L'evento

Una Locarno che salta in sella è pronta a farsi notare al Tour

La prossima edizione della corsa ciclistica nazionale, ormai imminente, farà tappa anche sulle rive del Verbano – Il vicesindaco Claudio Franscella: «Stiamo discutendo gli ultimi dettagli, lunedì prossimo riunione decisiva con gli organizzatori»
Come nel 2017, si potranno forse (ri)vivere grandi emozioni © CdT/Archivio
Jona Mantovan
05.03.2026 06:00

Locarno è ormai pronta a salire in sella. La seconda tappa dell’imminente Tour de Suisse, infatti, sarà dedicata alla Città. L’appuntamento è dunque il 18 giugno in Largo Zorzi, con il villaggio in piazza Grande, quando centinaia di atlete saranno pronte a far scattare le loro «due ruote» (al mattino, mentre la gara maschile partirà nel pomeriggio). Lo conferma al Corriere del Ticino il vicesindaco - nonché titolare del Dicastero sport - Claudio Franscella: «Stiamo discutendo gli ultimi dettagli e lunedì prossimo è in programma un incontro decisivo con gli organizzatori, incluso il direttore sportivo David Loosli».

Dopo i primi contatti di qualche mese fa c’era stata una battuta d’arresto, ma gli intoppi sono stati superati
Claudio Franscella, vicesindaco e titolare del Dicastero sport

Un tracciato ad anello

Solo allora la questione sarà confermata e la notizia diventerà ufficiale. Intanto, però, è già noto il percorso, perlomeno a grandi linee. Sarà un anello che inizierà (e si concluderà) nel citato spazio sulle rive Verbano. Cicliste e ciclisti professionisti prima attraverseranno il Piano, poi scenderanno verso il Sottoceneri. In seguito, risalita fino a Tenero, Contra, Brione, Orselina e il quartiere Monti della Trinità. Da lì, l’ultima grande discesa per poi proseguire verso Ascona e in conclusione -come detto - il rientro a Locarno.

«Si tratta di una nuova formula, questa del “circuito chiuso”, introdotta quest’anno dai promotori e siamo molto contenti di poterla ospitare», evidenzia ancora il nostro interlocutore, che oltre a essere presidente della fondazione Velo club Locarno (nata all’indomani della chiusura dell’omonima realtà, ma con gli stessi scopi), lo è anche del gruppo di lavoro che vede coinvolti pure Silvano Stern (vicepresidente e in passato responsabile della polizia cantonale), Mauro Beffa (logistica), Milena Mürer (segreteria), Christian Brusa (vicecomandante della Polizia comunale), Benjamin Frizzi e Alessandro Meschiari (Ente turistico), Marco Maggi (Iniziative del Locarnese), Luca Pelloni (comunicazione) oltre a Stefano Lucignano e Nicola Maggetti.

Lunga tradizione sui pedali

«Per Locarno rappresenta un’opportunità importante in termini di visibilità e coinvolgimento della popolazione e dei visitatori, dal momento che il pubblico potrà assistere a partenza, passaggio e ritorno dei corridori». Franscella sottolinea poi che il Tour stesso ci tiene a marcare la sua presenza in una regione che vanta una lunga tradizione nell’ospitare grandi competizioni ciclistiche.

Tra budget e finanziamenti

«Dal Tour de Suisse stesso, passato da queste parti più volte, così come il Tour de Romandie, ma pure il Giro d’Italia, che nel 2008 concluse una tappa proprio in Largo Zorzi. È quindi una sede ideale, e noi siamo pronti».

La squadra, al momento, sta lavorando al completamento del budget e al quadro complessivo dei finanziamenti, che comprende sponsor e partner regionali. «Alcuni contributi sono già confermati, altri sono in via di definizione. L’obiettivo è avere un quadro completo nelle prossime settimane, arrivando a definire ogni aspetto per offrire un evento di qualità, che valorizzi Locarno e i suoi dintorni. Un evento del genere e così strutturato ha un costo rilevante, superiore ai centomila franchi. Abbiamo discusso più volte con la dirigenza per trovare un accordo sostenibile, anche perché i tempi sono stretti e mancano pochi mesi. Siamo infine riusciti a raggiungere un’intesa positiva. Loosli ha mostrato grande disponibilità proprio perché tiene molto alla presenza della manifestazione qui da noi».

Carovana di oltre 600 persone

Ma «festival della bicicletta» porterà al suo seguito anche una carovana di oltre 600 persone. Il che si tradurrà in una «due giorni» di prenotazioni alberghiere. «Se il meteo sarà favorevole, come dovrebbe, ci aspettiamo anche un grande afflusso di spettatrici e spettatori». Ecco che dai primi contatti di qualche mese fa, seguiti dal sindaco Nicola Pini, ora l’idea inizia a prendere sempre più forma. Anche se una prima battuta d’arresto - per questioni finanziarie e per una proposta iniziale che prevedeva una chiusura delle strade molto impegnativa - c’era stata. «Servivano chiarimenti, e la trattativa si è allungata. Una volta superati questi intoppi, abbiamo ripreso il dossier con maggiore decisione. Ora siamo entrati nel vivo dei lavori da tre, quattro settimane», conclude Franscella.