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Nuova fumata nera in Europa sull'embargo al petrolio russo

Zelensky rimuove il capo della sicurezza a Kharkiv – Orrore a Mariupol: russi ammassano corpi in un supermarket – L'UE cerca un compromesso sulle sanzioni – Domani Erdogan chiamerà sia Putin, sia il presidente ucraino – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Nuova fumata nera in Europa sull'embargo al petrolio russo
Red. OnlineeAts
29.05.2022 07:42
23:08
23:08
«La Russia ha perso il suo futuro e ogni legame con il mondo»

«La Russia ha già perso la battaglia di Kharkiv, non solo la battaglia per Kiev e il nord del nostro Paese. Ma ha persone anche il suo stesso futuro e qualsiasi legame culturale con il mondo libero». Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un intervento video dopo la sua visita di oggi a Kharkiv, ripreso dalla Cnn.

«Un terzo della regione di Kharkiv è ancora sotto occupazione. Libereremo sicuramente l'intero territorio», ha assicurato.

Per quanto riguarda il Donbass, il leader ucraino ha detto che il 90% delle abitazioni di Severodonetsk è stato danneggiato. «Conquistare la città è un obiettivo fondamentale per gli occupanti. Non gli importa quante vite dovranno pagare per il loro tentativo di innalzare la bandiera russa», ha aggiunto.

22:32
22:32
Orban alza la posta sull'embargo al petrolio

Il premier ungherese Viktor Orban alza la posta sull'embargo al petrolio russo e l'unità mostrata dall'Ue dall'inizio della guerra è sempre più a rischio. L'accordo sul sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca, secondo quanto riferiscono alti funzionari europei, difficilmente sarà raggiunto domani mattina nel nuovo round di negoziati tra gli ambasciatori dei Paesi membri previsto prima dell'avvio del vertice Ue.

L'Ungheria, spiegano i diplomatici, nonostante la proposta di esenzione per l'oleodotto Druzhba, è in cerca di «maggiori rassicurazioni» sulla sicurezza degli approvvigionamenti. La questione preoccupa anche le altre capitali dell'Europa centro-orientale, in particolare Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia e Slovacchia. Sull'altra sponda, tuttavia, diversi Paesi, tra cui Italia, Olanda, Romania e Baltici, hanno sollevato la loro preoccupazione per le implicazioni che un trattamento differenziato per l'ingresso del greggio russo in Ue potrebbe avere sul mercato unico. «Molti Paesi hanno sottolineato che questo è un settore economico complicato e dobbiamo stare attenti a preservare la parità di condizioni», ha affermato un diplomatico Ue, sottolineando che «gli aspetti legali» delle nuove misure «devono essere perfezionati» e «quindi potrebbe volerci più tempo».

Tra le questioni ancora da risolvere vi sono gli adeguamenti tecnici necessari alle raffinerie dell'Europa centrale in modo che possano gestire forniture diverse, e la costruzione e il finanziamento di oleodotti alternativi.

22:31
22:31
«La storia della nostra città è la storia di ognuno di noi.»

La città di Kiev celebra oggi i suoi 1540 anni. Il sindaco Vitali Klitschko celebra la capitale ucraina sui social: «La storia della nostra città è la storia di ognuno di noi. Con tristezza e gioia», ha scritto su Telegram postando un video dei luoghi simbolo della città «sulle colline del Dnepr da 1540 anni», definendola «orgogliosa, invincibile e bellissima».

«Kiev è il cuore dell'Ucraina. E combatterà sempre, invincibile e vittoriosa! Buon compleanno, Kiev», ha aggiunto.

22:14
22:14
«Porte aperte al dialogo»

La Russia non crede che le porte per la ripresa del dialogo con l'Occidente siano chiuse. Lo dice il ministro russo degli Esteri Serghei Lavrov in un'intervista con la tv francese Tf1 citato dalla Tass. Il presidente Vladimir Putin, aggiunge Lavrov, non rifiuta mai contatti con colleghi stranieri.

