Medio Oriente

USA-Iran, l'accordo in 14 punti

Sul tavolo la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz e il cessate il fuoco esteso anche al Libano, oltre ai fondi destinati a Teheran – Il momento della firma di Trump tra gli applausi di Macron: ora il documento è in vigore
© The White House / X
Red. Online
18.06.2026 07:20

«Il memorandum of understanding è firmato, l'ho appena firmato a Versailles». Poche ma essenziali parole quelle del presidente americano Donald Trump, riportate dall'agenzia Bloomberg, e arrivate nella notte, poco dopo aver siglato in via digitale l'accordo con l'Iran al termine della cena con l'omologo francese Emmanuel Macron. Un documento che ora è in vigore. Il prossimo passo è atteso per la giornata di domani, come era stato preannunciato, con la cerimonia ufficiale che andrà a siglare l'intesa e che si terrà al Bürgenstock, sul Lago dei Quattro Cantoni.

«Great job»

Un evento che ha avuto subito, come prevedibile, un'eco internazionale. Dopo le conferme da ambo le parti, sia dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei che dalla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno inviato nella notte una foto dell'accordo firmato da Donald Trump agli iraniani. A riportarlo è la CNN che cita un funzionario americano, secondo il quale il presidente ha firmato nelle ultime ore la copia cartacea. Ma non solo dalla Casa Bianca è anche arrivato il video con il momento esatto della firma da parte di Donald Trump. Nelle immagini si vede il presidente americano seduto a tavola a Versailles fra Emmanuel Macron e la moglie Brigitte. Una volta firmato il documento, si sente Macron dire «bravo» prima di applaudire e stringere la mano al segretario di Stato Marco Rubio, in piedi alle spalle di Trump. Il presidente ha quindi consegnato il documento a Rubio e Macron gli ha detto «great job» (ottimo lavoro, n.d.r.) prima di applaudirlo nuovamente.

Un'intesa in 14 punti

Una bozza in 14 punti, scritta in inglese con meno di 800 parole. Sono queste le prime indiscrezioni che filtrano sull'accordo siglato e rese note dalla CNN, dopo che il documento è stato reso pubblico da entrambe le parti. In questi punti troviamo delle questioni di primo piano: l'accordo mira infatti a consolidare e ampliare il cessate il fuoco - compreso il Libano - e a ripristinare immediatamente il flusso di traffico attraverso lo Stretto di Hormuz. Su quest'ultimo nodo, si legge, «la Repubblica islamica farà ogni sforzo per garantire il passaggio sicuro delle navi commerciali, gratuitamente per soli 60 giorni». Molte questioni, spiega l'emittente americana, sono però rimandate a un secondo momento e tra queste vi è anche «il delicato argomento del programma nucleare iraniano». Tornano pure sul tavolo gli ingenti fondi destinati all'Iran: «La revoca delle sanzioni consentirebbe al Paese di vendere il suo petrolio al mondo, ma potenzialmente gli darebbe anche accesso a diversi beni congelati e a 300 miliardi di dollari di finanziamenti».

Transito e tariffe

Sull'accordo è tornato ancora il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei, spiegando che una cerimonia per la firma in Svizzera ora «non ha davvero senso», dopo che questa è stata fatta digitalmente. Teheran ha in ogni caso ribadito la propria intenzione di applicare tariffe alle navi in transito nello Stretto di Hormuz dopo un periodo di 60 giorni senza pedaggio, come previsto dal memorandum, «durante il quale verrà negoziato il testo definitivo». «Lo Stretto non tornerà alla situazione prebellica», ha dichiarato da parte sua il capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf in un'intervista trasmessa ieri sera dalla televisione di stato. «L'Iran ha un diritto sovrano su Hormuz e, naturalmente, riscuoteremo una tariffa per questi servizi», ha aggiunto.

La cerimonia in Svizzera

Sulle firme dell'intesa però c'è stata confusione. Nei giorni scorsi un funzionario americano aveva riferito che sia Trump che il vice JD Vance avevano firmato virtualmente l'accordo, e lo stesso aveva fatto il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Ora invece l'amministrazione USA fa sapere che Trump non aveva firmato digitalmente ma che aveva solo assistito alla firma da parte di Vance. «Domenica il memorandum of understanding è stato firmato digitalmente da Vance e Ghalibaf alla presenza di Trump. Ora è stato firmato da Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian», ha spiegato un funzionario. In ogni caso, come detto, il Pakistan, con il sostegno del co-mediatore Qatar, ha deciso ugualmente di ospitare venerdì in Svizzera la cerimonia ufficiale di firma dell'accordo tra Stati Uniti e Iran. Lo ha dichiarato - come riporta l'agenzia Anadolu - il primo ministro Shehbaz Sharif.


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