L'intervista

«Un festival rinnovato in sintonia con il territorio»

Christoph Müller, direttore artistico di classicAscona, racconta al Corriere del Ticino il nuovo volto del festival
Mauro Rossi
10.09.2026 06:00

Preceduta da un interessante prologo, la scorsa settimana, con la pianista Alexandra Dovgan e l’Orchestra Sinfonica di Milano, classicAscona, rassegna che da quest’anno raccoglie l’eredità delle ottuagenarie Settimane musicali di Ascona, è pronta al via. Un festival completamente rinnovato, nel nome come nella sostanza, chiamato da un lato a conservare il patrimonio qualitativo accumulato nel corso dei decenni e dall’altro a rilanciare la rassegna in modo da affrontare nel migliore dei modi la realtà della musica classica del terzo millennio. Ne parliamo con il nuovo «timoniere» Christoph Müller.

Il festival che prenderà il via tra qualche giorno opera una netta cesura con il passato. È contento di come questo nuovo e articolato progetto ha preso forma?

«Devo dire di sì. Siamo riusciti a mettere in cantiere buona parte delle cose che ci eravamo prefissi: l’Accademia, le iniziative interdisciplinari – le connessioni tra musica, letteratura e gastronomia – i concerti al di fuori degli abituali spazi... E anche la risposta del pubblico è, al momento, molto buona. Non solo di quello tradizionale delle Settimane ma anche di un pubblico nuovo, in misura molto maggiore di quanto avevamo messo in preventivo. E questo sta creando nel team organizzativo un’atmosfera positiva: sentiamo che questo nuovo format di festival più compatto, con il suo mix di eccellenza e di progetti dal carattere diverso, funziona. Lo riscontriamo dal fatto che sta destando grande interesse in aree che prima non si interessavano ad Ascona, la Svizzera tedesca in primo luogo, ma anche la Germania, il Benelux, l’Inghilterra… Ma anche tra il pubblico della regione stiamo percependo un ottimo feeling. Si, siamo molto soddisfatti».

Al di là del mutamento della formula – poco più di tre settimane con un fittissimo calendario di eventi – l’altra grossa novità di classicAscona è rappresentata dalle tante collaborazioni con operatori culturali e musicali del territorio. Quanto è stato difficile mettere sotto lo stesso tetto realtà diverse (l’Accademia Dimitri, il Conservatorio, le scuole dell’obbligo e varie altre associazioni e strutture) che si solito hanno difficoltà a collaborare in simili contesti?

«La collaborazione con chi opera sul territorio in ambito culturale e della formazione era la base del nuovo concetto. A partire dal Conservatorio della Svizzera italiana che include personalità a tutti i livelli che intendiamo coinvolgere attivamente. A chi lavora nella musica a livello professionale, durante il festival offriamo masterclass; ai cori proponiamo un’Accademia Corale; alle scuole di musica, a bambini e adolescenti, offriamo vari appuntamenti. Vogliamo insomma instaurare una collaborazione molto stretta. Ed è stato estremamente positivo constatare come tutte le istituzioni che abbiamo interpellato – il Conservatorio, il Teatro Dimitri, ma anche le scuole elementari di Ascona – si siano dimostrate aperte, interessate a collaborare e, soprattutto, orgogliose di poter far parte di questo nuovo festival. E per me questo è importantissimo: quello che vogliamo è che classicAscona non sia un satellite che arriva a Locarno e se ne va dopo tre settimane. No, è una realtà locale che va condivisa con la gente del posto».

E come ha funzionato invece il rapporto con l’Ente turistico, visto che classicAscona si propone non solo come evento musicale ma anche come nuovo e grande attrattore turistico per la regione?

«Ottimamente perché anche l’Ente è cosciente del fatto che un festival come questo, per sopravvivere, ha bisogno di richiamare anche molti turisti, non può basarsi unicamente sul pubblico locale che è naturalmente limitato (il Ticino non supera infatti i 350 mila abitanti…). Riuscire ad attrarre pubblico da fuori è stato da subito un elemento importante del nuovo progetto che – va ricordato – è finanziato in buona parte da soldi dell’Ente turistico il cui desiderio è far sì che ci siano delle ricadute su tutta l’economia del territorio: hotel, ristoranti, commerci locali. Non è stato dunque troppo difficile coinvolgerli nel progetto, anche perché in Europa il “turismo festivaliero” ha conquistato una buona fetta di mercato. Lo dimostra l’esperienza di molte altre rassegne che fa capire come ci sia gente che ama viaggiare per la musica, per i concerti. Ecco, per noi ha rappresentato un elemento di sfida l’allestire un programma in grado di raggiungere questo mercato. Al quale sono felice abbiano aderito molti operatori del settore. Ad esempio, abbiamo 30 hotel partner che condividono le nostre informazioni e che offrono uno sconto a chi soggiorna nella regione durante il festival».

È dunque in quest’ottica, diciamo, turistica che vanno ricondotti eventi come le conferenze sul mito del Gottardo che si terranno al Monte Verità o il pranzo musicale a Bordei alla corte di uno chef di assoluta eccellenza?

«Sì, anche se mi spiace che quest’ultima iniziativa sia riservata solo ad un pubblico ristretto, ma la logistica non ci permette di fare altrimenti: solo 40 persone perché la cappella di Bordei non ne contiene di più e anche l’osteria ha una capienza ridotta. Però, bisseremo l’esperienza che in entrambi i casi è già “sold out”. Come è ottimo l’interesse per gli eventi letterari che si rifanno quell’attrazione malinconica che esiste nei confronti del Sud del nostro Paese. Un tema che riprenderemo anche l’anno prossimo e che possiamo declinare in molti modi perché riguarda tutti e che cerchiamo di abbinare a visite, a momenti in luoghi iconici, come il Monte Verita, la chiesa di Mogno e altri luoghi».

Parlare dei singoli concerti di classicAscona è difficile in quanto sono tantissimi – una cinquantina. Qual è quello che la riempie di maggior soddisfazione per essere riuscito ad organizzarlo?

«Sono ovviamente orgoglioso di poter proporre – grazie all’intervento di sostenitori particolari – Cecilia Bartoli con Orfeo ed Euridice. Ma sono estremamente soddisfatto dei tre Artisti in Residenza Julia Lezhneva, Sol Gabetta e Vilde Frang ognuno dei quali suona in tre concerti e tiene una masterclass. Vilde Frang, ad esempio, nelle sue esibizioni proporrà programmi innovativi con opere che non vengono suonate molto spesso, come la 15. Sinfonia di Shostakovic nella versione di musica da camera, ma anche Julia Lezhneva, una grande soprano, che nel concerto d’apertura si cimenterà con la Messa in do minore di Mozart. Ecco, per me è importante aprire il festival con un concerto festoso, con coro, orchestra e un’opera fantastica cui farà da importante corollario la presenza del consigliere federale Ignazio Cassis. È un grande onore. Comunque ognuno dei 19 concerti “di eccellenza” è per me importante, come quello conclusivo dall’alto valore simbolico visto che avremo l’Orchestra Giovanile Ucraina assieme agli studenti dell’Accademia Corale, in un interscambio che è un po’ il simbolo di classicAscona:un festival all’insegna di quell’amicizia, di quel rispetto e di quel sentimento di umana solidarietà che solo la musica sa regalare».