21:37
21:37
Le immagini? «Un'invenzione»

«È un'invenzione. Usata per interrompere i negoziati». Così l'ambasciatore russo nel Regno Unito, Andrei Kelin, reagisce a foto e video mostratigli durante un'intervista alla Bbc in cui si vede un soldato russo che spara a un civile.

Si tratta di immagini registrate da telecamere a circuito chiuso o fotografie di Bucha prima e dopo l'invasione delle forze russe, fino a fotogrammi che mostrano la devastazione a Mariupol.

Durante l'intervista il giornalista della Bbc lo incalza, chiedendogli di commentare i documenti che, spiega, essere stati verificati dall'emittente britannica, chiedendo anche se non si possano definire tali azioni crimini di guerra.

Kelin, irremovibile, si interroga a sua volta sull'origine delle immagini e sulla loro interpretazione: su Mariupol per esempio riconosce la documentata distruzione ma afferma che si tratta del risultato della battaglia. «Nel mirino dei russi ci sono le infrastrutture militari», insiste mentre riconosce che «danni collaterali sono possibili».

Il diplomatico intanto afferma che non ritiene Mosca utilizzerà armi tattiche nucleari in Ucraina, in quando stando alle regole militari russe non sono armi impiegate in conflitti di questo genere.

21:09
21:09
Zelensky rimuove il capo della sicurezza a Kharkiv

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rimosso il capo della sicurezza di Kharkiv, in quanto a suo avviso «non ha lavorato per la difesa della città».

«Sono venuto qui, mi sono reso conto della situazione e ho sollevato dall'incarico il capo della sicurezza della regione (di Kharkiv) in quanto non ha lavorato per la difesa della città, fin dai primi giorni della guerra, ma ha solo pensato a se stesso», ha spiegato Zelensky nel suo intervento dopo aver visitato per la prima volta dal 24 febbraio la città nell'est del paese.

20:34
20:34
Donetsk, negoziati in corso per riconoscimento

L'autoproclamata repubblica popolare di Donetsk è trattative con diversi paesi per il suo riconoscimento. Lo afferma, secondo quanto riporta la Tass, la sua ministra degli esteri Natalia Nikonorova: «Vedrete i risultati molto presto, la prossima settimana».

20:30
20:30
Negoziati per l'embargo sul petrolio domattina

Gli ambasciatori permanenti dei paesi membri dell'Unione europea (Coreper) si riuniranno domani mattina alle 09.30 per un ultimo tentativo di trovare l'intesa sull'embargo al petrolio russo prima dell'avvio dei lavori del vertice dei leader dell'Ue, previsto alle 16.00. Lo si apprende da fonti diplomatiche Ue dopo la fumata nera del pomeriggio.

A bloccare l'accordo è Budapest che, nonostante l'esenzione sul petrolio diretto all'Ungheria attraverso l'oleodotto Druzhba, si oppone all'embargo sostenendo che metterebbe in serio pericolo la sua economia.

La proposta. sul tavolo prevede l'entrata in vigore del divieto totale delle importazioni via mare entro la fine dell'anno.

20:04
20:04
Pesanti bombardamenti nelle regioni del nord

Pesanti attacchi russi con bombe e mortai negli oblast di Sumy e Chernihiv. «Oggi la Russia ha colpito le regioni settentrionali dell'Ucraina 10 volte», ha riferito il servizio di guardia di frontiera, citato dal «Kyiv Independent».

19:41
19:41
Slitta ancora l'accordo sull'embargo al petrolio russo

Nuova fumata nera in Europa sull'embargo al petrolio russo incluso nel sesto pacchetto di sanzioni contro la Russia. A quanto si apprende da fonti UE, gli ambasciatori dei paesi membri riuniti nel Coreper non hanno trovato l'accordo sulla proposta sul tavolo, che prevede un'esenzione per l'Oleodotto dell'Amicizia (Druzhba), che porta greggio all'Ungheria e ai paesi dell'UE orientale.

Domani i leader dell'UE riuniti a Bruxelles saranno informati degli sviluppi della discussione e una nuova riunione a livello degli sherpa sarà convocata la prossima settimana.

