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Stati Uniti e Cina «concordano sulla necessità che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto»

Le delegazioni di Libano e Israele si incontrano a Washington con la mediazione americana – Netanyahu fa causa al New York Times per diffamazione – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Stati Uniti e Cina «concordano sulla necessità che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto»
Red. Online
14.05.2026 07:46
21:44
21:44
Iran: «Pronti a togliere al nemico la sicurezza ovunque nel mondo»

«Avvertiamo i nostri nemici che, se sottovaluteranno la nostra sicurezza e la comprometteranno, li priveremo della loro sicurezza ovunque si trovino nel mondo. Siamo pronti a sconfiggere il nemico ancora una volta nello Stretto di Hormuz e altrove». Lo ha detto Ibrahim Azizi, presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, riportato da Iran International.

20:39
20:39
Quattro persone morte per i raid israeliani

Almeno quattro palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane nel nord della Striscia di Gaza, secondo quanto riferito ad al Jazeera da fonti ospedaliere.

Nell'attacco sono rimaste ferite diverse altre persone, tra cui dei bambini. In precedenza, una persona era rimasta uccisa e diverse altre ferite, tra cui alcuni bambini, in un bombardamento israeliano che aveva preso di mira un gruppo di civili a Jabalia.

20:39
20:39
Nelle ultime 24 ore uccisi 20 terroristi di Hezbollah

Un portavoce delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) ha affermato che «nelle ultime 24 ore sono stati eliminati 20 terroristi di Hezbollah nel Libano meridionale» e che «circa 65 infrastrutture dell'organizzazione terroristica sono state attaccate dall'aria e da terra». Lo riporta la testata online Ynet.

Secondo quanto riportato, sono stati attaccati depositi di armi, posti di osservazione, quartier generali e altre infrastrutture da cui i terroristi promuovevano «piani terroristici».

17:43
17:43
Trump: «Xi ha offerto di aiutare sull'Iran, non darà armi a Teheran»

Il presidente americano Donald Trump ha detto che il suo omologo cinese Xi Jinping si è offerto di fornire un aiuto sull'Iran: in un'intervista a Fox News, il 79enne ha anche aggiunto che il leader cinese «ha detto che non fornirà equipaggiamento militare» a Teheran. «Lo ha detto oggi ed è una dichiarazione importante», ha proseguito, parlando degli incontri avuti oggi a Pechino.

Xi «ha detto che non fornirà equipaggiamento militare» all'Iran e «lo ha affermato con grande fermezza», ha aggiunto Trump al programma 'Hannity' su Fox News, al termine della prima giornata di incontri con il leader cinese. L'intelligence Usa, invece, ha riferito che aziende cinesi hanno discusso con l'Iran la spedizione di armi, come riportato dal Washington Post, con la modalità del passaggio attraverso un paese terzo per confondere la provenienza.

«Vorrebbe vedere lo Stretto di Hormuz aperto e ha detto: 'Se posso essere di qualsiasi aiuto, vorrei dare il mio contributo'», ha aggiunto il presidente americano, rilevando che chiunque abbia acquistato «considerevoli quantità di petrolio dall'Iran ha, come è ovvio, intessuto un qualche tipo di relazione, ma lui vorrebbe vedere lo Stretto di Hormuz aperto». Pechino compra a sconto circa il 90% del greggio prodotto da Teheran, pari a circa il 10-15% di tutte le importazioni cinesi di oro nero.

17:38
17:38
Riad propone un patto di non aggressione tra la regione e Teheran

L'Arabia Saudita ha discusso con gli alleati occidentali un possibile patto di non aggressione tra i Paesi del Golfo e l'Iran, per gestire le tensioni nella regione anche in vista di una riduzione della presenza Usa una volta conclusa la guerra contro Teheran. Lo riporta il Financial Times, citando fonti diplomatiche.

Un funzionario arabo ha inoltre affermato che un patto di non aggressione, sul modello degli Accordi di Helsinki, sarebbe accolto favorevolmente dalla maggior parte degli Stati arabi e musulmani, oltre che dall'Iran, secondo cui la regione dovrebbe essere libera da interferenze occidentali.

