«Un fatto tragico e ingiusto, dovremmo stare tutti in silenzio»

Due anni sospesi per un periodo di prova di due anni. È questa la pena inflitta stamattina dal giudice delle assise correzionali Marco Villa al 21. enne che nel 2023 alla guida del suo veicolo provocò a Barbengo un incidente stradale in cui perse la vita una 14 enne svizzera, passeggera insieme ad altre due ragazzi che rimasero feriti insieme al conducente. Pena che il giovane ha accettato già prima del dibattimento, che si è svolto con la procedura abbreviata. «Davanti a eventi così tragici e ingiusti – ha detto Villa – non ci sono parole, dovremmo stare tutti in silenzio. Ma il mio ruolo mi impone e altro e in questo senso la proposta di pena della procuratrice pubblica, Chiara Buzzi appare adeguata, tenuto conto dell’età dell’imputato e dei risarcimenti effettuati nei confronti della vittima, che sono comunque espressione di un pentimento». A pronunciare parole di rimpianto e cordoglio è stato in aula anche lo stesso giovane, che ancora oggi ripensa spesso a quello che è successo, soprattutto prima di prendere sonno. «Ho fatto soffrire e soffro – ha detto – non avrei voluto che le cose andassero così».
Di cittadinanza italiana e statunitense, nel 2023 il 21. enne frequentava le scuole in Ticino e gareggiava coi go-kart e nel campionato europeo di Formula 4. Nella notte tra il 28 e 29 agosto, come è stato ricostruito nell’atto d’accusa, è alla guida della sua VW Golf. Ha 18 anni e con lui a bordo ci sono la 14 enne svizzera, che a causa delle ferite riportate morirà nel maggio dell’anno successivo, quindi nel 2024, una 15enne statunitense e un 17enne statunitense. Mezzanotte è passata da 35 minuiti quando in via Agra a Barbengo accelera fino ad arrivare a una velocità di almeno 116 chilometri orari dove invece il limite è di 80 km/h. Prima di imboccare una curva a destra riduce leggermente la velocità a 109 km/h ma ciò non basta a non fargli perdere la padronanza del veicolo, perché, come ha dimostrato la perizia tecnica, stava andando troppo forte in relazione al raggio di curvatura di quel tratto di strada, così invade la corsia opposta, va a sbattere contro il muro di contenimento presente a bordo strada e l’auto si ribalta su sé stessa. La 14 enne, seduta nel sedili posteriori, riporta subito gravissime lesioni che rendono necessario il suo ricovero prima all’Ospedale Civico di Lugano, poi al Kinderspital di Basilea, dove il 6 maggio dell’anno successivo muore. Anche gli altri passeggeri rimangono feriti.
Nel corso della medesima notte viene inoltre accertato che il giovane ha guidato in via Roncone a Figino a 102 chilometri orari dove vige un limite di 50 km/h. «Dopo l’incidente – ha riferito in aula il 21 enne difeso dall’avvocato Nicola Orelli – ho smesso con le corse in go kart. Mi sentivo male ogni volta che mi mettevo alla guida». Il giovane ha seguito anche un trattamento psicologico fino a quando è tornato definitivamente negli USA, dove oggi vive e studia. «Ho smesso con la terapia perché preferisco lavorare su me stesso in autonomia», ha spiegato il 21 enne. Il giudice Villa gli ha invece consigliato di continuare lo stesso con le cure, visto che ancora oggi, come ammesso dallo stesso giovane, quasi tutte le notti fa molta fatica a prendere sonno.