18:42
18:42
Nave russa in Siria con grano ucraino «rubato»

Nuove immagini satellitari mostrano che un mercantile russo pieno di grano presumibilmente rubato dalle fattorie ucraine è arrivato nel porto siriano di Latakia. È il suo secondo viaggio in quattro settimane, riporta la CNN.

Le nuove immagini, fornite da Maxar Technologies, mostrano la nave Matros Pozynich a Latakia il 27 maggio. È una delle tre navi che caricano grano nel porto di Sebastopoli in Crimea dall'invasione russa dell'Ucraina.

È stata vista l'ultima volta a Sebastopoli il 19 maggio e successivamente è stata rilevata mentre transitava nello stretto del Bosforo e a sud lungo la costa turca. Si stima che la nave possa trasportare circa 30.000 tonnellate di grano.

17:55
17:55
Zelensky a Kharkiv

«Provo un orgoglio sconfinato per i nostri difensori. Ogni giorno, rischiando la vita, combattono per la libertà per l'Ucraina. Grazie a ciascuno di voi per il vostro servizio!». Lo ha postato su Facebook il presidente ucraino Vlodymir Zelensky da Kharkiv, dove ha visitato le forze di difesa del paese.

È la prima volta dall'inizio dell'invasione russa che il presidente ucraino si reca nell'est.

16:52
16:52
Erdogan: «Mai nella Nato paesi che sostengono il terrorismo»

«Fino a che Recep Tayyip Erdogan sarà capo dello Stato la Turchia non dirà mai sì all'ammissione nella Nato di paesi che sostengono il terrorismo»: lo ha detto il presidente turco riferendosi alla richiesta di adesione all'Alleanza atlantica di Svezia e Finlandia.

«Purtroppo - ha affermato Erdogan - gli incontri con le delegazioni di Finlandia e Svezia non hanno rispettato le attese. Nessun passo è stato fatto verso le preoccupazioni della Turchia. Helsinki e Stoccolma continuano a permettere che terroristi passeggino per le loro strade e a proteggerli con la loro polizia. Non sono onesti e sinceri», ha aggiunto secondo quanto riporta l'agenzia russa Tass.

15:31
15:31
Dalla Polonia 18 obici da 155 mm

La Polonia ha consegnato all'Ucraina 18 obici semoventi Krab da 155 mm. Ne ha dato notizia Polskie Radio. Si tratta di equipaggiamenti per tre squadroni di artiglieria.

Il raggio di tiro massimo è di 40 km con munizioni di base. In un minuto, un Krab può sparare 6 volte.

L'esercito polacco ha già addestrato 100 militari ucraini all'uso di queste armi. La Polonia, scrive Polskie Radio, è il secondo grande donatore di armi all'Ucraina, dopo gli Stati Uniti.

15:01
15:01
L'UE cerca un compromesso sulle sanzioni

Fuori dall'embargo al petrolio russo l'oleodotto dell'Amicizia (Druzhba), quello che porta greggio ai Paesi dell'Ue orientale e, soprattutto, all'Ungheria. È su questa proposta che gli sherpa dei Paesi membri si riuniscono questo pomeriggio per trovare un compromesso sul sesto pacchetto di sanzioni prima del vertice europeo.

In caso di luce verde, il capitolo sanzioni sarà inserito nelle conclusioni del summit. La proposta, a quanto si apprende, va incontro alle richieste di Viktor Orban e taglierebbe fuori dall'embargo il petrolio diretto all'Ungheria ma anche a Germania e Polonia, fattore sul quale l'unanimità potrebbe vacillare.

14:58
14:58
Il Cremlino conferma la chiamata tra Putin ed Erdogan per domani

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha confermato che il presidente russo Vladimir Putin e quello turco Recep Tayyip Erdogan hanno in programma di sentirsi domani per telefono.

Ad annunciarlo era stato Erdogan che dovrebbe chiamare sempre domani anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Le ultime telefonate tra Putin ed Erdogan risalgono al 26 e al 28 aprile.

