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Il presidente ucraino ha sottolineato che «la Russia non porrà fine a questa guerra senza pressioni» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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18:12
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Un raid russo distrugge un data center nella capitale ucraina
Il data center in cui si trovavano le infrastrutture del fornitore di servizi di hosting MiroHost è stato distrutto a seguito di un attacco russo su Kiev e l'azienda non è in grado di fornire una data per il suo ripristino. Lo riporta Ukrainska Pravda.
Nella capitale ucraina, anche la chiesa della Santa Protezione, la più antica del complesso di Vinogradar, è stata danneggiata a seguito di un attacco russo. Lo ha dichiarato Vladimir Nakonechny, capo dell'amministrazione statale del distretto di Podolski, secondo quanto riportato da Rbc-Ucraina.
L'attentato ha danneggiato le finestre, i bagni e la facciata storica in mattoni gialli di Kiev dell'edificio del 1906.
Intanto il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko, con un decreto, ha concesso la grazia a 15 detenuti, di cui la maggior parte ritenuti colpevoli di «estremismo». E' quanto riferito dall'ufficio stampa del capo di Stato e riportato dalle agenzie russe.
«Il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha firmato un decreto che concede la grazia a 15 condannati, tra cui 13 autori di reati di natura estremistica. La maggior parte delle persone graziate, cioè 10, sono donne», si legge nella nota, citata dall'agenzia Tass. L'ufficio stampa ha precisato che tutti i beneficiari della grazia avevano presentato istanza di clemenza, ammesso la propria colpevolezza, espresso pentimento per le proprie azioni.
Il precedente rilascio di detenuti per reati di natura estremista è avvenuto il 16 settembre, quando Stati Uniti e Bielorussia hanno raggiunto un accordo in base al quale «come gesto di buona volontà», Minsk ha rimesso il libertà 25 persone. In cambio gli Usa hanno promesso di revocare le sanzioni contro due società bielorusse, Lakokraska e Bellesbumprom.
16:10
16:10
Rutte: «Mosca è sempre più attiva ma la Nato è pronta, i russi lo sanno»
«È vero che la Russia sta intensificando sempre più la propria attività nel settore cibernetico e così via. Ma la Nato è pronta ad affrontare questa situazione». Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte parlando a New York al memoriale per l'11 settembre.
«Pianifichiamo e ci prepariamo. Disponiamo di tutte le opzioni di risposta. L'unico problema è che non sempre sono di dominio pubblico, quindi non possiamo sempre parlarne. Non sono sempre simmetriche, non si tratta sempre di una risposta proporzionata. Ma posso assicurarvi che i russi lo sanno», ha aggiunto Rutte.
«Un esempio è la 'flotta ombra', che cerca comunque di mantenere in piedi una parte delle esportazioni di petrolio dalla Russia, ma che viene sempre più ostacolata dalle azioni di alleati come la Svezia, il Regno Unito, la Francia, il Belgio e altri. Ai russi non piace. Quindi abbiamo predisposto tutte le opzioni di risposta. Per quanto riguarda le strategie ibride, dobbiamo assicurarci di rimanere forti», ha proseguito.
«Poi, ovviamente, se la Nato dovesse entrare in guerra con la Russia, avremmo altri mezzi per far valere le nostre posizioni, più di quanto l'Ucraina possa fare al momento. Quindi ci sarebbe una differenza. Ma dobbiamo tenere conto di queste nuove dinamiche della guerra moderna. E, solo per fare un esempio, credo che solo uno o due anni fa avremmo pensato che fosse necessario produrre in serie i droni in anticipo, per averli a disposizione nel caso in cui scoppiasse la guerra. Ci si sta rendendo conto sempre più che, sì, è necessario disporre della tecnologia dei droni, ma è meglio avere la capacità produttiva per i droni piuttosto che produrre già i droni stessi. Perché questi droni, in termini di impatto e qualità, cambiano quasi ogni sei-nove mesi».
«Conosco Putin - ha detto ancora il segretario generale della Nato -, l'ho incontrato, e credo che sia sul punto di andare un po' nel panico, perché le cose per lui non stanno andando nella giusta direzione, per cui il mio messaggio è: stiamo calmi».
Secondo Rutte, «l'impatto sulla sua economia, sulla Russia, è enorme in questo momento, a seguito dell'errore di invadere l'Ucraina. Quindi manteniamo la calma, perché lui sa che siamo più forti. E sono d'accordo con quello che dice l'intelligence danese: un attacco alla Nato è altamente improbabile. Ma non dobbiamo essere ingenui».
15:02
15:02
«Gli attacchi ucraini complicano l'export di cereali»
Il Territorio di Krasnodar, regione agricola nella Russia meridionale, ha dichiarato lo stato di emergenza regionale a causa delle difficoltà nell'esportazione di cereali provocate dagli attacchi ucraini con droni alle infrastrutture logistiche. L'ordinanza è stata firmata dal governatore, Veniamin Kondratyev.
«Gli attacchi massicci alle infrastrutture logistiche, la sospensione delle attività portuali e le interruzioni alla navigazione nel bacino del Mar d'Azov e del Mar Nero hanno reso impossibile per le imprese agricole del Territorio di Krasnodar vendere ingenti quantità di prodotti agricoli, causando una saturazione del mercato interno dei cereali. La situazione venutasi a creare nel Territorio di Krasnodar a partire dal 12 agosto 2026 è pertanto dichiarata stato di emergenza», si legge nel documento pubblicato sul sito web dell'amministrazione territoriale e citato da Interfax.