16:55
16:55
«Distrutte 161 navi da guerra e il 90% delle mine dell'Iran»

«In mare abbiamo distrutto 161 unità navali totali relative a 16 diverse classi di navi da guerra, compromettendo di fatto la capacità operativa del regime» iraniano. Lo ha affermato l'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Centcom, il commando centrale americano.

Il 58enne ha riferito che le forze Usa hanno eliminato «oltre il 90% di quello che era un imponente arsenale di mine navali fatto di oltre 8000 ordigni, attraverso oltre 700 attacchi aerei mirati».

In sintesi, ha aggiunto Cooper in un'audizione al Congresso, «la Marina iraniana non può più rivendicare lo status di potenza marittima e non è in grado di proiettare la sua forza nel Golfo di Oman o nell'Oceano Indiano».

15:52
15:52
Israele-Libano, iniziato il terzo round di colloqui diretti a Washington

Il terzo round di colloqui diretti tra Israele e Libano è iniziato al Dipartimento di Stato a Washington, alla presenza degli ambasciatori negli Usa dei due Paesi. È previsto che il confronto prosegua anche domani. Lo conferma la portavoce dell'ambasciata israeliana a Washington all'agenzia di stampa italiana Ansa.

14:40
14:40
La Global Sumud Flotilla è salpata dalla Turchia per Gaza

Alcune imbarcazioni della Global Sumud Flotilla hanno iniziato a salpare dal porto di Marmaris, sulla costa della Turchia sud occidentale, per dirigersi verso la Striscia di Gaza. Lo riferiscono vari media turchi mostrando immagini delle navi in mare.

Secondo il quotidiano turco Yeni Safak gli attivisti che partecipano all'iniziativa sono circa 500 mentre la stessa Global Sumud Flotilla aveva annunciato ieri che le imbarcazioni del convoglio sono in tutto 54.

14:35
14:35
Israele fa causa al New York Times per diffamazione: «È propaganda di Hamas»

«A seguito della pubblicazione di Nicholas Kristof sul New York Times di una delle menzogne più orribili e distorte mai pubblicate contro lo Stato di Israele sulla stampa moderna, il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar hanno ordinato l'avvio di un'azione legale per diffamazione contro il New York Times». Lo comunica il ministero degli Esteri israeliano in una nota in riferimento all'articolo del New York Times che riporta abusi sessuali su detenuti palestinesi nelle carceri israeliane.

«L'articolo di parte del New York Times si basa su fonti non verificate legate a reti connesse ad Hamas. La fonte principale è l'Euro-Med Human Rights Monitor, il cui fondatore Ramy Abdu ha legami documentati con alti dirigenti di Hamas. Questo non è giornalismo. È propaganda di Hamas, una distorsione della verità e dei fatti», ha aggiunto il ministero degli Esteri.

14:05
14:05
Nuovi protocolli iraniani per il transito delle navi cinesi a Hormuz

Nuovi protocolli iraniani per il transito delle navi cinesi a Hormuz. Lo annuncia l'agenzia FARS, riportata dalla Reuters sul suo sito.

Un funzionario della marina dei Pasdaran ha annunciato che da ieri trenta imbarcazioni hanno attraversato lo stretto e che il nuovo assetto segue le richieste del ministro degli esteri e dell'ambasciatore cinese in Iran.

Non è al momento chiaro quale siano state le modifiche, ricorda la stessa Reuters, considerato «che l'Iran aveva già indicato durante la guerra che le navi neutrali, in particolare quelle legate a Pechino, potevano transitare in coordinamento con Teheran».

11:54
11:54
Netanyahu: «Le mie condizioni di salute sono buone, alcuni direbbero eccellenti»

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato di godere di perfetta salute durante un'udienza presso il Tribunale distrettuale di Tel Aviv per una causa per diffamazione intentata contro due giornalisti e un attivista politico, i quali avevano affermato che nel 2024 soffrisse di diverse gravi malattie. Lo scrive il «Times of Israel».

