Il caso

Verde privato, c'è finita dentro anche Vezia

Nuovo caso di conflitto sul tema nel Luganese dopo quelli di Besso e Savosa – La tutela voluta dal Comune è stata sconfessata dal Tribunale amministrativo cantonale perché la base legale è insufficiente: ne serve una nuova – Caduta la decisione supercautelare che proteggeva tre piante
© CdT/Chiara Zocchetti
Federico Storni
05.04.2024 06:00

Del tema della tutela del verde privato e dei limiti e delle opportunità di questa tutela ci siamo occupati relativamente spesso di recente su queste pagine, vuoi per la questione legata ai lavori della clinica Moncucco a Cortivallo, vuoi per un contestato tentativo di abbattere per ragioni di sicurezza un vecchio pino a Savosa. A questo giro è stata invece Vezia a scontrarsi con la problematica. Nel 2019 il Municipio ha inventariato gli alberi di pregio presenti sul territorio, ma i proprietari di un terreno privato si sono opposti alla decisione (per quanto li riguardava) e il Consiglio di Stato e il Tribunale amministrativo (TRAM) hanno dato loro ragione, seppure per motivi diversi (a riprova della complessità della materia). Addirittura il TRAM ha concluso che la conclamata volontà del Comune di tutelare le alberature pregiato allo stato attuale «non si fonda su una valida base legale».

Il no (mal motivato) del Governo

Semplificando, il Comune di Vezia, forte di un inventario fatto stilare da una ditta specializzata e della richiesta di agire in questo senso del Consiglio comunale, nel 2020 ha notificato ai proprietari la volontà di tutelare tre alberi ritenuti di un certo pregio sul loro terreno: un ciliegio, una quercia e un noce. I proprietari hanno però contestato che queste piante adempiessero ai requisiti per essere protetti. Il Consiglio di Stato ha dato loro ragione, ma per motivi formali, sostenendo che il Comune non avrebbe seguito la procedura corretta nel tutelare gli alberi. Non avrebbe cioè messo in pubblicazione l’inventario tramite un’ordinanza, inoltre avrebbe dovuto fare una perizia sullo stato di salute degli alberi inventariati.

La decisione del TRAM

Contro questa decisione il Comune ha fatto ricorso al TRAM, ottenendo in attesa di giudizio una decisione supercautelare che vietasse il taglio dei tre alberi senza l’autorizzazione del Municipio. Quasi tre anni dopo - eravamo nella primavera del 2021 - il TRAM ha infine sentenziato sul caso, dando sì ragione a proprietari, ma al contempo sconfessando il ragionamento del Consiglio di Stato. In altre parole, sostiene il TRAM, il Comune ha agito correttamente. C’è però un altro problema: la base legale è tanto vaga da potersi considerare assente. L’articolo di riferimento delle Norme d’attuazione del Piano regolatore (NAPR) «è eccessivamente indeterminato quanto agli effetti dell’inclusione nell’inventario, poiché pur non escludendo in modo assoluto la possibilità di abbattere le piante, non spiega a quali condizioni ciò possa avvenire, conferendo al Municipio un potere di apprezzamento pressoché illimitato nel decidere in merito. Alla luce anche degli effetti ad ampia scala su numerosi proprietari che questa norma esplica, e dell’ingerenza nel diritto di proprietà che è di una certa gravità, per finire la base legale non raggiunge la densità normativa necessaria».

Per ora nessuna tutela

Il Comune, da noi contattato, conferma di non aver impugnato ulteriormente la decisione. L’intenzione è quella di dotarsi della necessaria base legale per tutelare gli alberi inventariati, cosa che richiederà un certo tempo, dato che verosimilmente servirà una variante di Piano regolatore. Il Municipio dovrebbe decidere a breve come procedere. Il Consiglio di Stato, nel caso del pino di Savosa, raccomandava di adeguare il Piano del paesaggio all’inventario degli alberi meritevoli di protezione: potrebbe essere una strada anche per Vezia. Intanto, in seguito alla sentenza per i tre alberi oggetto di ricorso, al crescere in giudicato della sentenza non vi è più alcuna tutela in essere.

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