Nel Territorio di Krasnodar per la stagione 2026 si prevede un raccolto di 13,4 milioni di tonnellate di cereali e legumi, il 17 per cento in più rispetto all'anno precedente. Il raccolto di grano tenero è aumentato del 21 per cento quest'anno, raggiungendo 11,4 milioni di tonnellate.
Intanto, su X, la commissaria all'Allargamento Marta Kos, ha scirtto: «la decisione di consentire l'ingresso nell'Ue dell'80% dei prodotti armeni in esenzione da dazi è la nostra risposta alla chiusura del mercato russo ai produttori e agli agricoltori armeni, a seguito della scelta democratica dell'Armenia di avvicinarsi all'Europa». Kos commentava in tal modo il via libera del Consiglio Ue alla liberalizzazione dell'80% delle esportazioni di prodotti armeni in UE.
«L'Ue continuerà a sostenere con fermezza il diritto dell'Armenia di scegliere il proprio futuro», aggiunge Kos.
09:38
09:38
Kiev: «Raid russo su una fattoria, sei morti»
Un raid russo ha colpito un'azienda agricola nel villaggio di Stara Hnylytsia, nella regione di Kharkiv, provocando la morte di 6 persone e il ferimento di altre 12. Lo annuncia Oleg Synegubov, capo della regione di Kharkiv, come riportano i media ucraini.
08:49
08:49
Al G20 di dicembre possibile un incontro tra Russia, Ucraina e USA
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ritiene che il vertice del G20 di dicembre potrebbe offrire l'occasione per un incontro trilaterale sostanziale tra Ucraina, Stati Uniti e Russia. Zelensky lo ha detto ai giornalisti a New York ieri sera, secondo quanto riferito da Ukrinform.
Il presidente ha affermato che l'Ucraina ha discusso con la parte americana la fattibilità di un simile formato nell'ambito del G20 e la disponibilità dell'Ucraina a partecipare a un eventuale incontro. Ha inoltre espresso l'opinione che questa sia una delle migliori opportunità proposte dagli Stati Uniti in relazione al G20. Secondo Zelensky, il vertice previsto per dicembre potrebbe potenzialmente fungere da sede per un incontro trilaterale tra Ucraina, Stati Uniti e Russia. Ha aggiunto di ritenere che un tale incontro potrebbe offrire l'opportunità di ottenere risultati concreti.
07:32
07:32
Colpita la sede del partito di Zelensky mentre parlava all'ONU
Le autorità cittadine di Kiev hanno reso noto che a essere stato colpito proprio mentre il leader ucraino stava tenendo un discorso all'Assemblea Generale dell'Onu a New York. è stato un centro congressi che ospita la sede del partito di Volodymyr Zelensky. Lo riporta la CNN. L'attacco è stato l'ultimo di una serie di raid contro il Paese avvenuti nel corso della giornata.
Complessivamente gli attacchi a Kiev hanno causato due morti e 43 feriti, secondo quanto riferito dalle autorità cittadine. Tra i raid, uno è avvenuto vicino a un'università e due al centro congressi, il secondo dei quali mentre Zelensky stava parlando. Il tetto del centro congressi è stato danneggiato e l'incendio scaturito dall'attentato è stato spento, hanno riferito i servizi di emergenza.
Questa mattina, le forze russe avevano anche sganciato quattro bombe aeree sul villaggio ucraino di Oleksandrivka, nella regione del Donetsk, nell'Ucraina orientale, uccidendo almeno cinque persone, secondo quanto riferito dal governatore regionale Vadym Filashkin.
06:23
06:23
Il punto alle 6.00
«Oggi, i russi hanno lanciato un attacco missilistico contro Kiev, proprio mentre, durante un incontro con i membri del Congresso, discutevamo della legge di Lindsey Graham e della necessità di rafforzare le sanzioni. La Russia non porrà fine a questa guerra senza pressioni». Lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
«Mentre le persone dormivano, il cielo si è illuminato a causa delle esplosioni - aggiunge - Ancora una volta, l'obiettivo principale del loro attacco sono Kiev e le infrastrutture civili: edifici residenziali, un ospedale per parti, il settore energetico e la logistica. Al momento, si conoscono due vittime. Le mie più sentite condoglianze a tutti i familiari e agli amici. Ci sono anche feriti. I servizi di emergenza sono al lavoro: in uno degli edifici, alcune persone sono bloccate. In alcune regioni del paese, la minaccia aerea è ancora in corso».
«Ho parlato con Brian Fitzpatrick, Michael Quigley, Marcy Kaptur, Jared Golden, Joe Wilson e Gregory Meeks proprio di come difendersi da tutto questo - afferma ancora Zelensky - Ogni attacco è dovuto al fatto che la pressione sull'aggressore non è ancora totale e la Russia ritiene di poter continuare a ricorrere al terrore missilistico. Attualmente, gli Stati Uniti hanno l'opportunità di reagire con forza. Sono necessari sistemi di intercettazione missilistica per proteggere le vite. È necessario implementare sanzioni contro la Russia e contro coloro che la aiutano a guadagnare. Ringrazio entrambi i partiti per la loro disponibilità ad aiutare a proteggere le vite».
