Cinema

Un film girato in Ticino in corsa al Leone d'Oro: «Questo Cantone si presta alle grandi produzioni d'autore»

Tutto pronto per il debutto veneziano della co-produzione italo ticinese di «Elisa» – Castelli: «così possiamo farci conoscere meglio sul mercato internazionale» - Moschini: « È stato fondamentale poter contare su istituzioni aperte ed efficienti»
ELISA
27.08.2025 19:31

Il debutto in concorso a Venezia di «Elisa», il nuovo film di Leonardo Di Costanzo, non è soltanto un traguardo artistico: è il segnale di un Ticino che si consolida nel panorama cinematografico internazionale, capace di trasformarsi in laboratorio di accoglienza e sviluppo per il cinema.

Ogni opera cinematografica porta con sé il bagaglio di chi l’ha resa possibile: non solo gli autori, ma anche i territori che l’hanno accolta, i professionisti che vi hanno contribuito, le istituzioni che hanno creduto nel progetto. Dietro a ogni proiezione, dunque, si cela la trama invisibile di un ecosistema che collabora.

Prodotto da tempesta con Rai Cinema e coprodotto da Amka Films Productions di Savosa e dalla RSI, «Elisa» conferma la vitalità del tessuto audiovisivo svizzero. «Il film Elisa è una coproduzione: da un lato tempesta, casa di produzione italiana, dall’altro Amka Films Productions, come produttore minoritario svizzero. Un sodalizio che ha sempre creduto nel cinema di Leonardo, sin dal suo esordio con l’Intervallo, passando per l’Intrusa e AriaFerma» ricordano Michela Pini e Amel Soudani, co-produttrici svizzere del film del regista ischitano.

«Elisa»  oltre all’importante apporto di Ticino Film Commission e di Mendrisio Film Fund, è stato sostenuto in Svizzera dal Repubblica e Canton Ticino, Dall’Ufficio Federale della Cultura (UFC) e da Focal.

La dinamica delle coproduzioni dimostra come il cinema sia, prima di tutto, terreno di scambio e quanto l’incontro tra competenze e prospettive differenti generi nuove opportunità. In questo contesto, il Ticino si configura come un interlocutore credibile, capace di inserirsi nella rete internazionale del settore.

Per Niccolò Castelli, direttore della Ticino Film Commission, questa scelta si inserisce infatti in una visione più ampia: «il Ticino è una regione che ben si adatta a produzioni che spaziano dal cinema d’autore in concorso a Venezia, alle serie per i grandi portali online, fino ai documentari». Una strategia resa possibile dalla varietà del territorio, capace di confrontarsi con storie e linguaggi diversi.

«Abbiamo iniziato lo scouting delle location in Svizzera tedesca, per poi comprendere che il Ticino rappresentava l’opzione migliore per le riprese. La ricerca è partita dal Sopraceneri e successivamente si è estesa al Sottoceneri, fino a presentare alla produzione italiana una selezione di luoghi» racconta Marco Moschini, direttore di produzione per Amka Films del film, precisando che «la scelta finale spettava sempre al regista».

Per Castelli, la presenza di Di Costanzo è la prova del valore dell’offerta ticinese: «ospitare una delle firme più significative del cinema d’autore italiano dimostra come produzioni di alto profilo possano trovare qui location e professionalità adeguate».

La realtà locale, poi, ha saputo farsi parte attiva del progetto. «La produzione italiana si è mostrata molto soddisfatta. L’Ufficio turistico del Mendrisiotto ha fornito materiale e suggerimenti, mentre i Comuni di Mendrisio, Vacallo, Stabio e Breggia hanno garantito collaborazione» spiega Moschini. Un impegno che va oltre l’aspetto promozionale: «quando una produzione si sposta con esigenze logistiche complesse è fondamentale poter contare su istituzioni aperte ed efficienti».

Castelli sottolinea inoltre l’importanza di un’esperienza di questo livello per chi lavora sul territorio: «per le maestranze locali un film del genere in curriculum apre nuove opportunità di lavoro». E aggiunge: «oggi i costi di produzione sono sempre più alti: il nostro ruolo è anche quello di fare rete e mettere a disposizione mezzi concreti per girare».

Un pacchetto che ha convinto la produzione: «ottime location, professionisti qualificati e un portfolio di aiuti finanziari» spiega Castelli. Un mix che non solo ha convinto la produzione, ma ha lasciato benefici tangibili sul territorio: pernottamenti, spese in loco, un indotto che ha coinvolto anche il tessuto economico e sociale.

E non meno importante è il capitale reputazionale che queste esperienze generano. «La migliore pubblicità per il Ticino sono le buone esperienze delle produzioni. Quando una troupe torna a Roma e racconta di essersi trovata bene, il passaparola diventa uno strumento potente», afferma Castelli, che guarda già avanti: l’obiettivo è ampliare la rete di fondi e arricchire la «palette» di offerte: «una troupe potrebbe voler girare nei castelli di Bellinzona, oppure sulla Tremola di Airolo, o ancora tra i vigneti del Mendrisiotto. Offrire questa varietà è un grande valore aggiunto e vorremmo lavorare sempre più con comuni e regioni per creare una rete sempre più forte».

La promozione internazionale completa il quadro. «Andremo a Venezia per la prima del film di Di Costanzo – conclude – perché lì possiamo farci conoscere meglio sul mercato italiano. E con Swiss Films stiamo rafforzando la nostra visibilità all’estero». In questo percorso, dunque, «Elisa» è insieme successo artistico e dimostrazione che il Ticino può essere set, risorsa e motore per nuove produzioni. In fondo, ogni opera cinematografica diventa specchio delle relazioni che la rendono possibile. E il nostro territorio, aprendosi al cinema d’autore e dialogando con i grandi mercati, afferma non solo la propria bellezza di set naturale, ma anche la propria maturità culturale e istituzionale.