«Le mie condizioni di salute sono buone, alcuni direbbero eccellenti», ha dichiarato Netanyahu alla corte, secondo quanto riportato dai media israeliani. Netanyahu afferma di non aver mai sofferto di cancro al pancreas, come invece sostenuto dall'attivista Gonen Ben Yitzhak, aggiungendo che se così fosse stato sarebbe già morto.

Il primo ministro descrive dettagliatamente l'intervento chirurgico per l'ingrossamento della prostata a cui si è sottoposto nel dicembre 2024 e la successiva diagnosi di cancro alla prostata, avvenuta, a suo dire, «verso la fine del 2025».

Netanyahu afferma di essersi sottoposto a cinque cicli di radioterapia tra gennaio e febbraio del 2026 e che questi trattamenti hanno eliminato completamente il tumore. Questa è la prima rivelazione pubblica sulla cronologia della sua malattia, che aveva reso nota solo il mese scorso.

Queste informazioni sembrano in qualche modo contraddire una dichiarazione del medico che ha guidato l'équipe che si è occupata del trattamento oncologico di Netanyahu, il professor Aron Popovtzer, il quale ha affermato alla fine di aprile che il primo ministro ha iniziato la radioterapia «circa due mesi e mezzo fa», ovvero nella seconda settimana di febbraio.

Il primo ministro ha dichiarato inoltre alla corte che il pacemaker che gli era stato impiantato nel 2023 a causa di una patologia cardiaca non è mai stato attivato.

11:14
11:14
USA e Cina condividono che l'Iran non abbia mai l'atomica

USA e Cina «hanno convenuto che l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari». Lo afferma la Casa Bianca nel resoconto dell'incontro tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping a Pechino, secondo quanto riportato dal «Guardian».

I due concordano inoltre sul fatto che lo Stretto di Hormuz «deve rimanere aperto», afferma la Casa Bianca, che definisce «buono» l'incontro tra il presidente americano e il suo omologo cinese.

Il resoconto della Casa Bianca sul vertice tra Trump e Xi fa riferimento alla guerra con l'Iran e allo Stretto di Hormuz, ma non menziona Taiwan, nonostante la questione sia stata ampiamente trattata nella dichiarazione del governo cinese sui colloqui.

«Il presidente Trump ha avuto un incontro positivo con il presidente cinese Xi - scrive la Casa Bianca -. Le due parti hanno discusso di come rafforzare la cooperazione economica tra i due paesi, tra cui l'ampliamento dell'accesso al mercato cinese per le imprese americane e l'aumento degli investimenti cinesi nelle nostre industrie. I vertici di molte delle più grandi aziende statunitensi hanno partecipato a una parte dell'incontro», recita la dichiarazione.

«Le due parti hanno concordato sulla necessità che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto per garantire il libero flusso energetico. Il Presidente Xi ha inoltre ribadito l'opposizione della Cina alla militarizzazione dello Stretto e a qualsiasi tentativo di imporre un pedaggio per il suo utilizzo, esprimendo interesse ad acquistare maggiori quantità di petrolio americano per ridurre la dipendenza della Cina dallo Stretto in futuro. Entrambi i paesi hanno convenuto che l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari», prosegue il testo.

La Casa Bianca ha inoltre affermato che Trump e Xi «hanno sottolineato la necessità di consolidare i progressi compiuti per porre fine al flusso di precursori del fentanyl negli Stati Uniti, nonché di incrementare gli acquisti cinesi di prodotti agricoli americani».

10:47
10:47
66 località nel sud del Libano «cancellate» da Israele

Secondo dati diffusi dal Consiglio nazionale libanese per la ricerca scientifica (CNR), Israele continua a demolire in modo sistematico abitazioni e infrastrutture pubbliche nel sud del Libano nonostante i contatti diplomatici in corso tra Beirut e Stato ebraico sotto mediazione americana: nelle tre settimane successive all'entrata formale in vigore della tregua del 16 aprile sono state distrutte più di 5'000 abitazioni e altre 5'000 danneggiate lungo la fascia di confine con Israele.

