinaia di morti causate dai raid israeliani, in vista della scadenza di domenica. Da Pechino il presidente Donald Trump si è detto ottimista sugli sforzi della Cina nei confronti dell'Iran, mentre le tensioni si sono nuovamente riaccese tra Libano e Israele.
Gli ambasciatori israeliano e libanese hanno tenuto il primo di due giorni di colloqui al Dipartimento di Stato, con Israele accompagnato da ufficiali militari, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche. Le due parti si sono incontrate l'ultima volta il 23 aprile alla Casa Bianca, dove Trump ha annunciato una proroga di tre settimane del cessate il fuoco tra i due Paesi, tecnicamente in guerra da decenni.
06:39
06:39
Trump: «Conclusi fantastici accordi commerciali con Xi»
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di aver concluso «fantastici accordi commerciali» con Xi Jinping.
Le aperture di Trump nei confronti di Xi Jinping, che ha descritto come un «grande leader» e un «amico», sono state finora accolte con toni più moderati dal leader cinese. Ma il leader statunitense ha affermato che dalla visita è scaturito «molto di buono». «Abbiamo concluso alcuni accordi commerciali fantastici, ottimi per entrambi i Paesi», ha detto, mentre Xi lo accompagnava attraverso i giardini di Zhongnanhai.
06:37
06:37
Iniziato l'incontro tra Xi e Trump a Zhongnanhai, la Casa Bianca cinese
L'incontro tra il leader cinese Xi Jinping e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump a Zhongnanhai. Questo momento apre l'ultima giornata di visita di Trump. Lo riporta la Cnn.
Zhongnanhai è considerato un po' come la Casa Bianca cinese perché ospita i vertici del Partito comunista cinese e si estende su una superficie di circa 600 ettari, di cui 280 costituiti da un lago, e comprende padiglioni, giardini e uffici.
Il luogo è anche considerato uno dei luoghi più riservati e controllati del Paese, grazie alle innumerevoli telecamere a circuito chiuso alle forze di sicurezza sia in borghese che in uniforme che lo pattugliano giorno e notte.
06:36
06:36
Delegazioni più ristrette nel nuovo incontro Trump-Xi
Durante il secondo round di colloqui tra il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping, le delegazioni presenti saranno molto più ristrette rispetto a quelle numerose di ieri. Questo potrebbe significare una sessione più intensiva, come spiega la Cnn.
Da parte statunitense, Trump sarà affiancato dal segretario di Stato Marco Rubio, dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, dal segretario al Tesoro Scott Bessent e dal Rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer, insieme all'ambasciatore degli Stati Uniti in Cina David Perdue.
Xi sarà affiancato dal suo capo di gabinetto Cai Qi, dal ministro degli Affari esteri Wang Yi, dal vice premier He Lifeng (uno dei principali inviati commerciali), nonché dal viceministro degli Affari esteri Ma Zhaoxu e dall'ambasciatore cinese negli Stati Uniti Xie Feng.
06:28
06:28
«Attacchi diretti all'Iran di Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti»
In risposta agli attacchi iraniani sul proprio territorio, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti avrebbero attaccato direttamente obiettivi in Iran nel corso il conflitto in Medio Oriente. Lo riporta il New York Times, secondo cui si tratterebbe della prima volta di un'azione del genere da parte dei due Paesi arabi contro Teheran, in base a quanto riferito da alti funzionari americani in carica e in pensione.
Non sono stati forniti dettagli sulla tempistica o sugli obiettivi degli attacchi, che sarebbero stati condotti in modo indipendente. Né l'Arabia Saudita né gli Emirati Arabi Uniti hanno confermato le ricostruzioni.
L'Iran ha ripetutamente attaccato obiettivi in entrambi i Paesi, in risposta all'azione militare di Usa e Israele, causando danni significativi. Le forze armate americane mantengono basi sia in Arabia Saudita sia negli Emirati Arabi Uniti.
Arabia Saudita e Iran si contendono da tempo il predominio nella regione. La rivalità è alimentata anche dal conflitto tra l'Islam sunnita in Arabia Saudita e l'Islam sciita in Iran. Anche le relazioni tra gli Emirati Arabi Uniti e l'Iran sono tese. Il Paese arabo è un importante alleato Usa e ha recentemente normalizzato le sue relazioni con Israele, acerrimo nemico dell'Iran.
06:25
06:25
Pechino: «Serve una riapertura delle rotte marittime il prima possibile»
Il ministero degli Esteri cinese ha ribadito la necessità di mantenere il cessate il fuoco nella guerra in Iran, riaffermando che il conflitto non avrebbe mai dovuto iniziare e che le rotte marittime devono essere riaperte il prima possibile. Lo ha affermato un portavoce del ministero, secondo quanto riferito dalla Cctv.
«Questa guerra, che non avrebbe mai dovuto verificarsi, non ha motivo di continuare», ha affermato il portavoce, e «trovare una soluzione rapida andrebbe a vantaggio sia degli Stati Uniti che dell'Iran, nonché dei Paesi della regione e del mondo nel suo complesso».
06:20
06:20
Il punto alle 6.00
Il presidente americano Donald Trump ha riferito ieri che il suo omologo cinese Xi Jinping si è offerto di fornire un aiuto sull'Iran: in un'intervista a Fox News, il 79.enne ha anche aggiunto che il leader cinese «ha detto che non fornirà equipaggiamento militare» a Teheran. «Lo ha detto oggi ed è una dichiarazione importante», ha proseguito, parlando degli incontri avuti oggi a Pechino.
Xi «ha detto che non fornirà equipaggiamento militare» all'Iran e «lo ha affermato con grande fermezza», ha aggiunto Trump al programma 'Hannity' su Fox News, al termine della prima giornata di incontri con il leader cinese. L'intelligence USA, invece, ha riferito che aziende cinesi hanno discusso con l'Iran la spedizione di armi, come riportato dal Washington Post, con la modalità del passaggio attraverso un paese terzo per confondere la provenienza.
«Vorrebbe vedere lo Stretto di Hormuz aperto e ha detto: 'Se posso essere di qualsiasi aiuto, vorrei dare il mio contributo'», ha aggiunto il presidente americano, rilevando che chiunque abbia acquistato «considerevoli quantità di petrolio dall'Iran ha, come è ovvio, intessuto un qualche tipo di relazione, ma lui vorrebbe vedere lo Stretto di Hormuz aperto». Pechino compra a sconto circa il 90% del greggio prodotto da Teheran, pari a circa il 10-15% di tutte le importazioni cinesi di oro nero.
