Tragedia

Venezuela, rientra la squadra svizzera «ma l’aiuto non si ferma»

A una settimana dai violenti terremoti che hanno sconvolto il Paese latinoamericano, la Catena svizzera di salvataggio, all’opera da venerdì scorso per salvare le persone sepolte sotto le macerie, ha terminato la propria missione e ha fatto ritorno
© MIGUEL GUTIERREZ
Red. Online
02.07.2026 16:23

A una settimana dai due violenti terremoti che hanno sconvolto il Venenzuela, il numero di vittime non fa che aumentare. Le autorità hanno registrato oltre 1.450 decessi, 3.150 feriti e più di 12.700 famiglie colpite. Secondo i dati delle Nazioni Unite, sono 50.000 le persone tuttora disperse. Ad aggravare il quadro, almeno 2.500 infrastrutture – tra cui 38 ospedali e oltre 700 edifici – hanno riportato danni. Circa 30 Paesi, tra cui la Svizzera, hanno inviato squadre per la ricerca e il salvataggio delle persone disperse.

La Catena svizzera di salvataggio, all’opera da venerdì scorso per salvare le persone sepolte sotto le macerie, ha terminato la propria missione e ha fatto ritorno nel nostro Paese. Lo comunica la Confederazione in una nota odierna. «La Svizzera continua però a fornire aiuto d’emergenza e invia personale esperto del Corpo svizzero di aiuto umanitario per assistere i sopravvissuti».

Base operativa a La Guaira

La Catena svizzera di salvataggio, arrivata venerdì scorso in Venezuela, ha allestito la sua base operativa a La Guaira, in coordinamento con le autorità locali. La città costiera è stata una di quelle più gravemente colpite dalla catastrofe. La Catena svizzera di salvataggio, composta da 80 specialiste e specialiste – di cui 22 militari della formazione d’addestramento del genio/salvataggio/NBC e del battaglione d’intervento d’aiuto in caso di catastrofe – e da 8 cani, è stata una delle prime squadre non latinoamericane a raggiungere le zone devastate.

Le soccorritrici e i soccorritori svizzeri hanno lavorato notte e giorno, a turni, in condizioni di elevate temperature e umidità, per trarre in salvo le persone sepolte sotto le macerie. Purtroppo sono riuscite a estrarre soltanto corpi senza vita. Essendo ormai trascorsa la fatidica soglia delle 72 ore dalla catastrofe, dopo una settimana di operazioni condotte senza sosta la Catena svizzera di salvataggio ha concluso la sua missione ieri sera, mercoledì, e ha fatto ritorno in Svizzera nella giornata di oggi.

L’aiuto umanitario va avanti

La Svizzera continua però a fornire assistenza alle persone sopravvissute. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) vuole inviare sul campo esperte ed esperti del Corpo svizzero di aiuto umanitario. Il team, composto da cinque persone, partirà stasera alla volta del Venezuela per offrire sostegno alle autorità, in particolare per quanto riguarda l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari nei luoghi in cui si trovano i numerosi sopravvissuti. L’Ambasciata di Svizzera a Caracas è in stretto contatto con le autorità locali per coordinare l’aiuto umanitario del nostro Paese.

Per far fronte ai bisogni delle popolazioni colpite dai due devastanti terremoti che si sono verificati in Venezuela, la DSC stanzierà in totale 2,5 milioni di franchi.

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