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Orbán: «L'Ungheria non scenderà a compromessi con l'Ucraina sul blocco dell'oleodotto Druzhba e sconfiggerà Kiev con la forza» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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18:49
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Trump: Zelensky che «deve raggiungere un accordo», Putin è «pronto»
Il presidente americano Donald Trump ha intimato al collega ucraino Volodymyr Zelensky che «deve raggiungere un accordo», insistendo che il loro omologo russo Vladimir Putin è «pronto».
In un'intervista a Politico, Trump ha descritto Zelensky come l'ostacolo ad un accordo con la Russia. «Deve darsi da fare e deve raggiungere un accordo», ha dichiarato il presidente a proposito del leader ucraino.
17:54
17:54
Ex viceministro russo della Difesa arrestato con l'accusa di corruzione
L'ex viceministro della difesa della Federazione Russa Ruslan Tsalikov è stato arrestato per corruzione. Lo ha reso noto la procura russa. Tsalikov si aggiunge alla lunga lista di funzionari di alto rango arrestati dall'arrivo, nel maggio 2024, del nuovo titolare del dicastero, Andrei Belousov.
Viceministro tra dicembre 2015 e giugno 2024, Tsalikov è stato accusato di aver creato un'organizzazione criminale per appropriazione indebita di fondi tra il 2017 e il 2024, di aver ricevuto tangenti e di riciclaggio di denaro, ha riferito la portavoce del Comitato investigativo russo (CIR) Svetlana Petrenko.
La portavoce ha precisato che Tsalikov è già in stato di fermo, in attesa che le autorità giudiziarie dispongano misure cautelari.
Con l'arrivo di Belousov al Ministero della difesa è stata rapidamente avviata un'ondata di arresti di alti funzionari per corruzione - tra cui quello dell'ex viceministro Timur Ivanov, già condannato a tredici anni - che ha portato alla ristrutturazione del ministero.
Lo stesso Ivanov ha tentato senza successo di commutare la sua pena in cambio del servizio al fronte in Ucraina, una misura che molti altri militari hanno ottenuto, arrivando persino a essere graziati per essere in servizio sul campo di battaglia.
16:57
16:57
Zelensky minaccia: «Darò alle forze armate il numero di chi blocca il prestito di riparazione»
L'Ucraina spera che «una persona» nell'Unione europea non blocchi l'assegnazione di 90 miliardi di euro di prestiti di riparazione dell'UE, altrimenti il numero di questa persona verrà fornito alle Forze armate dell'Ucraina: «lasciate che lo chiamino e comunichino nella loro lingua». Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Secondo quanto riferito dall'agenzia Interfax, il presidente ucraino, riferendosi presumibilmente al leader ungherese Viktor Orbán, ha sottolineato che avrebbe dato «l'indirizzo di questa persona alle nostre Forze armate».
Il portavoce del governo ungherese Zoltán Kovács ha reagito affermando «queste minacce e ricatti da parte di Zelensky hanno superato di gran lunga ogni limite accettabile. Quando qualcuno minaccia di consegnare l'indirizzo di una persona all'esercito ucraino semplicemente perché non sostiene l'ultimo accordo sulle armi da 90 miliardi di euro, questa non è diplomazia; è una minaccia aperta», ha scritto Kovács sui social media.
16:15
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Orbán: L'Ungheria non scenderà a compromessi con l'Ucraina sul blocco dell'oleodotto Druzhba e sconfiggerà Kiev con la forza
L'Ungheria non scenderà a compromessi con l'Ucraina sul blocco dell'oleodotto Druzhba e sconfiggerà Kiev con la forza, ha dichiarato oggi il primo ministro ungherese Viktor Orbán.
«Abbiamo i mezzi politici e finanziari, e con essi eserciteremo una pressione incondizionata sugli ucraini affinché riprendano le operazioni sull'oleodotto Druzhba il prima possibile. Voglio chiarire che vinceremo, e vinceremo con la forza. Non farò patti, né compromessi; li sconfiggeremo. Spezzeremo il blocco petrolifero. Costringeremo gli ucraini a riprendere le forniture. Non con un accordo, non con un compromesso, ma con la forza», ha dichiarato Orbán durante una riunione della Camera di commercio e industria ungherese.
