Valle di Muggio

«Una scelta che penalizza il territorio»

Incontro tra ACG, Comuni e Cantone dopo la decisione di chiudere il programma di occupazione temporanea di Lattecaldo – Da Bellinzona nessuna retromarcia: la misura è confermata
Red. Online
18.06.2026 15:46

Ha sorpreso tutti la decisione del Cantone di rinunciare al Programma occupazionale temporaneo (POT) della Valle di Muggio. Un programma ventennale gestito dall’Associazione Comuni del Generoso (ACG). Ha sorpreso l’Associazione, i Comuni, e gli enti che aderivano all’iniziativa. Ma non solo. Perché a farne le spese ci sono anche le 5 persone impiegate per accompagnare i senza lavoro nel loro percorso.

Incontro con le autorità cantonali

Per cercare una soluzione, o meglio, nella speranza di trovare un compromesso, l’ACG e i Comuni del comprensorio hanno incontrato le autorità cantonali. Ma l’incontro non ha avuto le conseguenze sperate. A riassumerlo in una nota firmata dalla presidentessa Caprice Prestinari Valsecchi è l’ACG stessa: «In un contesto di risorse finanziarie limitate, le autorità cantonali hanno deciso di sacrificare la sede della Valle di Muggio convogliando tutti i disoccupati in ambito edile al POT di Curzutt», si riassume. Ma «le autorità regionali contestano fermamente questa impostazione puramente burocratica».

Netto rifiuto della proposta

Durante l’incontro, si continua «l’ACG ha cercato un compromesso costruttivo proponendo di suddividere il POT durante il corso dell’anno tra le due località. Il netto rifiuto di questa proposta da parte del Cantone sposterà di fatto gli effetti positivi della cura del territorio dalle valli del Mendrisiotto al Bellinzonese». A mancare saranno 500.000 franchi annui di sussidi cantonali, «scaricando l’intero onere della gestione territoriale sui singoli Comuni e Patriziati». Inoltre, «la conseguente mancanza di manutenzione (il POT si occupava di lavori nell’edilizia rurale e tradizionale, ndr) rischia di generare effetti nefasti sul paesaggio, sulla sicurezza del territorio e sulla sua stessa fruizione da parte di residenti e turisti.

Chiesta una proroga

L’ACG, come reazione, ha deciso di chiedere il posticipo della chiusura del POT alla fine del 2027 (e non del 2026). «Questa proroga si rende necessaria sia per valutare una potenziale riformulazione del POT, opzione finora scartata dal Cantone, sia per garantire il tempo indispensabile alla creazione di un nuovo programma di pubblica utilità alternativo». La volontà è di vivere la situazione come un’opportunità «per sviluppare nuovi scenari di collaborazione spontanea».