Voli cancellati in Medio Oriente: ma chi paga? Ecco la guida

La guerra in Medio Oriente e la chiusura degli spazi aerei ha provocato la cancellazione di migliaia e migliaia di voli. Di qui la domanda delle domande: chi paga? Proviamo a fare chiarezza con gli esperti del portale specializzato AirHelp e del Touring Club Svizzero.
Quali norme si applicano alle cancellazioni dovute all’improvvisa chiusura dello spazio aereo e, allargando il campo, alla guerra?
«L’attuale crisi costituisce una circostanza eccezionale ai sensi del regolamento (CE) n. 261/2004» spiega Eric Napoli, esperto legale del portale specializzato AirHelp. «Le operazioni militari e le chiusure dello spazio aereo imposte dai governi sono eventi che esulano dal controllo delle compagnie. Pertanto, queste ultime sono esentate dal pagamento del risarcimento forfettario previsto dal regolamento, compreso tra 250 e 600 euro. I passeggeri conservano tuttavia diritti importanti: ai sensi dell’articolo 8 del regolamento (CE) n. 261/2004, in caso di cancellazione i passeggeri hanno il diritto di scegliere tra il rimborso integrale del prezzo del biglietto entro sette giorni o un trasporto alternativo verso la loro destinazione finale a condizioni comparabili. La scelta spetta al passeggero. Le compagnie non possono emettere buoni in modo unilaterale: un buono è valido solo con l’esplicito consenso scritto del passeggero. Anche un rimborso parziale non è conforme al regolamento. È importante notare che il regolamento (CE) n. 261/2004 si applica sia alle compagnie dell’UE sia a quelle extra UE che effettuano voli in partenza dall’Unione Europea. I voli effettuati interamente al di fuori di tale ambito di applicazione possono essere soggetti ad altri quadri giuridici».
E chi si fa carico delle spese di vitto e alloggio dei passeggeri bloccati in hub come Doha o Dubai?
Ancora Napoli: «In caso di chiusura di ampi settori dello spazio aereo o di perturbazioni dovute a conflitti, il rimborso delle spese e ulteriori diritti dipendono in larga misura dal quadro giuridico applicabile al volo in questione. Ai sensi del regolamento (CE) n. 261/2004, le compagnie hanno un obbligo di diligenza che continua a valere anche in circostanze eccezionali, comprese le situazioni di guerra. Questo principio è stato confermato dalla Corte di giustizia dell’UE. Tuttavia, questo regolamento si applica principalmente alle compagnie aeree dell’UE e ai voli in partenza dall’Unione Europea». Detto in altri termini, per compagnie come Emirates, Etihad e Qatar «i diritti dei passeggeri sono soggetti alle condizioni di trasporto della compagnia stessa, alle leggi nazionali vigenti in materia di aviazione e, in alcuni casi, alle convenzioni internazionali. Pertanto, l’entità dell’assistenza fornita, compresi i pasti, la sistemazione in hotel o il cambio di prenotazione, può variare a seconda della compagnia aerea e del paese di partenza».
Molti viaggiatori hanno, o avrebbero, in programma voli e viaggi per il Golfo, Dubai in testa. Vista l’instabilità regionale, è possibile cancellare gratuitamente?
«Se un volo non è stato ufficialmente cancellato dalla compagnia aerea, i passeggeri non dovrebbero cancellare il proprio biglietto di propria iniziativa» ammonisce Napoli. Una cancellazione volontaria, infatti, «può comportare la perdita dei diritti previsti dal regolamento CE 261». Laurent Pignot, portavoce del Touring Club Svizzero, aggiunge: «Il semplice timore legato a una situazione di insicurezza non dà automaticamente diritto al rimborso dei costi non rimborsabili se il viaggio è ancora oggettivamente realizzabile». Detto ciò, ribadisce Pignot, «la situazione si deteriora in modo tale che il viaggio non possa più essere effettuato in sicurezza — ad esempio a seguito di una raccomandazione formale del DFAE o di restrizioni concrete che rendano impossibile la partenza — la copertura può entrare in considerazione».
«Sono assicurato». Le coperture standard includono atti di guerra e improvvise chiusure dello spazio aereo? A quali clausole dovrebbero prestare attenzione i passeggeri?
«La copertura di un caso del genere dipende, in effetti, dalla polizza assicurativa stipulata» chiosa Napoli. «Tuttavia, la maggior parte delle assicurazioni di viaggio standard esclude espressamente dalla copertura assicurativa i disagi causati da atti di guerra, azioni militari o chiusure dello spazio aereo disposte dallo Stato. Questi eventi sono chiaramente definiti come esclusioni nelle condizioni di assicurazione».