Sempre oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che l'oleodotto Druzhba potrebbe tornare operativo entro un mese e mezzo. Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Interfax, il presidente ha dichiarato che «possiamo comunicare che durante questo mese e mezzo è possibile il ripristino (dell'oleodotto Druzhba, ndr) ... Ma questo non significa che ciò che è stato distrutto verrà ripristinato, e alcune cose possono essere fatte in parallelo».
13:43
13:43
Lavrov: «Con i colloqui tripartiti sull' Ucraina si osservano progressi»
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha dichiarato che nei colloqui tripartiti sul conflitto in Ucraina ci sono progressi che «riguardano le questioni umanitarie e il monitoraggio di potenziali accordi».
«Ci sono progressi dopo i colloqui che si sono svolti due volte ad Abu Dhabi e a Ginevra», ha dichiarato Lavrov nel corso di una tavola rotonda degli ambasciatori sulla risoluzione del conflitto in Ucraina. «Ci sono ancora progressi - ha precisato il ministro degli Esteri, citato dalla Tass - sulle questioni umanitarie: scambio di prigionieri e di salme. E, a quanto ho capito, ci sono progressi nello sviluppo di un'intesa comune sul meccanismo che garantirà il monitoraggio di potenziali accordi».
13:25
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Lavrov, con colloqui tripartiti su Ucraina si osservano progressi
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha dichiarato che nei colloqui tripartiti sul conflitto in Ucraina ci sono progressi che «riguardano le questioni umanitarie e il monitoraggio di potenziali accordi». «Ci sono progressi dopo i colloqui che si sono svolti due volte ad Abu Dhabi e a Ginevra», ha dichiarato Lavrov nel corso di una tavola rotonda degli ambasciatori sulla risoluzione del conflitto in Ucraina. «Ci sono ancora progressi - ha precisato il ministro degli Esteri, citato dalla Tass - sulle questioni umanitarie: scambio di prigionieri e di salme. E, a quanto ho capito, ci sono progressi nello sviluppo di un'intesa comune sul meccanismo che garantirà il monitoraggio di potenziali accordi».
06:55
06:55
Il punto alle 6.55
«Noi abbiamo carenza di qualcosa che i nostri partner invece hanno, per esempio i missili Patriot. Ma i missili Patriot non possono abbattere i droni iraniani, e noi possiediamo i droni intercettori. Quindi possiamo effettuare questo scambio di tecnologie e armi». Lo ha detto ieri Volodymyr Zelensky in un'intervista a Rai News 24 parlando dei suoi contatti con i Paesi del Golfo riguardo alla guerra in Iran.
«Per ora non siamo coinvolti in questa guerra, ma i droni iraniani hanno colpito la popolazione civile e ci sono stati segnali da parte dei partner del Golfo che erano interessati alla nostra competenza. Siamo pronti a fornirla. E ci sono richieste anche da parte dei partner europei e americani per offrire a quei paesi la nostra esperienza. Ho parlato personalmente con i leader del Qatar, degli Emirati Arabi, con il re di Giordania e parlerò con altri leader. Siamo pronti ad aiutare la popolazione civile di questo paese. Ma per quanto riguarda le armi, anche noi siamo in guerra», ha sottolineato.
Intanto, ha aggiunto il presidente ucraino, i negoziati proseguono anche con il conflitto in Iran. «Nella notte abbiamo parlato con gli Stati Uniti, forse verrà cambiato il luogo del vertice, verrà posticipata la data di qualche giorno a causa della guerra in Medio Oriente». Lo ha detto Volodymyr Zelensky a Rai News 24. Riguardo ai nodi della trattativa, «nel mondo si è diffusa la convinzione che le affermazioni di Putin sul fatto che se l'Ucraina cede il Donbass, la guerra finirà siano veritiere, ma intanto gli attacchi russi aumentano. Noi non crediamo alla Russia e a Putin, ma con l'aiuto di mediatori forti possiamo trovare un accordo sulla fine della guerra, visto che non ci fidiamo di loro e loro non si fidano di noi. Le condizioni devono essere tali da non doversi affidare semplicemente alle parole», ha aggiunto.