Israele sostiene che le operazioni siano dirette contro infrastrutture e attività militari di Hezbollah. Le demolizioni riguardano un'area che comprende 66 villaggi del Libano meridionale e che, secondo osservatori locali e fonti libanesi, Israele punta a trasformare in una fascia cuscinetto di fatto resa inabitabile per la popolazione civile.

Il bilancio dei danni si aggiunge alla devastazione già provocata dalle settimane precedenti di guerra. Nelle sei settimane antecedenti la tregua, oltre 61'000 unità abitative erano state distrutte o danneggiate. Dall'8 ottobre 2023 il totale supera ormai le 230'000 abitazioni colpite, mentre centinaia di migliaia di persone restano sfollate in diverse regioni del paese.

Parallelamente alle demolizioni sul terreno, l'esercito israeliano continua a condurre centinaia di raid aerei in Libano. Secondo fonti locali e organizzazioni di monitoraggio, nelle ultime tre settimane gli attacchi hanno provocato un numero di morti pari a quello registrato nei 15 mesi successivi al cessate il fuoco del novembre 2024. Tra le vittime figurano giornalisti, operatori sanitari, soccorritori della protezione civile, soldati dell'esercito libanese e numerosi civili, inclusi bambini uccisi assieme ai familiari nei bombardamenti contro abitazioni e veicoli.

Le autorità libanesi accusano Israele di voler modificare in modo permanente la geografia umana e urbana del sud del Libano, impedendo il ritorno della popolazione nelle località vicine al confine.

10:46
10:46
Libano: oggi nuovo round di colloqui con Israele a Washington

Le delegazioni di Libano e Israele si incontrano oggi a Washington con la mediazione americana mentre la tregua del 16 aprile non è mai stata di fatto rispettata e sul terreno proseguono i raid israeliani a sostegno dell'invasione di terra a cui gli Hezbollah tentano di opporsi.

Nelle ultime 24 ore Israele ha ucciso 25 persone in Libano di cui 6 minori secondo il bilancio del governo libanese. Stamani l'esercito israeliano ha annunciato nuovi attacchi contro Hezbollah nel sud del paese. Poco prima aveva emesso avvisi di evacuazione per otto villaggi, riporta l'IDF su Telegram.

«Alla luce delle violazioni dell'accordo di cessate il fuoco da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah, l'IDF è costretta ad agire con la forza contro di essa e non intende causare danni alla popolazione», ha dichiarato il portavoce dell'esercito, il colonnello Avichay Adraee.

I media di Beirut ricordano come il nuovo round di incontri arriva dopo una serie di riunioni preparatorie tra gli ambasciatori dei due paesi negli Stati Uniti e dopo settimane di pressioni militari e diplomatiche su Beirut perché presenti «un piano credibile sulla propria capacità di disarmare Hezbollah».

Secondo il quadro negoziale sostenuto da Washington, il disarmo del movimento sciita filo-iraniano resta il dossier centrale. Israele considera la questione come premessa di qualsiasi accordo di sicurezza e guarda già alla possibilità di rapporti bilaterali più stabili con il Libano.

Le autorità libanesi puntano dal canto loro a legare ogni passo sul disarmo di Hezbollah a una riduzione concreta delle operazioni militari israeliane, al ritiro dalle aree occupate nel sud del Libano e alla fine delle incursioni quotidiane. Ma nessuna delle parti appare disposta a compiere per prima una concessione visibile.

Hezbollah, che non partecipa ai colloqui ma resta il principale attore politico-militare libanese, ha respinto il negoziato diretto con Israele e ha affermato che non accetterà eventuali risultati imposti a Washington.

