Ticino

Violenza sui treni e in stazione, «Ci vuole un presidio efficace»

sollevare in questi giorni la questione è stato il granconsigliere PLR Andrea Rigamonti, insieme ad altri cofirmatari, in un’interrogazione rivolta all’attenzione del Consiglio di Stato
© Gabriele Putzu
Red. Online
10.03.2026 19:09

«Per contrastare episodi di violenza nelle stazioni e sui treni, servono interventi mirati, collaborazione e un presidio efficace». A sollevare in questi giorni la questione è stato il granconsigliere PLR Andrea Rigamonti, insieme ad altri cofirmatari, in un’interrogazione rivolta all’attenzione del Consiglio di Stato.

Episodi «moltiplicati»

«Negli ultimi mesi, soprattutto nel Mendrisiotto e nel Luganese, si sono moltiplicati gli episodi di violenza, aggressioni, furti e altri atti criminali avvenuti nel contesto delle stazioni ferroviarie e a bordo dei treni», scrive Rigamonti. Delle situazioni «che generano forte preoccupazione tra la popolazione e tra gli utenti del trasporto pubblico». Le persone, rileva il granconsigliere, si aspettano di poter viaggiare e frequentare le stazioni e i loro dintorni in sicurezza. «Secondo quanto riportato dalle cronache locali e dai media, la tendenza risulta particolarmente preoccupante».

Una situazione che, inoltre, «costringe i corpi di Polizia cantonale e comunale a concentrare crescenti forze in queste zone, a discapito del resto dell’attività» per garantire sicurezza alla popolazione e dei viaggiatori.

Presidio e collaborazione

Ma non solo. «Le stazioni ferroviarie rappresentano nodi centrali della mobilità cantonale e luoghi di grande frequentazione quotidiana, come dimostrano i recenti dati statistici sul crescente utilizzo di Tilo», evidenzia Rigamonti. Per questo motivo, secondo il firmatario, è fondamentale che vi sia «un presidio efficace e una collaborazione stretta tra le diverse autorità competenti in materia di sicurezza, in particolare tra la Polizia cantonale, le polizie comunali e la Polizia dei trasporti delle FFS». In assenza di questo coordinamento strutturato, «vi è il rischio di un semplice spostamento dei fenomeni di violenza e criminalità da una stazione o da un comune all’altro, senza una reale diminuzione complessiva dei casi». Un migliore e più efficace coordinamento con le autorità cantonali e comunali – precisa ancora Rigamonti – «sarebbe auspicabile per garantire un’azione tempestiva e mirata».

Diversi quesiti

Alla luce di queste osservazioni vengono poste diverse domande al Consiglio di Stato:

1. Qual è la valutazione del Consiglio di Stato in merito all’evoluzione degli episodi di violenza e criminalità nelle stazioni ferroviarie e a bordo dei treni in Ticino negli ultimi mesi e anni?

2. Quali forme di collaborazione operativa sono attualmente in atto tra la Polizia cantonale ticinese e la Polizia dei trasporti delle FFS?

3. L’offerta di lavoro presso la Polizia dei trasporti delle FFS è ricca. Il Consiglio di Stato è a conoscenza di un eventuale rafforzamento degli effettivi della Polizia dei trasporti FFS destinati al Ticino?

4. Il Consiglio di Stato ritiene che tale collaborazione sia sufficiente o vi siano margini per rafforzarla ulteriormente, magari anche a titolo temporaneo, per far fronte all’attuale aumento dei casi?

5. Qual è oggi il livello di presenza e di attività della Polizia dei trasporti in Ticino (effettivi, pattugliamenti, interventi, ecc.)?

6. Il Cantone ha recentemente chiesto o intende chiedere un rafforzamento della presenza della Polizia dei trasporti nelle stazioni e sui treni che attraversano il Ticino?

7. Sono previsti o allo studio programmi congiunti di prevenzione, pattugliamenti misti o altre misure coordinate tra Polizia cantonale, polizie comunali e Polizia dei trasporti?

8. Il Consiglio di Stato ritiene opportuno rafforzare ulteriormente la presenza di agenti nelle principali stazioni del Cantone e sui collegamenti ferroviari più sensibili?

9. Il Consiglio di Stato intende promuovere, in collaborazione con le FFS e con i Comuni interessati, misure infrastrutturali (illuminazione, videosorveglianza, presenza di personale FFS) volta a migliorare la sicurezza oggettiva e percepita in tali aree?

10. Esiste un coordinamento informativo tra le autorità cantonali, i gestori dei centri federali per richiedenti l’asilo e le forze di sicurezza al fine di prevenire situazioni problematiche nel trasporto pubblico?

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