14:52
14:52
«Domani voglio sentire Putin e Zelensky»

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che domani intende telefonare al presidente russo Vladimir Putin e a quello ucraino Voldymyr Zelensky. Lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale russa Tass.

Erdogan si è mostrato cauto sugli sviluppi di un dialogo tra Mosca e Kiev. «Noi sogniamo che questa guerra finisca il più presto possibile, ma sembra che gli eventi si stiano sviluppando negativamente ogni giorno che passa», ha detto in una intervista al canale televisivo turco Ntv secondo quanto indica Tass.

Erdogan ha aggiunto che la Turchia continuerà a chiedere alle parti in conflitto di «utilizzare tutti i canali del dialogo e della diplomazia».

14:00
14:00
«Comprendiamo lo scisma della Chiesa ucraina»

Il patriarca della Chiesa ortodossa russa, Kirill, oggi ha dichiarato di «comprendere» la decisione della Chiesa ucraina di «tagliare ogni legame» con il patriarcato di Mosca: una decisione presa venerdì in reazione all'invasione russa dell'Ucraina.

«Comprendiamo pienamente come la Chiesa ortodossa ucraina oggi stia soffrendo», ha detto il patriarca di «tutte le Russie» durante un'omelia alla cattedrale moscovita di Cristo Salvatore. «Comprendiamo che Sua Beatitudine, il metropolita (ucraino) Onofrio e i suoi vescovi debbano cercare oggi di agire nel modo più saggio possibile per non complicare la vita ai loro fedeli», ha aggiunto Kirill, secondo cui «lo spirito dell'iniquità» vuole dividere il popolo ortodosso di Russia e Ucraina ma «non ci riuscirà».

Venerdì la Chiesa ortodossa ucraina ha annunciato di aver tagliato tutti i legami con la Russia per l'invasione dell'Ucraina, dichiarando «piena indipendenza». «Non siamo d'accordo con la posizione del patriarca di Mosca Kirill (...) sulla guerra», ha affermato la Chiesa di Kiev in un comunicato dopo aver tenuto un consiglio.

La parte della Chiesa ortodossa ucraina legata ancora a Mosca aveva finora formalmente giurato fedeltà al patriarca russo Kirill, che ha espresso un chiaro sostegno all'offensiva del presidente Vladimir Putin in Ucraina. «Il Concilio condanna la guerra come una violazione del comandamento di Dio "Non uccidere!" ed esprime le condoglianze a tutti coloro che stanno soffrendo nella guerra», si legge nel comunicato di venerdì.

12:37
12:37
Proseguono i combattimenti a Severodonetsk

I combattimenti continuano nell'area di Severodonetsk, nell'Ucraina orientale, dove la situazione è «ancora più difficile» rispetto a ieri e «il nemico continua ad attaccare»: lo ha detto oggi il capo dell'amministrazione militare della regione di Lugansk, Serhiy Gayday, sottolineando che 60 case sono state distrutte nella regione e due persone, inclusa una bambina, sono state trovate morte tra le macerie.

Da parte sua, il capo dell'amministrazione militare civile locale, Oleksandr Striuk, ha spiegato che «i continui bombardamenti» hanno reso sempre più difficile entrare o uscire dalla regione, sottolineando che lo sfollamento è «molto pericoloso» e la priorità viene data ai feriti.

Ieri il leader della Cecenia, Ramzan Kadyrov, sul suo canale Telegram, citato dall'agenzia di stampa ufficiale russa Tass, aveva affermato che «Severodonetsk è sotto il nostro completo controllo. La città è stata liberata. I residenti possono stare tranquilli: d'ora in poi non saranno più in pericolo».

«Il piano iniziale era di liberare Severodonetsk in una settimana, ma oggi (ieri, ndr) mi sono corretto e ho stabilito di prendere il controllo della città in tre giorni. Di conseguenza i nostri soldati lo hanno fatto ancora più rapidamente: in tre ore», ha aggiunto il leader ceceno, che ha schierato i suoi miliziani al fianco delle truppe russe in Ucraina.