10:12
10:12
Sequestrata nave al largo degli Emirati

Una nave al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti, nei pressi dello Stretto di Hormuz, è stata abbordata da persone non identificate e si sta ora dirigendo verso le acque territoriali iraniane, ha riferito il Centro per le operazioni commerciali marittime del Regno Unito.

L'imbarcazione è stata «abbordata da personale non autorizzato mentre era all'ancora» a 38 miglia nautiche a nord-est di Fujairah e «si sta ora dirigendo verso le acque territoriali iraniane», secondo quanto riferito.

07:46
07:46
Il punto alle 7.30

La Global Sumud Flotilla è pronta a salpare con un convoglio di imbarcazioni diretto a Gaza dal porto di Marmaris, località della Turchia sud occidentale in provincia di Mugla e vicina all'isola greca di Rodi. Lo hanno annunciato, ieri, gli attivisti durante una conferenza stampa a Marmaris. Il convoglio sarà formato in tutto da 54 imbarcazioni ha dichiarato Sumeyra Akdeniz Ordu, attivista turca del comitato della Flotilla, spiegando che oltre a una trentina di navi giunte dalla Grecia, il convoglio pronto a partire dispone di altre imbarcazioni che già si trovavano in Turchia. Saranno circa 500 gli attivisti sulle 54 imbarcazioni diretta a Gaza.  

Un tribunale federale sospende le sanzioni USA contro Francesca Albanese

Francesca Albanese, la Relatrice speciale delle Nazioni unite sui territori palestinesi occupati, ha annunciato che un tribunale del District of Columbia, a Washington, ha sospeso le sanzioni imposte a suo carico dall'amministrazione Trump. In un post su X, Albanese ha riferito che il giudice ha stabilito che «tutelare la libertà di parola è sempre nell'interesse pubblico», ringraziando la figlia e il marito «per essersi fatti avanti per difendermi, e tutti coloro che hanno fornito aiuto finora» in base alla considerazione che «insieme siamo Uno». Il giudice distrettuale Richard Leon ha stabilito che l'amministrazione Trump ha probabilmente violato i diritti di Albanese garantiti dal 'Primo Emendamento' quando le ha imposto sanzioni nel luglio 2025, con misure sembravano prendere di mira direttamente le sue dichiarazioni critiche nei confronti di Israele, decidendo di sospenderle in via temporanea.

Albanese ricopre il ruolo di relatrice speciale dell'ONU per i territori palestinesi dal 2022, il cui recente lavoro si è concentrato sulla campagna militare israeliana contro Hamas a Gaza. Ha accusato Israele di aver commesso «genocidio» e violazioni dei diritti umani a Gaza, e ha segnalato alcuni funzionari israeliani alla Corte Penale Internazionale (Cpi) per un eventuale processo, tra cui il premier Benjamin Netanyahu. Il marito di Albanese, Massimiliano Cali, ha intentato la causa a febbraio agendo per conto proprio, della moglie e della loro figlia, sostenendo che le sanzioni del Dipartimento di Stato del 2025 violassero i diritti di libertà di espressione della consorte. Leon, giudice nominato dall'ex presidente George W. Bush, ha rilevato che «se Albanese si fosse invece opposta all'azione della CPI contro cittadini USA e israeliani, non sarebbe stata inserita nell'elenco delle persone sanzionate ai sensi dell'Ordine Esecutivo 14203», in un parere motivato di 26 pagine. «Pertanto, l'effetto della designazione di Albanese è quello di 'punire' e, di conseguenza, di 'reprimere le espressioni sgradite'». Il giudice ha inoltre stabilito che Albanese godeva della tutela della Costituzione americana, malgrado risiedesse al di fuori del Paese, ritenendo che possedesse legami «sostanziali» con gli Usa, sufficienti a far valere i diritti garantiti dal Primo Emendamento.

Gli oppositori di Albanese l'hanno accusata di riprendere le argomentazioni di Hamas su Israele: rilievi negati dalla relatrice ONU, a partire da quelli sul sostegno ai gruppi terroristici, insieme al rigetto dell'equiparazione delle sue critiche verso Israele con l'antisemitismo.