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Zelensky: «I negoziati sull'Ucraina vanno avanti, forse cambieranno luogo e data»

Il presidente ucraino: «Abbiamo parlato con gli Stati Uniti, forse verrà cambiato il luogo del vertice, verrà posticipata la data di qualche giorno a causa della guerra in Medio Oriente» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Zelensky: «I negoziati sull'Ucraina vanno avanti, forse cambieranno luogo e data»
Red. Online
05.03.2026 06:48
06:55
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Il punto alle 6.55

«Noi abbiamo carenza di qualcosa che i nostri partner invece hanno, per esempio i missili Patriot. Ma i missili Patriot non possono abbattere i droni iraniani, e noi possiediamo i droni intercettori. Quindi possiamo effettuare questo scambio di tecnologie e armi». Lo ha detto ieri Volodymyr Zelensky in un'intervista a Rai News 24 parlando dei suoi contatti con i Paesi del Golfo riguardo alla guerra in Iran.

«Per ora non siamo coinvolti in questa guerra, ma i droni iraniani hanno colpito la popolazione civile e ci sono stati segnali da parte dei partner del Golfo che erano interessati alla nostra competenza. Siamo pronti a fornirla. E ci sono richieste anche da parte dei partner europei e americani per offrire a quei paesi la nostra esperienza. Ho parlato personalmente con i leader del Qatar, degli Emirati Arabi, con il re di Giordania e parlerò con altri leader. Siamo pronti ad aiutare la popolazione civile di questo paese. Ma per quanto riguarda le armi, anche noi siamo in guerra», ha sottolineato.

Intanto, ha aggiunto il presidente ucraino, i negoziati proseguono anche con il conflitto in Iran. «Nella notte abbiamo parlato con gli Stati Uniti, forse verrà cambiato il luogo del vertice, verrà posticipata la data di qualche giorno a causa della guerra in Medio Oriente». Lo ha detto Volodymyr Zelensky a Rai News 24. Riguardo ai nodi della trattativa, «nel mondo si è diffusa la convinzione che le affermazioni di Putin sul fatto che se l'Ucraina cede il Donbass, la guerra finirà siano veritiere, ma intanto gli attacchi russi aumentano. Noi non crediamo alla Russia e a Putin, ma con l'aiuto di mediatori forti possiamo trovare un accordo sulla fine della guerra, visto che non ci fidiamo di loro e loro non si fidano di noi. Le condizioni devono essere tali da non doversi affidare semplicemente alle parole», ha aggiunto.