Intanto, ha reso noto l'esercito ucraino, a Sloviansk - a un'ottantina di chilometri a ovest di Severodonetsk - la Russia ha effettuato «un'intensa ricognizione» sulla città e la periferia, e ha condotto attacchi aerei nell'area di Dovhenke. Inoltre, si registrano bombardamenti di artiglieria su infrastrutture civili nelle vicine Bohorodychne e Sviatohirsk.

Sempre a est, i militari hanno riferito di nuovi attacchi russi alle infrastrutture civili nelle città e nei villaggi tra Kharkiv e il confine russo. Tra le località colpite vi sono Ruski Tyshky, Petrivka e Ternova.

Le forze russe hanno anche lanciato un attacco missilistico ad alta precisione contro un deposito di armi dell'esercito ucraino a Kryvyi Rih, nella regione del Dnipro, pure a est: lo ha reso noto oggi il portavoce del ministero della difesa russo, Igor Konashenkov, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa non governativa russa Interfax.

«I missili ad alta precisione delle forze aerospaziali russe hanno distrutto un grande arsenale delle forze armate ucraine negli impianti di stoccaggio di una fabbrica a Kryvyi Rih, nella regione del Dnipro», ha detto Konashenkov.

11:49
11:49
Via i localizzatori dai mega yacht

Gli oligarchi russi corrono ai ripari per salvare almeno i loro mega yacht dalle sanzioni occidentali. L'idea è semplice e finora sembra che abbia funzionato: per rendere «invisibili» queste regge galleggianti i miliardari stanno disattivando il sistema di identificazione automatica (AIS) di bordo, che permette di conoscere l'esatta posizione di qualsiasi imbarcazione che lo usa in qualsiasi momento.

Secondo un'inchiesta del domenicale britannico «Observer», almeno sei super yacht legati a oligarchi colpiti dalle sanzioni di Londra sono diventati «invisibili» ai sistemi di localizzazione oceanica. Il giornale riporta che almeno tredici di queste imbarcazioni, per un valore totale di quasi 2 miliardi di sterline (circa 2,4 miliardi di franchi) sono già stati sequestrati (o congelati) nei porti di tutto il mondo.

Gli esperti segnalano un aumento degli yacht legati alla Russia che stanno disattivando l'AIS. Il sistema può essere disinserito per motivi legittimi, ma gli osservatori ritengono che in questo caso l'intenzione sia proprio quella di sfuggire alle sanzioni.

Secondo l'analisi dell'Observer dei dati AIS raccolti dalla società di market intelligence marittima e aeronautica VesselsValue, i super yacht che sono ormai «invisibili» da più di un mese includono il Clio da 72 metri legato all'industriale Oleg Deripaska, il Galactica Super Nova da 70 metri legato all'oligarca Vagit Alekperov e l'Ocean Victory da 140 metri legato all'oligarca Viktor Rashnikov.

Circa 9300 super yacht, per un valore di circa 60 miliardi di franchi, solcano i mari del mondo, e si stima che circa il 10% di questa flotta sia di proprietà di russi.

11:27
11:27
Cadaveri ucraini in un supermercato

A Mariupol, i russi stanno accumulando cadaveri di ucraini uccisi in un supermercato: lo afferma su Telegram Petro Andriushenko, consigliere del sindaco, citato dall'agenzia di stampa statale ucraina Ukrinform.

«Nei locali del Schyryi Kum supermarket sul viale Svobody, i russi hanno creato una discarica di corpi dei caduti ucraini riemersi dalle tombe quando hanno cercato di aggiustare le condotte d'acqua e anche cadaveri esumati. Li stanno accumulando come se fossero immondizia», scrive Andriushenko, postando anche una foto diffusa dal canale Telegram «Mariupol Now», a testimonianza di quanto descrive.

09:01
09:01
UE verso il divieto d'import di petrolio russo via mare

L'UE si appresta a proporre il divieto di import di petrolio della Russia via mare, ritardando le restrizioni alle importazioni da un oleodotto di Druzhba che fornisce l'Ungheria di greggio russo. Lo riporta l'agenzia di stampa statunitense Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali la commissione europea ha inviato una bozza di proposta rivista ai governi nazionali.

