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Vance: «Stiamo facendo progressi sull’estensione della tregua in Iran»

Intanto il Dipartimento del Tesoro statunitense ha annunciato nuove sanzioni contro Teheran – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Vance: «Stiamo facendo progressi sull’estensione della tregua in Iran»
Red. Online
29.05.2026 07:56
13:43
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Teheran: «La gestione di Hormuz è nostra, Trump prende batoste»

Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha affermato che la gestione dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran si è ormai consolidata a livello internazionale.

Ha aggiunto che i Paesi ora richiedono l'autorizzazione, pagano delle tariffe e attraversano il canale sotto la guida della Marina delle Guardie Rivoluzionarie.

Scrivendo su X, Rezaei ha affermato che il presidente Donald Trump è l'unica persona che non vuole accettare la realtà. «Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro», scrive Rezaei.

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Il punto alle 8.00

Gli USA e l'Iran hanno compiuto buoni progressi sull'estensione del cessate il fuoco, ma il presidente Donald Trump non è ancora pronto ad approvare l'accordo. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, secondo cui «ci stiamo confrontando su un paio di punti relativi alla formulazione del testo. Abbiamo fatto molti progressi in tal senso». Parlando coi media poche ore dopo che fonti USA hanno riferito che le due parti avrebbero raggiunto l'intesa, Vance ha espresso l'auspicio che si continuino «a fare progressi» per mettere il tycoon «nella posizione di poter avallare l'accordo». Anche se, «ovviamente, la questione è ancora da definire». «È difficile dire esattamente quando, o se, il presidente firmerà il memorandum. Non posso garantire che ci arriveremo, ma allo stato attuale sono abbastanza fiducioso», ha aggiunto. Secondo le ipotesi circolate, l'accordo estenderebbe la tregua per altri 60 giorni e consentirebbe il transito di merci attraverso lo Stretto di Hormuz, dando il via ai negoziati sulle questioni più spinose come il programma nucleare iraniano. Se approvato, rappresenterebbe il passo più importante verso la pace dall'inizio del conflitto, il 28 febbraio. Il possibile accordo è maturato dopo una serie di attacchi reciproci tra USA e Iran, l'ultimo episodio del genere dall'entrata in vigore del cessate il fuoco all'inizio di aprile. Trump non ha ancora dato il via libera e l'Iran non ha commentato la notizia della proposta di accordo, riportata da Axios. L'agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale, ha riferito che il testo della possibile intesa non è stato ancora finalizzato né confermato. Il Pakistan, che svolge il ruolo di mediatore, ha annunciato che il suo ministro degli Esteri, Ishaq Dar, incontrerà il segretario di Stato americano Marco Rubio a Washington il 29 maggio, malgrado il significato della visita non sia chiaro. Il tycoon ha ripetutamente affermato che la fine della guerra è vicina sin da metà marzo, malgrado le due parti abbiano mostrato scarsi progressi pubblici verso un terreno comune. L'Iran, ad esempio, ha chiesto la revoca delle sanzioni, lo sblocco dei beni all'estero e il ritiro delle forze statunitensi dalla regione. Washington ha chiesto all'Iran di smantellare il suo programma nucleare, che Teheran afferma essere a fini pacifici, oltre che la consegna del materiale fissile altamente arricchito.

Intanto però, il Dipartimento del Tesoro USA ha annunciato nuove sanzioni contro l'Iran e le sue vendite di petrolio, usate da Teheran per finanziare la ricostituzione delle forze armate e continuare a rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti e i suoi partner nella regione. «Continueremo ad accrescere la pressione per privare il regime e le sue forze armate delle risorse finanziarie necessarie a minacciare gli alleati e i partner USA in Medio Oriente», ha commentato il segretario al Tesoro Scott Bessent. «Non consentiremo a Teheran di incrementare le entrate petrolifere per ricostituire le proprie forze armate e capacità militari», ha aggiunto. Le azioni, a sostegno della Economic Fury e del memorandum presidenziale sulla sicurezza nazionale, prendono di mira, tra l'altro, la Sepehr Energy Jahan Nama Pars Company (Sepehr Energy Jahan), braccio commerciale per la vendita di petrolio dello Stato Maggiore delle forze armate iraniane, nonché l'export di greggio della Sepehr Energy Jahan, legato alle navi della flotta ombra disposte a trasportare l'oro nero di pertinenza militare. Tra la fine del 2024 e l'inizio del 2025, la Sepehr si è avvalsa della Luan Bird Shipping Service LLC, società di noleggio navale con sede negli Emirati Arabi Uniti, per spedire petrolio iraniano in Cina e per versare commissioni alla Growth Trading Co. Limited (con sede a Hong Kong) in cambio del ruolo svolto nelle spedizioni di greggio della Sepehr a bordo delle navi sanzionate Boreas, Siri e Oxis. In modo analogo, si legge in una lunga nota, Damai Technology Development Limited (Damai Technology), con sede a Hong Kong, ha agito come noleggiatore di diverse navi adibite al trasporto di petrolio iraniano per conto delle forze armate iraniane a partire dalla metà del 2025, compresi i pasdaran. La Growth Trading Co., Limited e la Damai Technology Development Limited sono «designate per aver fornito assistenza materiale, sponsorizzato o prestato sostegno finanziario, materiale o tecnologico - ovvero fornito beni o servizi - a Sepehr».