L'idea è concedere sei mesi agli Stati membri per l'eliminazione graduale dell'import di greggio via mare e otto mesi per quello di prodotti raffinati. Questo concederebbe più tempo all'Ungheria per trovare una soluzione tecnica che le consenta di soddisfare i suoi bisogni energetici e quindi rompere l'impasse sul pacchetto di sanzioni contro Mosca per l'invasione dell'Ucraina.

08:57
08:57
Mosca non userà armi nucleari tattiche

La Russia non utilizzerà le armi nucleari tattiche nella guerra contro l'Ucraina: ne è convinto l'ambasciatore russo nel Regno Unito, Andrei Kelin, secondo il quale esistono disposizioni molto rigide per l'utilizzo di queste armi.

Intervistato dal programma Sunday Morning dell'emittente nazionale del Regno Unito Bbc, Kelin ha spiegato che secondo le regole militari russe, queste armi non vengono utilizzate in conflitti come quello in corso in Ucraina. L'uso delle armi nucleari tattiche, ha sottolineato, verrebbe preso in considerazione se la stessa esistenza dello Stato fosse minacciata, ma questo «non ha nulla a che fare con l'operazione in corso».

08:55
08:55
I civili non sono la priorità per gli ospedali in Crimea

«Nella Crimea occupata agli ospedali è stato ordinato di dare la priorità ai soldati russi feriti rispetto ai pazienti civili», afferma lo Stato maggiore delle forze armate ucraine, citato da Ukrinform.

«A causa delle molte vittime nelle forze nemiche - si legge in un comunicato -, le autorità occupanti in Crimea hanno ordinato di rimuovere i pazienti civili dagli ospedali locali per liberare i letti ai soldati feriti. E il sangue dei donatori viene raccolto in modo intensivo».

07:46
07:46
Il punto alle 07.00

Bisogna «Riconoscere la Russia come Stato terrorista e Stato sponsor del terrorismo»: è quanto ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio rivolto alla nazione. «Ciò riflette la realtà quotidiana che gli occupanti hanno creato in Ucraina e sono ansiosi di portare in Europa. E questo deve essere stabilito legalmente», ha continuato Zelensky. L’esercito di Kiev, intanto, avrebbe ucciso il tenente colonnello Alexander Dosyagaev. L’uomo era a capo del 104. reggimento d’assalto aereo. A darne notizia è l’agenzia Ukrinform che cita il Dipartimento per le comunicazioni strategiche delle Forze armate ucraine. Intanto il consigliere del ministro dell’Interno ucraino Viktor Andrusiv, citato dal Kiev Independent, ha affermato che il suo Paese ha distrutto il 30% dei più moderni carri armati nemici. La difficile situazione sul fronte bellico che sta vivendo l’esercito di Mosca, del resto, è testimoniata anche dalla stessa popolazione russa che ha iniziato ad organizzare raccolte di beni di prima necessità come bende, medicinali, antibiotici e patate da destinare ai soldati al fronte. Nella serata di ieri sono comunque continuati gli attacchi russi alle industrie ucraine; in particolare si segnala che dei missili hanno sostanzialmente distrutto un impianto industriale nella periferia di Kryvyi Rih, nell’oblast di Dnipropetrovsk. A riferirlo è stato il capo militare della regione, Oleksandr Vilkul, citato dal Kyiv Independent, senza tuttavia specificare quale sia l’impianto che è stato colpito. A cadere sarebbe stata anche la città di Severodonetsk, nella regione orientale ucraina di Lugansk. Secondo il leader ceceno Ramzan Kadyrov, infatti, la cittadina sarebbe ora sotto il completo controllo della Russia. Stesso destino sembrerebbe quello di Lyman, città nell’est dell’Ucraina che, a detta del ministro della Difesa russo, sarebbe ormai sotto il controllo di Mosca.

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